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LA HISTORIA DIVINA DE JESUCRISTO.LUZ VERDAD Y VIDAIL LIBRO NELLA SUA LINGUA MADRE, LO SPAGNOLO |
Questa è la Volontà Attuale di Dio:«Che tutte le chiese si uniscano in un’unica e sola chiesa» |
STORIA DIVINA DI GESÙ CRISTOLUCE,
VERITÀ E VITA
CRYS
PRIMO LIBRO. VITA E TEMPI DEL SIGNORE YAHVÉ DIOSECONDO LIBRO. IL CUORE DI
MARIA. PARTE PRIMA
TERZO LIBRO. IL CUORE DI MARIA. SECONDA PARTEQUARTO LIBRO LA CREAZIONE
DELL’UNIVERSO SECONDO LA GENESI
PROLOGO
UNIVERSALE
Questo
libro ha avuto origine da un libricino, “Luce, Verità e Vita”, scritto nella
prigione militare del Caudillo a Ferrol, in Galizia, Spagna, alla fine del 1978,
durante i giorni del cambio di vescovo a Roma tra Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo
II. Colui che mi aprì la Porta della sua Onniscienza sapeva che, dall’Ignoranza
alla Conoscenza di tutte le cose, quel libricino avrebbe dovuto percorrere un Cammino,
stretto e lungo, fino ad acquisire la forma che oggi ha; un cammino che nessun altro
se non il suo Autore avrebbe dovuto percorrere.
Il suo Autore,
io, Cristo Raúl, abbandonai la caserma della Marina con quel «libricino», scritto
a mano, che mi sarebbe stato dato da mangiare, e che io mangiai. Quel «libricino» che alla
mia anima sembrò più dolce di tutte le ricchezze di questo mondo, col passare del Tempo
mi sarebbe sembrato più amaro del veleno più acido.
Ma la
Creatura che vive dell’Amore di Colui che la genera non conosce il proprio destino se non
quando si infuriano i venti e le tempeste, la terra scricchiola e crollano i muri,
le acque si sollevano e piove forte su un edificio che, nonostante la sua
fragilità esteriore, è stato fondato sulla Roccia.
Felice
dunque, sapendo che Dio non abbandona i suoi figli, e avendomi stato Promessa la
Vittoria, ho iniziato il mio viaggio attraverso il Tempo, riponendo la mia Fiducia nella Parola
di Colui che mi ha generato per portare alle nazioni la Conoscenza di tutte le
cose, annunciare loro la Fine della Notte e la Nascita di un Nuovo Giorno. Ma
come poteva sapere quella creatura che la Conoscenza della Scienza del Bene e
del Male l’avrebbe fatta vivere sulla propria pelle! L’Ingiustizia, la Passione, l’
Odio, il Disprezzo, la Povertà… non fanno forse parte della Scienza del Bene e del
Male?
Essendo
Dio colui che ha guidato, e guida, il corso della Storia del Genere
umano dalla sua Caduta fino al Ristabilimento della sua Creazione, secondo il suo
Decreto: «Facciamo l’Uomo a nostra Immagine e Somiglianza», cioè figlio di
Dio, l’uomo, esposto a un Mondo asservito alla Legge del Bene e del Male, e
sebbene generato a Immagine del suo Creatore, deve vivere la sua crescita soggetto alla
alla Legge del Mondo.
Questo
Libro contiene la Conoscenza di tutte le cose, quelle del Cielo, quelle dei
Cieli e quelle della Terra. Il Re e Signore dell’Universo è Colui che dona e, vedendo
buona la Sua Opera, è Lui che manda il proprio Figlio, come Lui stesso è stato mandato dal Padre.
Passato,
Presente e Futuro: ecco le linee lungo le quali lo spirito dell’
Intelligenza, a immagine e somiglianza dell’Intelligenza Divina, guida l’Autore
attraverso i Libri che compongono quest’Opera.
I
fatti si svolsero in questo modo:
I
Un giorno di
quelli, durante l’ultimo crocevia tra i millenni, un giovane di vent’anni
invocò il Figlio di Dio. Salì sul monte, lasciò il mondo e tutti i suoi valori
alle spalle, e si presentò davanti a Dio con un mare di domande che gli bruciavano l’anima.
Quel giorno Raúl fece il salto dall’altra parte del Dubbio. Al di là del
Dubbio, Raúl si presentò davanti al suo Creatore.
Per Raúl
il tempo del Dubbio era finito. Dio esiste con la stessa certezza con cui esistono il
Sole e le stelle. Così, gettando a terra il peso delle opinioni degli
esperti, Raúl salì su quel monte e liberò il proprio pensiero.
E dico
che furono molte le ore in cui quel giovane alzò la voce al Cielo. Il
firmamento, il sole, la terra, il mare, furono testimoni delle sue parole. Solo
loro sanno con quali parole Raúl invocò il suo Creatore.
Alla fine,
senza più forze, Raúl cadde a terra. In cima a quella montagna rimase come
morto per un po’.
Quando si
rialzò, tornò a casa e attese che si adempisse ciò che è scritto: «A chi
chiama, si aprirà».
E così
fu. Il Figlio di Dio lo ascoltò e gli aprì la porta. Allora si adempì in lui ciò che
è scritto: «A chi crede, dal suo intimo sgorgherà una fonte di acque vive».
Dopo
questi avvenimenti Raúl proseguì il suo cammino e, camminando, incontrò una persona davvero
speciale. Lo chiamavano il Profe.
Da giovane
il Prof si era recato nelle Americhe. Dopo decenni tornò in patria
pieno di glorie, lauree honoris causa e tutto il resto, frutto del suo operato nelle
università latinoamericane. Una volta tornato nella sua piccola patria, il Profe non tardò a
scoprire che per servire Dio non occorre andare così lontano; basta girare l’
angolo, guardarsi intorno e vedere pecore smarrite su tutti i dirupi.
Commosso
dalla sorte di quei giovani – Dio solo sa da chi condannati a morire sotto
gli effetti del veleno delle quattro lettere maledette: AIDS – il Prof aprì una
grande casa nel centro della sua città natale, Malaga, e mise le sue stanze al
servizio dei giovani che, come cani randagi, pullulavano per le strade.
In quella Casa si conobbero il Prof e Raúl.
Col passare del tempo
Raúl tornò a seguire la propria strada. E passarono l’autunno e l’inverno di
quell’anno (1976). Durante la primavera successiva il Profe e Raúl si
rincontrarono a Madrid.
Il fatto
che il Profe si trovasse a Madrid era dovuto al fatto che gli era stata diagnosticata una
malattia al cervello. I suoi nemici dicevano che quella fosse una punizione di Dio
per aver sperperato la sua fortuna in quei cani randagi, lebbrosi senza
salvezza. Certamente l’operazione costava una fortuna, che il Prof non aveva
perché l’aveva spesa per quelle pecore smarrite, e ora il poveretto
andava in giro a mendicare aiuto.
Il Prof
vagava per Madrid di porta in porta. Quando si ritrovò di nuovo con
Raúl, l’uomo aveva ormai perso il conto. Gli amici dei vecchi tempi di
gloria! Il fatto era che nemmeno quell’uomo si disperava. Quello che provava, però,
era solo solitudine.
«E tu
come stai, Raúl? Non dirmelo, non ti sei presentato all’appuntamento con l’esercito. E ora vai
in giro all’avventura, un giorno qui, il giorno dopo là».
Era
fantastico. Aveva una cinquantina d’anni. Di media statura, volto allegro, lineamenti
latini. Conversazione divertente. Lo si vedeva sempre sorridente, «al maltempo:
buona faccia», diceva. Non fumava, non beveva. Non era sposato. La grande passione della sua
vita, l’unica che avesse mai avuto, era Cristo, e lo confessava come chi è
orgogliosissimo di possedere il tesoro più favoloso del mondo.
Le
settimane successive si dissolvero nel fiume del tempo. Il Prof continuò la sua via
crucis di porta in porta. Nel frattempo il male continuava a crescere nel suo
cervello. E lui portava la sua croce sulle spalle senza altro conforto se non quello che poteva
trovare nella compagnia di un ragazzo.
Raúl rimase
colpito dalla tragedia e dalla grandezza di quell’uomo.
Molte
sono state le storie che mi hanno colpito nel corso della mia esistenza
in giro per il mondo, ma nessuna ha avuto un effetto così decisivo sulla mia vita.
E accadde ciò
che doveva accadere. Una notte di quell’estate, stanco di vagare per i viali
di Madrid, Raúl tornò senza forze nella stanza che divideva
con il Prof.
Nel
firmamento dei cieli la Luna Piena sfoggiava la sua grazia; il velo della sua luce
chiuse gli occhi a Madrid. Poco dopo, Raúl fu svegliato da alcuni lamenti. Credendo che
provenissero da un Profe perso nei suoi sogni, Raúl continuò a dormire.
Alla fine
Raúl aprì gli occhi e vide il Prof seduto sul bordo del suo letto,
con lo sguardo perso nell’infinito. Un filo di sangue gli scorreva lungo il mento. Il
Prof stava parlando da solo.
Raúl lasciò
che l’uomo parlasse. Madre di Dio!, il dolore che stava uccidendo il Prof non era
la sua malattia, né il fatto di scoprire che i suoi amici se ne infischiavano del suo problema.
Il dolore più grande che affliggeva la sua anima era non sapere perché Dio lo avesse
abbandonato.
«È questo
il prezzo di una vita dedicata al servizio, Signore? È questa la mia ricompensa?», si lamentava nella sua
ignoranza quel dottore in teologia, più esperto di Sant’Agostino e San Tommaso
messi insieme.
Arrivò l’
estate del ’77, io, Raúl, mi trasferii a Ibiza. Non tutto in questo mondo deve
necessariamente essere lavoro, avventure, errori, successi. Quando Dio creò i Cieli e la
Terra, spianò le montagne e tracciò verdi prati sulle rive di fiumi meravigliosi affinché
l’essere umano si spogliasse e si dedicasse a praticare lo sport di vivere la
vita.
In
quei giorni Raúlera solito fermarsi sulle
scogliere dall’altra parte delle mura del castello di Ibiza, guardando il
mare. Fu allora che, nel campo delle sue riflessioni e meditazioni, il Figlio
di Dio seminò nel suo cuore un desiderio meraviglioso: avere un’intelligenza senza
limiti per conoscere tutte le cose
E come
un seme in terra fertile che diventa albero, quel desiderio ha dato frutto nella mia anima.
Così, uno di quei giorni mi sono alzato in piedi, ho aperto le braccia e ho chiesto al Figlio
di Dio ciò che più desideravo avere in questo mondo:
«Lo
Spirito di Yahweh: Spirito di Intelligenza senza misura per
conoscere tutte le cose».
LO
SPIRITO DI YAHVÉ
«Spirito
di Saggezza e Intelligenza, di Comprensione e Forza, di Consiglio e
di Timore di Dio»
Chiedete e
non esitate: Intelligenza senza misura a immagine e somiglianza di quella del nostro
Creatore. Chiedete e riceverete Intelligenza senza misura per comprendere tutti i
segreti dell’universo e della natura umana. Questo è il Giorno dei figli di
Dio, discendenti di Cristo, frutto del suo Matrimonio con la Chiesa. Questo
è il Giorno di cui scrisse San Paolo:
«Sono
certo che le sofferenze del tempo presente non sono nulla in confronto
alla gloria che si manifesterà in noi; perché l’ansiosa attesa
della creazione attende la manifestazione dei figli di Dio, poiché le
creature sono soggette alla vanità, non di loro volontà, ma per colui che le
tiene soggette, nella speranza che anche esse saranno liberate dalla
schiavitù della corruzione per partecipare alla libertà della gloria dei
figli di Dio».
Infatti,
in Lui si trovano i tesori di tutte le Scienze, presenti e future. In Lui si trovano
tutte le risposte a tutte le Malattie e a tutti i problemi
relativi all’Organizzazione della Pienezza delle Nazioni. In Lui si trovano tutti
i segreti dell’Universo e della Natura. Egli è il Figlio, e mette a
disposizione della sua Discendenza l’Onniscienza di Dio, perché, come ben
disse di persona: «Tutto ciò che è del Padre è mio».
Così,
io, Raúl, ispirato dal Figlio di Dio, ho alzato la mia voce al Cielo:
«Compi un’
Opera che il mondo si meravigli e, vedendola, creda che Tu sei Dio. Innalza il mio
capo sopra le nazioni e tutti vedano la tua gloria, gloria dell’Unigenito di Dio. Glorificati
nella tua Creazione. Tu sei Dio, tuo è il Potere e la Gloria. Tu puoi trasformare una
pietra, informe e priva di bellezza, in un’Opera degna del tuo Potere, davanti alla cui
contemplazione tutti si meraviglino e si dedichino alla lode di Colui che
ha compiuto un’Opera simile. Cosa c’è di impossibile per Dio? Innalza il capo della tua
creatura fino al cielo, che le nuvole si aprano davanti ai suoi occhi, che i suoi piedi si
posino ai due lati dell’oceano e la sua voce si udisca nelle quattro regioni del
mondo, e vedendo la tua opera le nazioni dicano: «Chi è costui che dalla polvere è
stato innalzato fino al cielo?» Compi una meraviglia, mio Dio, affinché, vedendola, tutti
credano che Tu sei Colui che tiene nelle Sue Mani la Vita del Mondo. Non tenere conto
del fatto che io sono solo argilla, senza altro valore se non quello che il Tuo Soffio vorrà
imprimervi. Ricordati della Tua Creazione, non lasciare che la Tua Creatura affondi nelle
acque e la sua luce venga spenta dalle tenebre. Tuo è il Potere, tua è la
Gloria, per questo ti invoco, perché so che come il tuo Padre ha amato il Mondo, così lo ami
Tu, e non permetterai che l’Uomo al quale con il tuo Soffio hai dato la vita sia come
polvere che il vento trascina nell’Abisso».
II
La mia fede
riposta nella Sua Parola, la mia fiducia nella Sua gloria, senza alcun dubbio che fosse stato
Lui a seminare per raccogliere in me, come è scritto: «Chi è colui che
dà per primo per poi dovergli chiedere qualcosa?», ho proseguito il mio cammino nella speranza di
ricevere una risposta.
E così
fu. Poco dopo il Figlio di Dio mi rivelò la sua risposta: «Tu saprai
tutto, conoscerai ogni cosa», mi disse. Ciò avvenne nel cuore dell’
Europa, nella nazione che chiamano Belgio.
Avevo
insistito e mi era stato concesso, avevo chiesto e mi era stato dato. Con la fiducia
riposta nella veridicità del Figlio di Dio, proseguii il mio cammino.
Allora
si levò un vento fortissimo. Al servizio del suo Creatore, l’intera creazione mi
afferrò per i capelli, mi sollevò, e quando riaprii gli occhi mi ritrovai
sottoterra. Il giorno dopo mi ritrovai a casa dei miei genitori con la mia vecchia
Bibbia tra le mani e una domanda nella mente: come creò Dio la Luce, il
Firmamento?; in una parola: l’Universo.
Durante
le settimane successive ho cercato di decifrare il geroglifico di Mosè. Tutto per
nulla. Per quanto ci riflettessi sul Testo, non riuscivo a trovare la Chiave
che mi permettesse di aprire il suo Sigillo, entrare e vedere cosa ci fosse dall’altra parte della
Porta della Luce della Genesi. Ma un giorno, tornando dalla Bella Malaga al mio
paese, mentre attraverso i finestrini dell’autobus ammiravo il firmamento autunnale,vidila Luce. Avevo tra le mani la Chiave di Davide.
Scesi
dall’autobus di corsa, aprii la porta di casa. Mia madre mi guardò con aspettativa.
«Diventerò
uno scrittore, mamma», le dissi senza pensarci due volte.
«Ricordati
dei tuoi fratelli quando sarai famoso», mi rispose lei.
Quella
donna non sapeva né leggere né scrivere. Che donna! Quanto è grande il mistero della
maternità umana! I saggi si scervellano alla ricerca della formula per la
produzione industriale di Einstein, Newton e compagni, e poi arriva la
Natura e ride della Scienza, facendo sì che un’analfabeta crei la pietra
filosofale. Così, super eccitato da ciò che il mio Dio mi aveva appena mostrato,
ho preso carta e matita e ho cominciato a balbettare le prime parole di
Intelligenza senza misura che riempiono questo *LaCreazione dell’Universo secondo
la Genesi. Un’Introduzione alla Cosmologia del XXI Secolo*.
Gli
eventi narrati in «LA CREAZIONE DELL’UNIVERSO SECONDO LA GENESI» relativi alla «
creazione della luce» sono i seguenti:
Uno:
Moltiplicazione controllata della densità per unità cubica astrofisica del
campo gravitazionale terrestre. L’origine di questa moltiplicazione controllata,
dissi, è la natura dell’Essere Divino.
Due:
Accelerazione verticale delle rivoluzioni operative del
trasformatore geonucleare della Terra. Da ciò derivò l’
accelerazione rotatoria del Globo attorno al proprio asse e l’implosione astrofisica del
Nucleo all’origine del calore del Pianeta.
Tre:
Riscaldamento termodinamico globale del corpo geofisico, che dal Manto si
estese fino alla superficie e produsse la fusione della crosta primaria.
Quattro:
Liquefazione della crosta primaria sotto gli effetti della fusione del Globo
esterno e formazione dell’atmosfera primordiale.
Cinque:
Una volta conclusa la trasformazione in calore del combustibile gravitazionale, la
Terra tornò nelle mani della Natura, adeguando i suoi nuovi cambiamenti alla
legge dell’inerzia.
Sei: A.
Decelerazione delle rivoluzioni operative del
trasformatore geonucleare.
B. Calo
della velocità di rotazione del Pianeta.
C. E
diminuzione della temperatura del Globo.
Questi
furono i primi tre effetti visibili. Questi tre effetti furono la causa di
una nuova sequenza di effetti. Il primo di questi nuovi effetti fu il
raffreddamento della superficie esterna del Globo, che ipso facto pose la
prima pietra della creazione dell’anello geofisico esterno, la litosfera.
Sette:
Possiamo anche parlare di solidificazione della crosta secondaria. Insomma, questo
dipende dai gusti. Una volta che approfondiremo l’argomento, avremo tempo
di distinguerle. Andando un po’ oltre nell’argomento, diciamo che la litosfera sta al
Globo come la crosta secondaria sta alla litosfera. In sintesi, la crosta
secondaria è lo strato esterno della litosfera. Fu quindi la crosta secondaria
il primo strato litosferico a solidificarsi.
Otto: Il
continuo abbassamento della temperatura geofisica verso il suo antico stato iniziale,
che non avrebbe mai più raggiunto, provocò la solidificazione della crosta secondaria,
come ho detto, e la creazione dell’anello litosferico. L’Architettura Geofisica
continuò a completare la propria struttura con la nascita del secondo anello, il Manto,
il cui raffreddamento avrebbe chiuso la fonte di calore da cui fino ad allora si era
alimentata l’Atmosfera Primigenia per conservare il proprio stato naturale.
Nove:
Sublimazione dell’atmosfera e creazione del manto di ghiaccio che ricoprì la
sfericità del pianeta dal polo nord al polo sud durante il pomeriggio del
Primo Giorno. Come ho detto prima, questo manto di ghiaccio è la Luce nel Verbo del Primo
Giorno.
III
A 21
anni non riuscivo a contenere la mia ammirazione per il Creatore del Geroglifico della
Genesi, il cui Sigillo è rimasto impenetrabile di fronte a tutti i geni di
tutti i tempi. La sua Onniscienza e la sua Saggezza Salvifica mi avevano sedotto,
affascinato, meravigliato. E infine, in quello stato di eccitazione intellettuale senza
limiti mi trovavo quando fui chiamato a adempiere ai miei obblighi
militari.
Nel
novembre di quello stesso anno mi arruolai in Marina. Durante il successivo
inverno, primavera ed estate, il Figlio di Dio mi mostrò tutte le cose
relative al Diritto Divino, alla Giustizia della Salvezza, ai fondamenti della
Redenzione. Insomma, il cibo di cui Egli disse: «Io ho un cibo
che voi non conoscete».
Ebbene,
l’estate finì e arrivò l’autunno. Un giorno di quell’autunno fui condotto alla
prigione militare di Ferrol del Caudillo, a La Coruña, in Galizia, per scontare
una pena di due mesi e un giorno come punizione per il mio periodo da latitante.
Mentre mi trovavo
nella cella, il Figlio mi presentò al Padre, e Questi mi mostrò ciò che aveva nel suo
Cuore: la Speranza della Salvezza Universale che Egli concepì all’inizio dei
tempi
In
effetti, solo un uomo peccò, e il suo peccato, soggetto all’effetto domino, si estese
su tutta la superficie della Terra. Così, elevando al Trono del Giudizio
Universale il proprio Figlio, Egli lo glorificò nuovamente conferendogli tutti i poteri
del Presidente della Corte Suprema del Suo Regno, tra i quali vi è quello di
pronunciare l’Assoluzione per l’Imputato, in questo caso l’Assoluzione Universale in base al
Diritto di Redenzione da Lui stesso conquistato per il Genere Umano.
Infatti,
offrendoci la Giustizia della Fede, tutti i
popoli nati prima di Cristo furono privati della Sua Grazia; e, tuttavia, tutte le nazioni fummo
consegnate alla morte a causa del peccato di un solo uomo. Così, avendo vissuto
nella stessa ignoranza che ci ha resi tutti meritevoli della Grazia, in
ragione della necessità della morte di Cristo, i nostri padri sono stati privati
della Salvezza. Ma Dio, nella sua meravigliosa Giustizia, elevando suo Figlio alla
Presidenza della Corte Suprema di Giustizia del suo Regno, gli ha concesso potere
infinito ed eterno per pronunciare la sentenza secondo spirito e verità.
Egli può
adeguare il Suo verdetto finale alla profezia in risposta alla nostra malvagità, oppure alla
salute della Sua pace come ricompensa per la nostra fede nel fatto che Egli possa riportare tutte
le anime alla loro naturale condizione di bontà.
La nostra
saggezza sta nel credere che l’essere umano non si sarebbe mai allontanato dal suo
Creatore se tra Dio e l’Uomo non si fosse frapposta il tradimento del
Serpente.
La nostra
vittoria: scrivere nelle pagine della Storia Universale ciò in cui crediamo, con
le nostre azioni che danno corpo alla tesi della Difesa.
In
effetti:
Ci fu
la Redenzione perché ci fu l’Ignoranza; così, se dall’Ignoranza derivò la
maledizione: per quella stessa Ignoranza, poiché essa esisteva – e se non ci fosse stata la
Redenzione non sarebbe stata possibile per Legge – ebbe luogo la Redenzione sancita dalla
legge del Sacrificio Espiatorio per i peccati.
Ora
bene, la Legge di Mosè riguardava l’individuo e, nella sua accezione più ampia, il
sacrificio per i peccati del popolo ebraico e giudaico. Ma poiché tutto
il mondo aveva peccato e viveva nel peccato a causa dell’Ignoranza di Adamo, il cui peccato
noi, la Pienezza delle Nazioni del Genere Umano, subiamo nella nostra carne,
questa Legge era simbolo e annuncio del Sacrificio Espiatorio di tutti i peccati
del Mondo che Dio stava preparando. La risposta alla domanda: quale Agnello poteva
valere agli occhi di Dio tanto da far lavare nel suo Sangue i
peccati di un intero mondo?, e le sue implicazioni, fanno parte della Dottrina della
Santa Madre Chiesa Cattolica fin dai tempi degli Apostoli.
Ciò
che conta per noi è che Dio ha fatto propria la nostra causa e si è
assunto la responsabilità della Caduta, in quanto, «sapendo che quel toro era aggressivo», ha esposto
il nostro futuro e quello dell’intera Creazione alla Libertà, facendo in modo che il suo uso
i nemici dello Spirito Santo fecero dell’ignoranza di Adamo il tallone di
Achille contro cui scagliare la lancia del tradimento.
Assunta
la nostra causa, il dilemma in cui i discepoli del Maligno vollero intrappolare
Dio e tra i nodi del cui impossibile labirinto gordiano vollero
spogliarlo del suo Spirito Santo, riducendo la Divinità al Potere, in virtù
della cui nuova realtà sarebbero state emarginate la Verità, la Giustizia e la Pace della
struttura del Cosmo, quel dilemma verteva sul «Come» separare Dio dallo Spirito
Santo.
Era semplicemente
naturale! Fu proprio questa Proprietà dell’Essere Divino a opporsi a un salto di tale
natura che, lasciandosi alle spalle la Verità come radice della Giustizia, avrebbe posto il
Futuro della Creazione su un Campo di Battaglia Perpetuo, la cui conclusione finale
sarebbe stata la Distruzione Assoluta di ogni Creatura. E da qui il fatto che Dio si rifiutasse
categoricamente di acconsentire alla trasformazione del suo regno in un Olimpo di dei tutti
al di là del Bene e del Male.
La
strategia della Morte e del suo Principe concentrò allora la propria astuzia nel far
assaggiare al Figlio di Dio il frutto dell’Albero della Conoscenza del Bene e del Male, ovvero
la Guerra. L’astuzia del Maligno avrebbe raggiunto il suo culmine seducendo l’
Unico che avrebbe potuto indurre Dio ad aprire un’eccezione nel corpo della Legge,
includendo nel suo Olimpo gli dei, ovvero l’intera Casa di Dio.
Cosa
sarebbe successo se il Figlio di Dio avesse trovato soddisfazione nella Guerra? Come avrebbe potuto
sapere Dio se al suo Figlio Unigenito piacesse o meno la Scienza del Bene e del Male
se non ne avesse ancora assaggiato il frutto? Di fronte a una presunta scelta definitiva del Figlio
di Dio a favore della scuola del Diavolo… lo Spirito Santo non avrebbe perso la
Battaglia?
Quando
Dio scoprì il Tradimento e si trovò di fronte al fatto compiuto, Dio vide per
la prima volta il volto del suo Vero Nemico, la Morte. E la Visione divenne
cosmica. Fu l’intera Creazione a trovarsi minacciata da quella Forza
non creata contro la quale Dio si ribellò con il suo Modello di Cosmo, un Nuovo Universo
in cui la Vita ha la sua Origine in Dio, ne eredita l’Immortalità e diventa un
Albero i cui rami ricoprono con i loro frutti i Mondi, l’Eternità e l’Infinito.
Era l’
ora della battaglia finale di quella guerra che Dio aveva dichiarato alla Morte
quando, per sua Volontà, la Vita divenne immortale! Se fino ad allora Dio non aveva
visto faccia a faccia il vero nemico della sua Creazione, una volta che la follia
scatenatasi nell’Eden si consumò, Dio aprì gli occhi e vide il volto del suo
nemico.
Ogni
questione rimase da quel momento in sospeso.
IV
In quei
giorni morì un Vescovo di Roma. Gli succedette un altro. E dopo 33 giorni il suo successore
morì. Al defunto succedette Giovanni Paolo II.
In
quegli stessi giorni il Figlio di Dio mi rivelò la Volontà Presente del
suo Padre:
«Questa è
la Volontà presente di Dio — mi disse —: che tutte le Chiese si uniscano in una
sola e unica».
Subito dopo
il Figlio di Dio mi istruì sulla natura dello spirito partecipativo del
Verbo, nel quale tutti i figli di Dio trovano la loro crescita. Poiché,
poiché spetta a Dio l’azione e l’aprire spazio ai suoi figli, Egli dota le sue
creature di tutti i mezzi necessari per la loro realizzazione. Da qui deriva che l’
Obbedienza sia il principio della crescita soprannaturale del suo Regno.
CONCILIO
VATICANO DEL XXI SECOLO
CONCILIO
UNIVERSALE DI ADORAZIONE DEL FIGLIO DI DIO
GESÙ CRISTO,
Re
Universale ed Eterno
La
Congregazione Permanente Universale dei Vescovi della Pienezza delle
Nazioni, in seguito alla Proclamazione che avrà luogo in Cielo, Dio Figlio
Unigenito e Primogenito Gesù Cristo “Re Universale Eterno”, proclamerà l’
Incoronazione di Gesù Cristo su tutte le Nazioni del Regno di Dio sulla
Terra, invitando le case monarchiche che da secoli esercitano il potere reale
sulle nazioni cristiane a deporre ai piedi del Signore le loro corone e i
loro scettri; esse saranno così assolte, per Obbedienza, dal delitto di ribellione contro la
Corona del Re Universale che grava sulle loro casate, passando liberamente alla vita
privata cristiana come cittadini del Regno di Dio.
La
Proclamazione, come l’Adorazione, sarà compiuta dai popoli nella loro pienezza,
nelle capitali provinciali delle nazioni cristiane, alla guida dei loro
vescovi, sacerdoti e pastori, mentre il Popolo proclamerà ad alta voce la propria condizione di
cittadino del Regno di Dio, soggetto all’obbedienza al Re Eterno, Gesù Cristo.
Le case
monarchiche che esercitano il potere regale sulle nazioni cristiane, qualora si rifiutino di
deporre ai piedi del Trono di Dio le loro corone e i loro scettri, saranno dichiarate in
ribellione contro il Regno di Dio; i loro membri saranno dichiarati fuori dalla
Chiesa e loro l’ingresso nella Proprietà del Signore sarà vietato a tutti gli
effetti.
I
governi cristiani dichiareranno abolite le monarchie; se i governi delle
nazioni cristiane si ribelleranno contro il Re, servendo il re
ribelle a Dio, gli eserciti del popolo cristiano si solleveranno per deporre
i ribelli, deporranno ai piedi del Signore corona e scettro e proclameranno l’
adesione eterna della Nazione al Regno di Dio, cancellando dalle loro bandiere gli
emblemi ribelli e incidendovi il Segno della Vittoria, la Croce della
Resurrezione.
La
pienezza delle nazioni cristiane farà una proclamazione universale nel giorno
stabilito, affinché la sua voce risuoni all’unisono in tutta la Terra e sia accolta in
Cielo per la misericordia del Giudice Universale sulle nazioni della
Terra nel Giorno del Giudizio Universale.
Al termine
del Concilio Universale, una volta ristabilita l’Unità Cristiana, nel Giorno stabilito dalla
Congregazione dei Vescovi, la Pienezza delle Nazioni cristiane si
riunirà attorno ai propri Vescovi, nelle proprie città, per proclamare ad alta voce la
Gloria del proprio Re e Signore, Gesù Cristo.
V
Al termine
della sua visita, il Figlio di Dio mi disse: «IO SONO LA RISPOSTA».
Mi sono ricordato:
«Facciamo l’Uomo a nostra immagine e somiglianza». Creati per
essere il riflesso vivente della Sua Anima in noi,
chiunque voglia ricevere Intelligenza e Saggezza a Sua immagine e somiglianza, essere
la Sua Risposta tra gli uomini, si avvicini a Lui e Gliela chieda, poiché Egli
ha tutto nel Padre suo, così come noi abbiamo tutto in Lui, e nessuno riceve da
Dio se non è il Figlio a dare; Egli è la Porta che conduce a Dio e nessuno si avvicina
a Dio se non per la Volontà e la Grazia del Figlio di Dio: Gesù Cristo, il Re
Universale e Signore Onnipotente che Dio ha dato per l’Eternità al Suo Regno
e alla Sua Creazione.
Per quanto
riguarda la mia Parola, chiunque voglia sapere se la mia Parola proviene da Lui o se parlo di me
stesso, si avvicini a Lui e glielo chieda; Egli risponde della mia Vita, poiché io sono una sua
creazione.
VI
Accadde
allora che, con l’avvicinarsi del Natale del 1978, una domanda cominciò a
farsi spazio nel mio spirito; e man mano che occupava sempre più spazio,
si impadroniva anche delle mie notti, al punto che non osavo nemmeno
chiudere gli occhi.
La
domanda che si era insediata nel mio essere affondava le sue radici nella Speranza di
Salvezza Universale che Dio e Suo Figlio mi avevano mostrato: cosa ero
disposto a dare per questa Assoluzione Universale?
La mia
anima!! Fu la mia risposta.
Ma una
cosa è dirlo, un’altra è farlo. Che cos’è un amore senza fatti? Che l’abbandono
sarebbe stata la prova di questo amore, ebbene, avanti. Che dall’altra parte mi attendeva un’
oscurità densissima, anche questo. La decisione era mia. Presa la decisione,
varchi quella porta.
Mi fermai
a Madrid, con quel libricino, «Luce, Verità e Vita», scritto a mano durante
quei due mesi e un giorno; entrai nella Casa Editrice Cristiana. E dalla porta
da cui ero entrato, uscii.
Da Madrid
sono partito alla volta di Saragozza. Ospitato da un amico a casa sua, lui e la sua
famiglia ignari della mia condizione di militare ma felici di avermi con loro quel Natale,
mi sedevo spesso a meditare nella Plaza del Pilar. Gli avvenimenti vissuti
nell’ultimo anno avevano dato al mio essere un nuovo senso. Cosa avrei
fatto ora, dove sarei andato?
In
quei giorni di profonda meditazione esistenziale la mia gioia divenne infinita
quando Dio mi donò un «piccolo sassolino con un nome scritto che solo chi lo
riceve conosce». Era per me. Era mio. Lessi: «Cristo Raúl».
VII
LA
RIVOLUZIONE INTELLETTUALE DELLA STELLA DEL MATTINO
Così,
passando da Saragozza a Parigi, e da Parigi a Madrid, negli anni ’79 e ’80, mi stavo già preparando
a tornare a Parigi quando «mio Padre che è nei cieli» mi fermò. Una figlia
di Dio, di nome Ana, era stata colpita dalla Morte; la
Morte si apprestava già a portarla via, uccidendo con lei la Risposta che lei portava con sé,
ovvero che Dio ha dato la sua benedizione a una Rivoluzione Mondiale Onnisciente, che
toccando tutti i rami dell’albero della conoscenza, farà saltare la
Società della Pienezza delle Nazioni da un modello fondato nell’Antichità,
e ripreso dalla Modernità, a una Società fondata sui Principi
Eterni e Inamovibili su cui Dio ha eretto il suo Regno.
Cristo
Raúl tese la mano ad Ana, la liberò dall’abbraccio della Morte, e come la colomba
trafitta dalla freccia di un nemico, ferita a morte, ma non in modo letale, una
volta guarita dalla sua ferita, spiega le ali e torna in cielo in libertà, così Ana
proseguì il suo cammino fino all’Ora in cui la Volontà di Dio avrebbe riempito la Terra e,
chiamando i suoi figli alla Battaglia Finale, li avrebbe riuniti nuovamente. Ecco, dunque,
alcune delle cose che accadranno negli anni a venire.
Unificazione
di tutte le chiese cristiane attorno al Tronco Cattolico;
Scioglimento
della Federazione Russa e conversione di Mosca;
Caduta di
Bruxelles e Berlino;
Estinzione
delle religioni: Islam e Induismo;
Indipendenza
del Tibet e smembramento della Cina e dell’India in numerosi Stati con le rispettive
nazioni;
Estinzione
dell’ateismo scientifico e rivoluzione delle scienze mediche e delle scienze delle
energie;
Caduta del
Corpo di Sicurezza dell’ONU e creazione dell’Albero della Pienezza delle
Nazioni con giurisdizione universale contro la guerra e le dittature;
Abolizione
di tutte le corone, europee, africane e asiatiche;
Creazione
della Comunità degli Stati latinoamericani e diffusione del modello brasiliano in
diversi Stati con le rispettive nazioni;
Creazione
di un Corpo giudiziario-poliziesco mondiale per la lotta contro il crimine e le
organizzazioni criminali internazionali;
Rivoluzione
agricola mondiale: eliminazione delle coltivazioni di tabacco, cocaina e marijuana;
controllo delle coltivazioni di caffè, vite e papavero;
Rimboschimento
del pianeta;
Fine del
comunismo, in tutte le sue forme, politiche e ideologiche;
Adesione
dello Stato di Israele all’Alleanza Militare dell’Insieme delle Nazioni
Cristiane;
Adesione
degli Stati Uniti d’America alla Corte Penale Internazionale;
Abbandono
delle energie distruttive del pianeta: petrolio, carbone e gas;
Evoluzione
degli Stati verso amministrazioni soggette al dovere di rispetto dei
diritti della famiglia;
Evoluzione
dal denaro metallico e cartaceo al denaro digitale e assoggettamento della sua circolazione
all’autorità giudiziaria;
Libero
accesso di tutti gli uomini all’istruzione universitaria e ai mezzi per lo
sviluppo delle loro capacità creative;
Creazione
di tre comunità africane internazionali: Africa Bianca o del Sud; Africa
Nera o Centrale, e Africa Mediterranea: libere dai monopoli e dalle oligarchie
europee, asiatiche e americane.
Superato
questo periodo di due anni trascorsi nell’oscurità, e sapendo che la mia Ora
era ancora lontana nel tempo, il mio Dio allontanò la donna che mi aveva
offerto la mano per arrivare a Parigi.
VIII
Dopo
essermi rinchiuso tra i libri per i tre anni successivi, presi moglie, che mi
diede un figlio. Io, Cristo Raúl, presi la donna e il bambino e mi trasferii a Creta,
dove, all’età di 86 anni, spinto dallo Spirito, gettai la mia vecchia Bibbia nel
fuoco. Emergendo da quel fuoco, il Figlio di Dio mi mostrò la Storia della
Non-Creazione, dell’Infinito, dell’Eternità e del Dio che fin dal Principio
senza principio della Non-Creazione fu la Causa Metafisica del Cosmo e poi,
essendo stato formato dalla Saggezza, come è scritto: «Io sono Dio, Io solo sono stato
formato, e dopo di me non ce ne sarà un altro», divenne la Causa Fisica del Nuovo
Cosmo: la sua Creazione.
«Scrivi
tutto ciò che ti viene mostrato», mi disse il mio Padre che è nei cieli. Io, Cristo
Raúl, così feci.
Tornando
a casa dei miei genitori, lasciai con loro la donna e suo figlio; mi recai a
Parigi, da Parigi a Londra, da Londra a Gerusalemme e da Gerusalemme a Madrid.
Qui il Re del Cielo mi disse: «Manda la donna e suo figlio a casa dei suoi
genitori, poiché la sua casa non avrà parte nella tua casa». Io, Cristo Raúl, così
feci.
Tornai a
Londra, mi stabilii a Finsbury Park, dove fui visitato dalla Madre
di Cristo, che aprì ai miei occhi ciò che il suo Cuore custodiva: «Il Cuore di
Maria».
Dopo aver
scritto tutto ciò che la Madre di Gesù Cristo custodiva nel suo Cuore dal giorno
della sua Ascensione al Cielo, e non appena cominciai a godermi la vittoria, la Morte si
abbatté sulla casa dei miei genitori. Rimasi a Madrid; poiché non era
bene che fossi solo, Dio mi diede una compagna, che concepì una figlia, ma
Dio mi disse: «Esci da casa sua, poiché la tua casa non sarà considerata tale da lei». Così
feci.
IX
Il vento
si alzò e attraversai l’oceano; rimasi in Messico un mese e nove mesi negli
Stati Uniti. Al mio ritorno, dopo la morte dell’uomo che mi aveva messo al mondo,
tornai a Creta, dove rimasi un anno. Trascorso quell’anno, il vento si
levò di nuovo e mi portò da Atene a Vienna, Praga, Budapest, Bratislava,
Berlino, Copenaghen, Stoccolma, Helsinki, Oslo e Roma, dove celebrai
il bimillenario della nascita di Cristo. Ma il mio tempo, sebbene si
avvicinasse, non era ancora giunto.
All’alba
del Nuovo Giorno tornai nella casa dove ero nato e mi misi all’opera. Mentre ero
intento a ciò, una donna entrò nella mia vita e, sentendo Dio dirmi: «Per lei sarà contata la tua
discendenza», la portai con me a Berlino. Ma la donna, tentata dal Diavolo,
si lasciò sedurre. Cercando di distruggermi per seppellire questa Storia Divina
nella polvere dei tempi, il Diavolo si servì della donna per iniettare nella mia anima
il veleno di un odio assetato di sangue. Ma Dio mi disse: «Non verserai
sangue; ma se lei toccherà il tuo, sarai libero dal suo sangue». Io obbedii.
Ho congedato la donna e l’ho mandata con i suoi figli a casa dei suoi genitori.
X
Rimasto disteso
a terra per tre tempi e mezzo. Quando mi ripresi, vidi il
Re del Cielo davanti alla Casa dei figli di Dio, la Casa
di Yahvé edi Sion, che veniva a conquistare
per il Regno di Dio la Pienezza delle Nazioni del Genere Umano, e
rivolgendosi a me, mi disse: «Alzati, figlio mio, e poiché non hai versato
il sangue dei tuoi nemici, senza spargimento di sangue io libererò il mondo, e i tuoi figli saranno testimoni
davanti alle nazioni che sono Io a farlo: ci sarà una Rivoluzione Mondiale,
non ci sarà una Guerra Mondiale! Prendi coraggio, figlio mio, e rafforzati, poiché la tua Ora si
avvicina».
Mi
alzai e, pieno di spirito, esclamai: «Che il mondo si risvegli alla Verità».
XI
Era il
2014 quando, in un processo iniquo, fui privato di tutto ciò che amavo in questo
mondo; chiesi giustizia a Dio, mio Salvatore, ed Egli, liberandomi dalle tenebre, mi
ricondusse alla casa dei miei genitori, dove ritrovai le forze.
Alle
porte della primavera del 2016 seguii il mio Re fino al luogo dove tutto ebbe inizio,
la Galizia, a Ferrol. E aprendo gli occhi, lessi: «Abbi zelo e acquista da me oro
purificato nel fuoco, e comprati vesti nuove». Meravigliato da ciò
che avevo letto, capii che prima ancora di intraprendere il Cammino, Lui ne conosceva già la fine. E non solo
da quel giorno, ma fin dall’inizio dei tempi Egli conosceva già la natura
del cammino che il Vincitore, suo Figlio, avrebbe dovuto percorrere.
Raccogliendo
le forze, acquistai l’oro puro della Sua Parola. E spinto dallo Spirito gridai a
Dio: «Nel Nome di Gesù Cristo: che non sia trovato posto per Satana sulla
Terra».
Tornai allora
a Saragozza, dove mi era stata promessa la Vittoria, nella Plaza del Pilar; poiché in
me è lo Spirito di Intelligenza per chiamare tutti i figli di Dio alla Battaglia
finale per la libertà della pienezza delle nazioni del genere umano, e così
si compia, come in cielo così in terra, la volontà di Dio, affinché il Maligno, non trovando
posto nella sua Creazione, sia scagliato nell’Inferno preparato per lui e
per i suoi fratelli nel fondo dell’Abisso avvolto dalle tenebre.
Quanto
a coloro che, al servizio del Diavolo, hanno tentato di distruggere il Vincitore, ecco che
non mi porrò davanti a nessun essere e alla porta del Paradiso, ma contro
colui, colei e coloro che si frappongono tra l’uomo e Dio mi ergerò con la
libertà della gloria del Vincitore, e là ciascuno sia giudicato per il proprio
crimine.
LA
BATTAGLIA FINALE
Tutti i
figli di Dio, «non di questa Creazione», videro infatti la Gloria del Re dei
re e Signore dei signori del Paradiso di Dio, Gloria di Dio Figlio Unigenito,
«Non generato, non creato, della stessa Natura del Padre», secondo il Dogma
rivelato al mondo da Dio Padre attraverso, in e per la mia Santa Madre Chiesa
Cattolica.
Così,
dissipato il dubbio sulla veridicità divina del Re dei re e Signore dei signori
dell’Impero dei Cieli, argomento con cui la Morte, nella e per bocca di
Satana, uno di quei figli «non di questa creazione», incendiò il Paradiso, Dio
chiamò tutti i suoi figli a inginocchiarsi davanti alla sua Legge: «Non mangiate, perché morirete».
L’Invocazione
al Padre davanti al Giudice non troverà eccezione nel Creatore; è l’Anima che
respira la Legge, rivelata alla Terra per essere la Colonna Eterna su cui
poggia l’Edificio del Regno di Dio in Cielo, e il cui Sguardo era rivolto ai figli di Dio che
incendiarono il Paradiso con il fuoco dell’Inferno della Guerra.
La
fiducia di Dio Padre nel fatto che l’Obbedienza che proviene dall’Amore sarebbe stata
rafforzata da quella che proviene dal Timore, affidò il Processo di Formazione dell’Uomo
nelle mani dei suoi figli, «gli dei di tempo immemorabile», tra i quali si
contava, in quanto figlio di Dio, lo stesso Satana che «aveva già minacciato» la Pace in
Cielo durante i Giorni della Creazione, prima della creazione dei nostri Cieli
e della nostra Terra.
Eppure
la Battaglia Finale tra Dio e la Morte era ancora nell’aria.
Anche
se la Morte si fosse nascosta in attesa di un’occasione migliore per sferrare il suo
colpo fatale, e il Genere Umano avesse raggiunto l’Immortalità, prima o poi
la Morte avrebbe nuovamente esteso il suo Potere sulla Creazione per
condurla alla sua Distruzione.
Che i
figli di Dio, consapevoli della Natura della Legge, elevata alla Natura
del Verbo, cadessero nella Tentazione e, rifugandosi nell’Amore di Dio per i suoi
figli, invocassero nuovamente il Padre come Creatore contro il Giudice in Dio, questo
restava da vedere.
Il fatto
è che tutti i figli di Dio dovevano dire la loro ultima parola sul
Modello di Creazione che la Morte e Dio, ciascuno a proprio modo, avevano posto sul tavolo
dell’Infinito e dell’Eternità: Verità, Giustizia e Pace, oppure Menzogna, Corruzione e
Guerra.
Dio,
confidando nel Timore del proprio Verbo, affidò il Futuro del Genere Umano nelle mani
dei suoi figli, gli dei di tempi molto antichi. Infatti, sin dall’origine dei tempi della
vita sulla Terra, i figli di Dio erano scesi dal Cielo sulla
Terra e erano tornati dalla Terra al Cielo con tutta la libertà del mondo.
Era giunta l’ora
di lasciarsi alle spalle le guerre del Cielo. Rivelando la sua
Legge, «e la Legge è il Verbo, e il Verbo è Dio», Dio lasciò i suoi figli in
libertà affinché, nella pienezza delle loro facoltà mentali e intellettuali,
aderissero alla Legge o si ribellassero contro di essa.
E accadde ciò
che Dio non avrebbe mai voluto che accadesse, e la Saggezza Creatrice sapeva che
sarebbe accaduto, ma che, poiché gli occhi del suo Signore non erano aperti alla visione
del suo Nemico, la Morte, Lei non avrebbe potuto impedirne il verificarsi.
Quei
figli di Dio che in precedenza si erano alleati per aprire all’Inferno le porte del
Paradiso di Dio, si allearono nuovamente per, usando l’Uomo come ascia di
guerra, dichiarare guerra allo Spirito Santo della Legge.
L’
Uomo, essendo stato formato a immagine di Dio, avendo la propria Parola
come Legge, «a immagine e somiglianza di Dio», ignaro della Scienza del Bene e del
Male, che conosceva come si conosce una Storia vissuta da altri, ma del cui
Frutto, la Guerra, non aveva mai mangiato, senza sapere cosa facesse mangiò del Frutto
Proibito: la Guerra Santa.
Storicamente
parlando, abbiamo l’effetto finale della formazione delle famiglie del genere
umano a immagine e somiglianza dei figli di Dio nella creazione del primo
regno che il mondo abbia mai conosciuto, il regno del primo Uomo, l’Adamo biblico,
quell’Alulim sumero «sulla cui testa discese la corona che scese
dal Cielo».
Così,
una volta compiuta la Rivoluzione Neolitica che diede origine alle prime città
mesopotamiche, l’avvicinamento dei popoli della Terra al regno di Dio divenne un
progetto da portare avanti nel corso dei secoli sotto l’impero della Legge; la
perversione di quei figli di Dio che, nel pieno uso delle loro facoltà
intellettuali decisero, contro lo Spirito Santo di Dio, di legittimare la
guerra come privilegio dei re del loro Impero: li portò a ingannare il
Primo Uomo usando il suo amore per il Verbo come lancia con cui trafiggere il
costato di Dio.
Non
conoscendo la menzogna, l’Uomo non poteva vedere nella Parola di Satana, «l’
antico serpente», se non la Parola di un ministro di Dio che parlava in nome del
suo Signore. E di conseguenza il primo Uomo si levò in una guerra santa contro
tutte le famiglie della Terra al fine di condurle tutte nel regno di Dio.
L’
astuzia del Serpente non avrebbe potuto essere più odiosa a Dio a causa dell’ignoranza
dell’Uomo riguardo alla malvagità e alla causa che spingeva «l’antico serpente» a
usarlo come ascia da guerra.
Non l’
Uomo, ma la Legge dello Spirito Santo era il Nemico del Serpente che Satana porta
dentro di sé. Ma se il suo trionfo aveva il sapore del miele, la sua trasgressione rivelava la sua
follia: una semplice creatura osa sfidare alla guerra totale il Creatore del
Campo delle galassie? Il Drago satanico non era forse riuscito a sconfiggere i figli
di Dio, creature come loro, e osava dichiarare guerra proprio a
Dio stesso, Creatore degli dei? Che follia è questa!?
La
Battaglia Finale era appena stata dichiarata. L’immensità della follia dei suoi figli
ribelli, la Saggezza lo sapeva, non poteva che aprire gli occhi al suo Signore.
Finché la Morte non fosse stata separata dalla Vita, la Creazione sarebbe stata
sempre in guerra. Forza cieca, la Morte, fin dall’inizio senza inizio dell’
Eternità, agendo in complementarità con la Vita, avrebbe continuato a far piovere il suo Inferno
sul Paradiso.
Lo aveva
già fatto due volte, lo fece di nuovo per la terza volta, e avrebbe continuato
a farlo finché non avesse trovato il proprio posto nella Creazione.
Solo
Dio poteva operare la separazione tra la Vita e la Morte. Da qui la
Saggezza, conoscendo il proprio Signore, vide arrivare la Battaglia Finale.
Dichiarata
la Guerra, la Caduta dell’Uomo ormai un fatto compiuto, la follia dei suoi figli
ribelli davanti ai suoi occhi, Dio aprì gli occhi sul suo vero Nemico: la
Morte, e agì di conseguenza.
Se per
amore verso suo figlio Adamo, trascinato nella trasgressione dalla sua ignoranza, Dio
avesse perdonato il suo delitto: l’elevazione della Legge alla Natura Divina sarebbe crollata
e il suo Regno sarebbe rimasto esposto alle passioni dei suoi figli.
L’Uomo
aveva mangiato, e il suo regno, sorto in Guerra Santa in nome di Dio, doveva
subire la Pena dovuta al Delitto.
Ma
data l’ignoranza da parte dell’Uomo riguardo alla vera causa della
manipolazione di cui era stato oggetto, e considerando che se avesse conosciuto la
malvagità del «serpente» l’Uomo non avrebbe mai trasgredito: nella sua giustizia
Dio non poteva fare a meno di subordinare la sua pena alla redenzione.
Ma
sebbene la pena fosse subordinata alla redenzione, essa doveva comunque essere scontata per il tempo previsto.
La
tragedia del genere umano era ormai inevitabile.
Ora
, poiché la Storia della Redenzione è già scritta, dobbiamo attenerci all’
effetto della Visione che Dio aveva del suo Nemico, la Morte, e al modo in cui tale Visione avrebbe
influito sulla sua intera Creazione.
L’
INCARNAZIONE DEL FIGLIO DI DIO
L’odio
di Dio verso la Conoscenza del bene e del male affonda le sue radici in un’esperienza
eterna. Sebbene la Sua Casa abbia conosciuto il suo Frutto: la Guerra, il fatto è che la Sua
Casa non aveva conosciuto gli effetti della Conoscenza del bene e del male fino a quando non ha provato
questo odio, che Dio ha provato nella Sua Giovinezza, un odio radicato in una repulsione
viscerale e illimitata contro la menzogna, la corruzione e il potere fine a se stesso
il cui orizzonte è la guerra…
La sua
intera Creazione doveva vivere questo Odio, vivere questa repulsione, entrare nel suo
Essere e sentire l’Inferno che Egli aveva vissuto e che, non desiderando per nessuno, né
rivivere Lui stesso, la sua Creazione deve conoscere.
E se la sua
Creazione, a maggior ragione il suo Figlio Unigenito.
Infatti l’
asso che «il serpente satanico» teneva nella manica era tentare proprio l’
Figlio Unigenito e Primogenito di Dio con il Frutto della Conoscenza del bene e del male,
e, conquistandolo alla sua Causa, suscitando in Lui la passione per la Guerra, per
Amore del Figlio costringere il Padre a benedire la conversione del suo Impero in una
Corte di dei al di là del bene e del male.
Se il
Figlio di Dio si fosse unito agli «dei ribelli», cosa avrebbe fatto allora suo Padre?
Il bersaglio
della Morte era, in definitiva, il Figlio.
Ma se
Dio avesse aperto gli occhi al suo Nemico, anche il Figlio avrebbe dovuto aprirli
a sua volta.
La Caduta del
Mondo di Adamo è un evento irreversibile, in virtù della Divinità del
Verbo, essendo la Redenzione l’effetto naturale dell’Ignoranza dell’Uomo; la
stessa Necessità di aprire il Suo Cuore a tutta la Sua Casa condurrebbe il Figlio di Dio
a vedere il proprio Nemico e, essendo GESÙ «Dio vero da Dio vero», non
nutrendo il Padre alcun dubbio sull’ultima Parola del Figlio contro la Morte e
a favore della Redenzione della Casa di Adamo, la Storia del Genere Umano
sarebbe passata a diventare la Storia della Salvezza della Pienezza
delle nazioni della Terra.
Perché,
in effetti, dall’Episodio del Bambino nel Tempio vediamo come, entrando nella
nostra Storia, rivestito del sangue e della carne di Adamo, padre di Giuseppe, il
Figlio di Dio scese dal Cielo mosso dallo Zelo dello Spirito Santo, e nella sua
condizione di Re dei re e Signore dei signori venne a conquistare la Terra con
le armi di Davide, e scacciando dal suo regno il nemico della sua Corona, Satana e
i suoi angeli ribelli, estendere la Cittadinanza del Cielo a tutti i popoli del
genere umano. Con questo spirito entrò nel Tempio di Gerusalemme, perché con questo
spirito discese dal Cielo.
Gli
Atti si svolsero in questo modo.
L’
evento della Caduta dell’Uomo coinvolse Dio, il quale, dando per scontata la propria
vittoria sulla Morte, adottò nuove misure rivoluzionarie su
cui rifondare il proprio Regno; la prima di tutte fu la necessità che il Figlio
vedesse il Nemico della sua Corona, e la seconda che il Figlio scoprisse il Dio della
Non-Creazione nel Padre. Infatti il Futuro della Creazione dipendeva
esclusivamente dalla Risposta del Figlio alla Conoscenza dello Spirito Santo del
Dio dell’Increazione.
Così,
attenendosi al Libro dell’Apocalisse, con cui Dio chiuse il suo Libro e di cui
sigillò la Porta affinché nessuno, se non l’Erede di Cristo, potesse aprirla, il Padre
prese il Figlio e lo santificò con la Dottrina del Regno dei Cieli, che il
Figlio, una volta fatto uomo, ci ha fatto conoscere a tutti nel Vangelo.
Immediatamente
ce lo ha mandato, e incarnandosi nel grembo della Vergine, il cui nome
tutti conosciamo, Maria di Nazaret, Dio ci ha donato suo Figlio, a tutte le famiglie
della Terra, come il Campione che, nascendo dalla figlia di Eva, si sarebbe
levato per schiacciare la testa del Serpente e redimere tutti gli uomini.
Una volta
compiuto ciò, l’Incarnazione, avvenuta per opera e grazie dello Spirito Santo, poiché
«il Figlio è Dio, e lo Spirito Santo è Dio», il Padre Eterno si sedette sul suo
Trono e, chiamando tutti i suoi figli «non di questa creazione», decretò che tutti i
principi del suo Impero deponessero le loro corone ai suoi piedi.
Ma
Satana e i suoi alleati nell’Asse del Serpente si rifiutarono.
Non essendo
stato trovato posto per Satana in Cielo, Dio ne ordinò l’espulsione e lo scagliò sulla
Terra, dove, rendendosi conto che il Giorno di Yahweh, Giorno di Vendetta e di Ira,
era giunto, Satana si dedicò a perseguitare la Vergine che avrebbe concepito il
Redentore, «Principe della Pace, Consigliere Meraviglioso, Padre Eterno, Dio
con noi».
Ormai
sappiamo cosa accadde.
Giuseppe di
Betlemme, al quale Dio aveva affidato la tutela e la custodia di suo Figlio, prese la
Madre e il Bambino e, attraversando le acque, nascose il Bambino e la Madre ad Alessandria
sul Nilo.
Sappiamo già
cosa accadde al ritorno della Sacra Famiglia in Israele. E perché il Bambino,
disobbedendo «ai suoi genitori», si recò nel Tempio per rivelarsi come
il Messia.
Quell’
episodio cambiò per sempre il Figlio di Dio. Gesù scoprì Cristo, e in
Cristo Gesù scoprì il Dio della Creazione.
FONDAZIONE
DEL REGNO UNIVERSALE DEL FIGLIO DI DIO
Il Figlio
vide il suo Nemico, la Morte. E conobbe le misure rivoluzionarie che il Padre
aveva adottato per rifondare la sua Creazione sulla Roccia Incorruttibile,
Indistruttibile, dello Spirito Santo della Legge.
Dio ha
abolito l’Impero e fondato un Regno Universale la cui Corona eterna è stata
conferita a Lui, Gesù Cristo, Dio Figlio Unigenito e Primogenito.
Proprio come
i suoi fratelli «non di questa creazione» hanno deposto le loro corone ai piedi di Dio,
spettava al Re dei re e Signore dei signori fare lo stesso e, in quanto
cittadino del Regno di Dio, inginocchiarsi davanti alla Saggezza di Dio Padre,
Signore dell’Infinito e dell’Eternità.
E il Figlio
così fece.
Il Figlio
entrò nel nostro mondo come Re dei re e Signore dei signori dell’Impero dei
Cieli, morì come un semplice Cittadino del Regno di suo Padre e ascese al Cielo per
sedersi sul trono del Re Universale, nelle cui mani Dio ha posto la sua
intera creazione. Da qui le parole di Dio: «L’ho glorificato e lo glorificherò di nuovo
».
In
effetti, Capo di tutti i Popoli, tutti i Cittadini del Regno di Dio devono
obbedienza unica ed esclusivamente al Re, Gesù Cristo; qualsiasi decreto
che violi questa obbedienza alla Legge del Re – legge di Pace e Vita
– è Tradimento della Corona di Dio, la cui punizione è l’espulsione dalla Vita della
Creazione.
Con la
Corona Universale Sempiterna, il Figlio ha ereditato tutti gli Attributi naturali di
colui che siede sul Trono di Dio: Onnipotenza e Saggezza per
erigersi a Giudice Universale, davanti al cui Scettro rispondono tutti i Popoli del
Creato, sia quelli che esistono sia quelli che esisteranno, includendo in questa Gloria il
Potere di Assoluzione Universale del Genere Umano, origine della Speranza di
Salvezza Universale.
Ma se
questa prima misura rivoluzionaria, l’abolizione dell’Impero e la sua Trasfigurazione
in Regno Universale Eterno!, condusse Cristo Gesù alla Croce, facendo della
legge umana uno specchio in cui si riflette la sua Obbedienza alla Legge del Cielo,
con la sua Resurrezione Dio portò nel suo Regno un Corpo Sacerdotale, la Santa Madre Chiesa
Cattolica, la cui religione è quella dello Spirito Santo fatto Uomo: Cristo.
In Cristo,
lo Spirito Santo, che è nel Padre e nel Figlio, ha acquisito un Corpo
visibile, affinché, essendo stato forgiato nei fuochi della Scienza del
Bene e del Male, il Paradiso di Dio risulti per sempre immune dalla
menzogna e dal peccato.
Re
Universale; GiudiceOnnipotente; SommoPontefice Universale, che vive in Dio,
poiché in Lui è Dio, Gesù Cristo si avvicina al Padre, pronto a santificare
tutte le Chiese, rendendole tutte il suo Corpo.
Infatti,
nel Signore Gesù tutte le chiese di tutti i Popoli della
Creazione si uniscono in un’unica Religione. Affinché, così come i figli di Dio sono stati
resi partecipi della Giurisdizione Universale su tutto il Regno, – per quanto
riguarda la Politica e la Difesa –, allo stesso modo il Corpo dei Servi
del Signore Gesù acquisisca la giurisdizione universale in materia di religione
su tutte le chiese del Regno dello Spirito Santo, che vive nel Padre e
nel Figlio. «Da tanto tempo sono con voi e ancora non mi avete visto» .
Misure
rivoluzionarie che comportarono, in effetti, il protrarsi della tragedia del
genere umano; ma che, data la necessità di Dio, una volta che i suoi occhi si aprirono alla
Morte, di rifondare la sua Creazione: resero inevitabile.
Era
necessario, in verità, che tutta la Creazione vedesse con i propri occhi il fine verso il
quale conduce la Scienza del bene e del male a ogni mondo fondato sulla legge della
guerra tra le nazioni e dell’odio tra i fratelli per questioni di lingua.
Ma non
solo i figli del Cielo, anche noi figli di Dio sulla Terra dobbiamo vedere
faccia a faccia la Morte, affinché, rifugiandoci nella Legge del Re, Dio determini
, per mezzo della Fede, la non-necessità di vivere ciò che per Fede sappiamo che accadrebbe
se vivessimo senza la Fede
PRIMO
MILLENNIO DELL’ERA DI CRISTO
Affinché
la Morte fosse vista dai figli di Dio del Cielo, Dio ordinò, dopo l’
Innalzamento di Suo Figlio al Trono del Re Universale, che il Diavolo, Satana, l’
antico serpente, fosse incatenato e allontanato dalla Terra durante il Primo
Millennio dell’Era di Cristo; e al fine di accelerare la Consumazione del Peccato
Dio ordinò che all’inizio del Secondo Millennio della nostra Era il Diavolo fosse
liberato dalla sua prigionia e lasciato libero sulla Terra.
Dio aveva
inoltre bisogno che i suoi figli, sia del Cielo che della Terra,
vedessimo con i nostri occhi che l’Odio di Satana contro lo Spirito Santo è
eterno. Poiché Dio è Misericordioso, in quanto Padre Creatore, nell’accogliere
coloro che, essendosi smarriti, implorano il perdono per le loro azioni insensate.
Appena
liberato dalla sua prigionia nell’anno Mille, il Diavolo si dedicò alla distruzione del
suo Nemico.
Spezzare l’
unità delle Chiese era una necessità malvagia per dividere le nazioni
e condurle alle guerre mondiali che gli avrebbero aperto la porta alla
distruzione dell’umanità. Dio lo aveva già profetizzato: il Maligno avrebbe seminato
la zizzania della divisione delle Chiese.
Espulso
prima dal Cielo e poi dalla Terra per mille anni, questo seme malvagio iniziò a germogliare dopo l’anno mille.
IL CISMA
D'ORIENTE
L'Odio
covato durante mille anni di prigionia trovò in un uomo perverso,
Miguel Celulario, il suo strumento più fedele.
La Morte
aveva preparato il terreno in cui il suo Principe Maligno avrebbe seminato la sua
maledetta zizzania. Da un lato abbiamo, nel X secolo, la pornocrazia vaticana, e
dall’altro l’errore anticristiano in cui era caduta la Chiesa ortodossa
negando la necessità del Figlio per avvicinarsi al Padre. Negazione che implica la
negazione della divinità del Figlio, negazione che lo stesso Satana sosteneva
prima della creazione dei nostri cieli e della nostra terra, e che scatenò le
guerre del Cielo. Poiché lo Spirito Santo è Dio, e il Figlio è Dio,
negare che lo Spirito Santo si effonda nelle chiese in virtù di chi è il loro
Capo, il Signore Gesù, questa negazione è una ribellione aperta contro la
Divinità del Padre e del Figlio. Negazione che determinò la distruzione della
Chiesa ortodossa bizantina, distruzione che si estese alla sua successora, la Chiesa
ortodossa russa, e verso la quale si sta avvicinando la Chiesa ortodossa greca
se continuerà a rimanere nella divisione. Negazione che, se dovesse persistere, spingerà Dio a sollevarsi
contro le Chiese ortodosse di origine bizantina per strapparle dall’albero
delle Chiese e gettarle nel fuoco preparato per il Diavolo e i suoi angeli
ribelli.
Tuttavia,
la distruzione di Bisanzio era già nell’aria fin dal giorno in cui,
disobbedendo al decreto di Dio, che ordinava a tutte le Chiese di separarsi
dall’Impero Romano, la Chiesa ortodossa bizantina si offrì all’Imperatore di
Costantinopoli come serva e garante del suo impero. Per amore di essa, la
Chiesa bizantina tentò di costringere Dio ad annullare il Suo decreto contro l’Impero
Romano d’Oriente.
In
effetti, questa trappola era la stessa in cui il Diavolo aveva voluto intrappolare Dio quando
trascinò Adamo alla sua Caduta. Trappola in cui Dio non cadde, e perseverando nella
quale la Chiesa ortodossa bizantina condusse il popolo greco medievale alla sua
rovina.
LA LOTTA
DELLE INVESTITURE
Spostandosi
verso l’Occidente, cercando sempre di indirizzare i secoli verso lo scontro
universale assoluto, tra le cui fiamme apocalittiche avrebbe dovuto scomparire ogni
forma di vita sulla Terra, il Diavolo trovò nel popolo tedesco un servitore fervente.
Popolo
barbaro fin dalla nascita; nemico della civiltà sin dai suoi inizi, il
popolo tedesco commise il terribile peccato di voler trasformare la Chiesa
Cattolica, la Sposa del Signore Gesù, nella prostituta imperiale del proprio Imperatore,
scrivendo il proprio fallimento nell’evento chiamato la Lotta delle Investiture.
LA
RIFORMA
Appena
sconfitto da Gregorio VII, popolo omicida fin dalla sua adolescenza, la Germania si sollevò
contro l’Italia per portare il fuoco dell’Inferno alle porte stesse della
Casa di Cristo sulla Terra. Fuoco infernale che il Diavolo alimentò tra le
mura dei palazzi di alcuni principi che, non potendo più tollerare altra religione né
altra legge se non quella del ferro e del fuoco della guerra, si consegnarono a Satana in
corpo e anima, generando quell’aborto del Diavolo chiamato Martin Lutero, poiché
poiché la Germania non riuscì a trasformare la Sposa di Cristo nella sua prostituta imperiale, si
ribellò contro lo Spirito Santo per distruggere la Sua Opera e condurre tutte le
nazioni cristiane europee alla loro prima guerra mondiale europea, la cosiddetta
Guerra dei Trent’anni.
Ma se
la Germania si è consegnata all’Inferno, non meno lo ha fatto la Svizzera generando quel servo
del Diavolo chiamato Calvino, il quale, rivestendosi di saggezza, accusò Dio Padre
di aver determinato la Caduta e di aver scelto un suo figlio, Satana, per
nascondere, celandosi dietro le sue vesti, la sua Mano Onnipotente ed Eterna.
Proseguendo
nella sua opera di distruzione dell’Opera di Cristo, il Diavolo generò il suo
Anticristo, un certo Enrico VIII d’Inghilterra, il quale, erigendosi a capo
della Chiesa, si proclamò Dio delle Isole Britanniche.
La beffa
risuonò con echi infernali quando il mostro britannico mostrò le sue due teste,
una maschile e l’altra femminile.
Decapitando
la Chiesa inglese, il cui capo era Cristo Gesù, Capo di tutte le
Chiese, ed essendo Dio per la sua Divinità, e nella sua Divinità tutte acquisiscono la
Santità dovuta a Dio, il Diavolo consegnò alla sua mostruosa creatura l’
impero, con cui la divisione tra le nazioni cristiane divenne assoluta.
NASCITA
DELL’IMPERO SPAGNOLO
La
Morte, che un tempo favorì la Caduta, e in seguito la persecuzione contro
i cristiani e la distruzione del cristianesimo per mano dei barbari, proprio
come aveva preparato il terreno affinché, una volta uscito dalla sua prigione, il suo Principe
trovasse terra fertile dove la sua zizzania potesse dare frutto, mobilitò tutte le sue forze
sulla Terra per approfittare della divisione delle Chiese e assalire l’Europa
cristiana, il Regno di Dio nel mondo. Gli eserciti della Morte erano già pronti
a invadere la Cristianità, quando, alle porte di Vienna, Dio suscitò
lo spirito di vittoria nel popolo più fedele che la Chiesa abbia mai avuto,
gli spagnoli.
Come avanza
un pedone inoffensivo di cui nessuno tiene conto, ma che avanza fino a raggiungere la sua
meta, così Dio rivestì gli spagnoli della Sua Forza, e, nato per sconfiggere la Morte una
volta dopo l’altra, il Signore Dio mise al loro servizio tutte le ricchezze delle
Americhe, con cui affrontò gli eserciti della Morte, a costo di
perdere i suoi uomini migliori e ricchezze che, se fossero state lasciate nel suo Tesoro,
avrebbero reso la Spagna la nazione più potente della Terra per molti secoli.
Sconfitta
la Morte in quella contesa, i servitori del Diavolo si scagliarono contro la
nazione eletta dal Signore Dio di Abramo, per divorarsi a vicenda nella guerra
mondiale europea dei Trent’anni. Tali furono le grazie che il
popolo spagnolo ricevette da quei popoli che aveva salvato dalla rovina e dalla
desolazione che, se la Spagna avesse voltato le spalle all’Europa, gli eserciti della
Morte avrebbero seminato nelle terre della Germania, dell’Austria e della Francia.
GOG E
MAGOG
Sciolta
l’unità tra le nazioni cristiane, l’odio reciproco
alimentato dal potere ereditato dalla Morte da Satana, la strada verso le
guerre mondiali, verso la Battaglia tra Gog e Magog, rimase
spianato. Dissolto l’Impero spagnolo, persa l’Autorità dottrinale della
Chiesa cattolica abbandonata al proprio destino, il Diavolo volse lo sguardo verso i
due popoli in cui la sua zizzania aveva trovato terreno fertile: il popolo russo
e il popolo tedesco. Incapaci di vedere l’errore in cui erano caduti ribellandosi
contro la Sposa di Cristo, in lotta per l’egemonia mondiale, Gog e Magog fecero
del XX secolo il loro campo di battaglia.
SECOLO
XXI,
IL GIORNO
DELLA GLORIA DELLA LIBERTÀ DEI FIGLI DI DIO
Eppure
Dio aveva stabilito il tempo della liberazione dal Diavolo sulla
Terra per mille anni. Trascorsi questi, seguendo l’esempio di Abramo e Sara,
il Re avrebbe generato una discendenza dalla sua Sposa, e da questa discendenza sarebbe nato
il Giorno annunciato dallo Spirito Santo: il giorno della gloria della Libertà dei
figli di Dio: Giorno della Rivoluzione Intellettuale Mondiale! Poiché, avendo
Dio decretato l’Espulsione del Diavolo dalla Terra, dicendo:
«Che non
si trovi posto per Satana sulla Terra», il decreto di abolizione di tutte
le Corone che riguardava il Cielo, doveva essere ascoltato.
E infatti,
nato il Nuovo Giorno, così dice lo Spirito ai figli di Dio:
«Che
tutti i re della Terra depongano le loro corone ai piedi del Trono del Re del
Cielo; la nazione che disobbedirà sarà distrutta come un vaso colpito dalla Verga
di ferro».
E alle chiese
dice colui che possiede lo spirito di intelligenza:
«Annullerai
tutti i decreti di scomunica contro le chiese, affinché tutte si
avvicinino al tuo Signore e tornino alla Casa del tuo Dio. La Notte è passata. La
Misericordia del tuo Signore vive nella Volontà Unificatrice del tuo Dio affinché, nell’
Unità dello Spirito, risplenda la Luce della Verità Divina su tutte le nazioni
della Terra, camminino insieme verso l’Incontro delFiglio dell’Uomo e si trovi la Fede sulla Terra».
Nel Nome di Gesù Cristo, Dio Figlio
Unigenito, Re Universale Sempiterno, Signore e Capo Sacerdotale di tutte le
chiese dei popoli che sono e che saranno. Che la Sua Legge governi la Terra come
fa in Cielo.
LA STORIA DIVINA DI GESÙ CRISTO
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“EL
VENCEDOR EDICIONES”
VITA
E TEMPI DEL SIGNORE YAHVÉ, DIO PADRE
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