web counter
el autor, Cristo Raul, abre acceso a sus libros en las distintas versiones de lenguas superiores internacionales, español, inghles, francés e italiano

IL PORTICO ITALIANO

LA RIVOLUZIONE INTELLETTUALE DELLA STELLA DEL MATTINO

 

 

LO SPIRITO DI YAHVÉ

 

«Spirito di Saggezza e Intelligenza,

di Intelligenza e Fortezza,

 di Consiglio e di Timore di Dio»

 

PREGHIERA DI GIUSTIZIA

 

L'intera Creazione proclama la Giustizia di Dio e ai Suoi piedi, per l'eternità delle eternità, pone la propria anima e il proprio essere in adorazione d'Amore verso il proprio Creatore. Come non ardere di ira distruttiva e infinita contro chi è venuto a strapparti i Tuoi figli! Quale morte non merita chi si avvicina come un serpente alla casa dei Tuoi figli con l’intenzione di iniettare loro veleno letale! Quale padre non si infiammerà d’ira e, alzando il braccio, non abbatterà l’ascia contro la testa del suo nemico! Dicono i giudici, amici dei criminali, corrotti, che c’è perdono per il crimine premeditato e rigenerazione per chi fa del proprio essere un tempio della Morte!

Così promuovono il crimine su tutta la faccia della Terra, perché la Vendetta si leva per fare la giustizia che quei giudici malvagi si sono rifiutati di fare. E vogliono accusare Dio di essere stato crudele per essersi levato in Ira Eterna e aver giurato sulla Sua testa che quel Serpente sarebbe stato schiacciato senza redenzione né misericordia.

L’Uomo si alza per proclamare la Giustizia di Dio e benedire il Suo Giudizio contro chi non solo ha voluto rubargli i suoi cinque figli, ma anche il figlio del suo grembo, il suo Unigenito e Primogenito: Gesù. Che tipo di Padre sarebbe stato Dio se, invece di levare la Sua Voce verso l’Eternità e l’Infinito, voltando il capo e facendo uso della Sua Onnipotenza, avesse guarito il malato di Morte e perdonato il Crimine di quel fratello in cui l’ Inferno ha trovato il suo regno?

Poiché il fuoco si levò fino ad aprire nella Creazione una porta attraverso la quale, uscendo il suo Nemico e il Nemico dei suoi figli, condannati all’ Esilio Eterno, con l’Infinito e l’Eternità come custodi della loro Condanna , l’Uomo alza la sua Voce e davanti all’ intera Creazione benedice Dio, suo Padre.

La sua vendetta contro il nemico dell’Uomo, la sua giustizia per colui che, non avendo conosciuto il Male, fu cornuto dalla Bestia in cui la Morte trasformò il principe del suo Inferno, è la nostra gloria.

Come Caino non volle ascoltare il Dio di suo padre, così Satana non volle ascoltare la parola della Saggezza, che lo aveva avvertito della natura del cammino per cui si era lanciato contro la Volontà di Dio.

L’Inferno e la Morte si schiantarono contro la Roccia dello Spirito di YAVÉ.

Pur vedendo il suo figlioletto colpito dalla Morte, dal fuoco della sua Ira mantenne la sua Giustizia di fronte a coloro che credevano di aver messo Dio in ginocchio.

La follia del Nemico della Creazione di Dio era infinita ed eterna; solo bandendo la Morte e il suo Inferno dalla sua Creazione i suoi figli avrebbero potuto vivere senza temere la Vita Eterna. E sebbene con il cuore trafitto, il Giudice si alzò in mezzo al fuoco dell’ira di quel Padre Divino per salvare per sempre la sua Casa dall’attacco della Morte, il suo Vero Nemico.

Quale futuro avrebbe riservato Dio ai suoi figli se, invece di far rispettare la Legge, avesse semplicemente chiuso gli occhi e, avvalendosi del suo infinito Potere, avesse fatto finta che tutto fosse solo un gioco tra dei? Guarire l’ Uomo e perdonare il Delitto di Satana? Quale futuro avrebbe atteso tutti i figli di Dio se il Padre si fosse limitato ad accettare come un gioco la trasgressione della Sua Legge? Un gioco il crimine e la guerra tra i Suoi figli?

Io benedico Dio e adoro il suo Spirito perché ha scelto la Saggezza dell’Amore, e pur vedendo arrivare la lancia che gli avrebbe trafitto il petto e il cuore, non esitò a levare la sua Voce verso l’Eternità, giurando sulla sua Gloria che il Traditore, testa e corpo, sarebbe stato schiacciato sotto il Braccio del Vendicatore: il Figlio dell’Uomo.

O era questo, oppure lasciare che la sua Creazione fosse trascinata nell’Abisso della distruzione.

È forse la Giustizia il pilastro e la colonna portante dello Stato e della sua civiltà?

La Giustizia deve assolvere il delinquente e accusare l’innocente a causa di coloro che governano quello Stato?

L’effetto di questa abominazione non è forse la distruzione di quello Stato e della sua civiltà?

Dio non conosceva forse questo effetto? L’Uomo non lo conosce forse dopo migliaia di anni passati a vedere crollare Stati e Civiltà proprio per questa stessa causa?

Nessuno Stato, nessuna civiltà può sopravvivere nel Tempo quando i motori della sua esistenza si abbandonano alla beffa della Legge, rendendo la Giustizia la prostituta del Potere. YAVÉ Dio, Padre dell’Uomo, lo sapeva. Distogliere lo sguardo e fingere che nulla sia accaduto, poiché EGLI ha il Potere di guarire le ferite e risuscitare i morti, cosa così semplice e naturale per il Creatore del Cosmo, significherebbe per tutti i figli di Dio l’inizio della loro apocalisse universale. Ergo, la Saggezza, madre della Giustizia, per la quale Dio divenne Giudice dell’intera Creazione, esigeva la Parola:

C’è Redenzione per l’Uomo e Salvezza per il nostro Mondo; e c’è Condanna all’Esilio Eterno dalla Creazione per la Morte, l’Inferno e il suo principe. Quel toro non incornierà mai più !

Come non alzarsi per innalzare la Voce e, davanti al Cielo e alla Terra, proclamare la Giustizia di quel Padre Divino che, dal fuoco della sua Anima, tradito da uno dei suoi figli, ai suoi piedi il cadavere del suo figlio minore, l’Uomo, Adamo, si è seduto sul Trono del Giudice per impartire Giustizia secondo la Saggezza che vive in Dio: la sua Casa, il suo Tempio, il suo Castello, nella cui Camera benedetta hanno generato un Figlio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, il nostro Padre che è nei Cieli, di il cui Nuovo nome conosciamo, LUI, GESÙ CRISTO.

Ma se il mondo dell’Uomo fu abbandonato per un tempo a diventare preda degli zoccoli dei cavalli dell’ Inferno, in quel Fuoco furono generati Nuovi Cieli e una Nuova Terra, nei quali quel Figlio gettato ai piedi della Morte, il Figlio dell’ Uomo, sarebbe risorto dalla Tomba per elevarsi, dalla sua Resurrezione, fino al Trono del Figlio di Dio, attorno al quale si sarebbero seduti come Ministri Onnipotenti i suoi fratelli, i figli di YAVÉ DIO della Casa di Abramo.

«Ecco, sto compiendo un’Opera meravigliosa che, se ve la raccontassi, non ci credereste.» 

Opera meravigliosa, perché scelse l’Uomo come figlio, sulle cui spalle quel Padre Divino avrebbe scaricato l’ ira che per amore della Saggezza aveva trattenuto nel suo Cuore, in quel Giorno di Dolore e Lutto per un figlio piccolo assassinato senza aver commesso né bene né male, come chi viene strappato alla Vita dalle viscere di sua madre da un nemico malvagio e infernale!

Opera meravigliosa perché il braccio che avrebbe dovuto sostenere nei suoi muscoli e nei suoi nervi il peso di quel dolore e di quella ira non era il braccio di un figlio qualsiasi di Dio, di questa o di un’altra creazione; sì, Dio chiamò quel Figlio nato dalle viscere Onnipotenti del Creatore, e mettendo nella sua Mano l’Ascia con la quale avrebbe dovuto tagliare la testa al Serpente, procedette alla Vendetta contro il Crimine Immondo perpetrato contro la Legge, lo Stato e la Civiltà da quella «generazione di figli ribelli» il cui capo sognava di sedersi sul Trono del Re onnipotente dei re e Signore dei Signori! Quello stesso re dei re e Signore dei signori dell’Impero Divino fu l’Eletto per il Giorno di YAVÉ: «Giorno di Vendetta e di Ira, Giorno di Giustizia edi Redenzione».

Benedite, popoli, il vostro Dio e proclamate la Santità della sua Saggezza. Il Figlio dell’Uomo, dal fuoco della Caduta, chiamato a schiacciare la testa di quella generazione di figli ribelli, non di questa nostra creazione; il Figlio dell’Uomo nato per essere il Braccio della Vendetta di YAHVÉ DIO PADRE, Sì!, fu quel «Dio» che disse «Sia LUCE», e facendo sì che ci fossero la Luce, il Firmamento e le stelle che separano la luce dalle tenebre, e tutta la vita che la Terra ha generato, e nascendo da una VERGINE si fece uomo per portarci la Redenzione, la Salvezza e la vita eterna, Sì!, al prezzo di mostrarci nel suo petto aperto, trafitto dalla lancia del tradimento, il Cuore del suo Dio e Padre il giorno in cui trovò morto il suo piccolo figlio Adamo, e sulla sua tomba vide danzare il suo assassino, Satana, il Maligno, contro la cui testa il Figlio dell’Uomo venne a scaricare il peso del Dolore del nostro Creatore!

Opera meravigliosa, perché Dio abolisce l’Impero del Re dei re e Signore dei signori che governava la sua Creazione, e fonda il Regno Universale Sempiterno di GESÙ CRISTO, nella cui Corona fa risplendere DIO, suo Padre, tutta la Gloria e la Potenza del Figlio del Creatore dei Nuovi Cieli e della Nuova Terra!

Opera meravigliosa perché gli dona una Sposa, la Chiesa Cattolica, nella quale Dio genera una Discendenza nata dal suo Spirito: «Spirito di Saggezza e di Intelligenza, di Fortezza e di Intendimento, di Consiglio e di Timore di YAHVÉ». Una discendenza per la quale è predestinata la Vittoria su tutti i nemici del Regno di suo Padre, una discendenza nata per condurre alla pienezza le nazioni fuori dal Regno della Morte e dentro il Regno del Figlio di Dio, nostro Padre che è nei Cieli, GESÙ CRISTO!

Opera meravigliosa perché il mondo che vive nelle tenebre e corre verso la propria distruzione, all’improvviso, quando nessuno se lo aspetta, trova la luce della Verità, apre gli occhi alla Saggezza di Dio, che accende nel suo essere l’intelligenza senza limiti propria di tutti i suoi figli, per convertire tutte le nazioni alla Corona Universale Sempiterna del Figlio di Dio, restituendoci così il Fine di cui fummo privati a causa del Tradimento di coloro che ricevettero la Grazia di partecipare alla Creazione dell’ Uomo!

Noi lo vivremo, i nostri figli ne godranno. Poiché non c’è Vittoria senza battaglia, né gioia senza Vittoria, noi diciamo la Verità.

 

LA STORIA DIVINA DELL’UOMO

 

Dio dice nel Suo Libro che all’ inizio Egli generò l’Uomo a immagine e somiglianza dei Suoi Figli. E così come Suo Figlio è il Signore tra tutte le creature che Lo circondano, allo stesso modo creò l’Uomo per dominare su tutte le creature del Suo mondo.

E Dio continua a dire nel Suo Libro che la gloria del Figlio di Dio fu oggetto dell’invidia di un altro membro della Casa dei figli di Dio, il quale, essendo malvagio, desiderò la Sua Corona per governare tutte le anime, cercando di muoverle a suo piacimento criminale sulla scacchiera della sua concezione infernale della Creazione.

Avendo reso la Via stretta e lunga, che il Popolo Cristiano era chiamato a percorrere nei due millenni a venire, oggiil nostro Passato, lo Sguardo di Dio è sempre rivolto alla Battaglia Finale apocalittica per la Salvezza Universale della Pienezza delle Nazioni della Terra, e trovandoci tutti di fronte al figlio di Satana, armato di una mascella d’asino nucleare, che giura per la sua gloria che o ci inginocchiamo davanti a lui o saremo tutti distrutti; la Casa di Cristo ha solo una parola:

«VADE RETRO SATANA; l’ Inferno è la Dimora di tuo padre e lì sarai esiliato se non abbasserai il braccio».   

 Al di là del dubbio e della confusione, saldi nella fede divina nella vittoria del Re dei Cieli, dobbiamo guardare al giorno successivo all’Apocalisse che stiamo già vivendo.

La fine di un periodo è l’ inizio di uno nuovo. Un’epoca succede all’altra, ma l’Era di Cristo continuerà a vivere per l’eternità tra noi.

Infatti, l’Età del nostro mondo nell’Eternità ha il suo inizio nella Nascita di Colui che ci ha strappati dalle braccia della Morte e ci ha condotti per mano alla Porta del Paradiso di Dio. In noi non c’è posto per la Paura dei Codardi: chi vuole morire, muoia! Chi non ha il coraggio di abbracciare la Vita Eterna come Fatto Esistenziale Invincibile, continui a sfidare Dio, il Re e la sua Casa a vita o di morte.

Come si spazza via la polvere dalla strada quando il vento scende e spazza via la terra, così i nemici della Casa del Re saranno cancellati dal Libro della vita; chi attacca la Casa del Re attacca la Casa di Dio, Suo Padre. Come può qualcuno sognare di rimanere in piedi davanti a Colui che con il Suo Braccio Onnipotente ha distrutto un Cosmo e ne ha innalzato uno Nuovo in cui l’albero della Vita dei Mondi dà frutti di vita eterna!

Chi non depone le armi, perirà.

Pertanto, il Vangelo dice che come Gesù non spinse Giuda a tradirlo, sebbene sapesse che il tradimento si aggirava nel suo cuore, così anche Dio conosceva la possibilità del tradimento di Satana, e per tenere lontano il pensiero di tale azione pose tra l’Uomo e tutti i suoi figli una Legge per la quale: chiunque intervenisse nella Storia del Futuro dell’Uomo, l’avrebbe pagato con l’Esilio dalla sua Creazione.

In quanto Padre, Dio credette che nessuno dei suoi figli avrebbe osato trasformare in saggezza la follia di dichiarare guerra alla Sua Volontà, e dimenticando tutto il passato avrebbero dato inizio a una nuova Era, in cui, effettivamente, essendo l’Uomo la creatura più fragile dell’universo, avrebbe avuto la Gloria di colui che con il proprio Pensiero mantiene nell’ Unità tutte le creature del Suo Regno. Perché se la Gloria di ogni figlio di Dio ha la propria eredità, quella dell’Uomo era la Saggezza Eterna, quella che si rivelò irraggiungibile per gli Antichi e che invece abbracciò i figli di Dio della Casa di Abramo, secondo quanto è scritto:

«Parliamo tra i perfetti di una saggezza che i principi di questo secolo non hanno conosciuto, predestinata per noi fin dall’inizio dei tempi... se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della Gloria».

Nessuna parola che possiamo lanciare sulle onde può descriverci le proprietà di questa Eredità meglio di quelle scritte da Salomone, figlio di Adamo:

«In essa c’è uno spirito intelligente, santo, unico e molteplice, agile, penetrante, immacolato, chiaro, inoffensivo, benevolo, acuto, libero, benefattore. Amante degli uomini, stabile, sicuro, sereno, onnipotente, onnisciente, che penetra in tutti gli spiriti intelligenti, puri, sottili. Poiché la Saggezza è più agile di tutto ciò che si muove, diffonde la sua purezza e penetra ogni cosa; poiché è un soffio del potere divino e una pura emanazione della gloria di Dio Onnipotente, per cui nulla di macchiato vi è in essa. È lo splendore della luce eterna, lo specchio immacolato dell’operato di Dio, immagine della sua Bontà. Ed essendo una, tutto può, e rimanendo la stessa, tutto rinnova, e attraverso i secoli si riversa nelle anime sante, creando amici di Dio e profeti; poiché Dio non ama nessuno se non colui che dimora con la Saggezza. È più bella del sole; supera l’insieme delle stelle, e se paragonata alla luce occupa il primo posto. Perché alla luce segue la notte, ma la malvagità non trionferà sulla Saggezza».

Dio forgiò la mente di suo figlio Adamo tra gigli e narcisi coltivati nei giardini della Conoscenza della Scienza della Creazione; ma quando si tratta di menzogna, di inganno, di falsa testimonianza, di tradimento, di invidia, di ambizione, di crudeltà, della violenza, della guerra, dell’ingiustizia, della corruzione, in definitiva, della Scienza del Bene e del Male: il Primo Uomo era un bambino, aveva l’anima di un bambino, di quel Bambino che a soli dodici anni irruppe nel Tempio di Gerusalemme e zittì tutti i saggi d’Israele.  

Adamo era puro amore per Dio; viveva della Parola del suo Padre Divino, la Sua Parola era il suo nutrimento, il suo pane, il suo vino, la sua aria, il Soffio che generò in lui un figlio di Dio a immagine e somiglianza dei figli di Dio. La sola idea di allontanarsi dalla Saggezza, dalla Via che il Suo Dio aveva tracciato nella sua Anima per il Genere Umano, quell’idea gli era mentalmente e materialmente inconcepibile; e lo era con la natura del bambino che adora suo padre e si sente amatissimo da lui.

Quel Primo Uomo conobbe la Scienza del Bene e del Male come il bambino sa che l’elettricità uccide, ma non infila mai le dita nella presa, né ha bisogno di farlo per sapere che una scossa elettrica uccide: suo padre glielo ha detto, la parola di suo padre è amore di legge, e non ha bisogno di vivere la natura dell’esperienza per scoprire il valore della parola del padre che adora. Non a caso Dio dice del suo figlio Adamo: «Lo amò così tanto che mandò suo Figlio sulla Croce per redimerlo dalla Morte».

Ciò che è scritto, è scritto: «Tutta la gloria, tutto il potere, tutta la saggezza, tutta la signoria appartengono al Figlio di Dio, GESÙ: Tu-Dio con Noi».

Dove sta dunque la paura del figlio di Satana? Perché non guardarlo negli occhi e dirgli «morirai»? È Dio che dispiega il suo Regno, con il Re alla guida, per condurre la pienezza delle nazioni della terra al suo Regno.

Se, pur con un potere limitato, il Re ha mantenuto in piedi la sua Casa, chi potrà rimanere in piedi oggi quando Egli si alzerà?

Questo è il Giorno della Gloria e del Futuro senza limiti; la Porta è stata aperta, l’orizzonte dall’altra parte è l’Eternità.

Bella è l’Aurora che sorge su questo Millennio, al cui orizzonte, precipitando nell’abisso, si aggrappano i fantasmi del Passato, i nemici della Verità, di Dio e del Re; ma chi voglia vivere, vivrà per sempre; poiché tutte le nazioni erano rinchiuse nella Violenza del Bene e del Male, davanti a tutte Dio ha aperto una Porta: la Corona di suo Figlio; chi bussa alla Porta si inginocchia davanti al Re, entra e vive giorni che non finiscono mai, giorni che attraversano l’ orizzonte dell’eternità. Poiché Dio non vuole che la sua Creazione sia distrutta né che le sue creature siano bandite dalla sua Creazione, ma che tutte vivano e trovino la loro Dimora nel Regno di suo Figlio.

Perché dunque, uomini, vi guardate la pancia? Alzate gli occhi al Cielo e rendete gloria al Re che Dio ha donato a tutti i popoli della Sua Creazione.  

Ricordiamo dunque l’Origine del Male nel nostro Mondo.

SPERANZA

La mente dell’essere umano è stata forgiata nello spirito del Verbo: a immagine e somiglianza di quella del suo Creatore, la Parola dell’Uomo era legge per se stesso. A immagine della parola del suo Creatore, Padre e Dio, la parola del Primo Uomo era legge per se stesso. L’ Uomo non parlava invano, la sua Parola era vera. Creato a immagine e somiglianza di Dio, la parola dell’Uomo era oro zecchino.

L’uso della Parola come arma di inganno e distruzione del prossimo è un abominio agli occhi di Dio.

Quel Figlio di Dio, il primogenito dei figli di Dio, che fu tra noi, il Figlio dell’ Uomo, è l’Anima della Verità Divina vivente. Il solo pensiero di mettere in dubbio il Pensiero Divino di cui il suo essere si nutre è per lui una dimensione sconosciuta. Proprio come il Primo Uomo.

Quella Prima Generazione umana non concepiva l’esistenza di una dimensione in cui la Natura Divina non corrispondesse alla Realtà inscritta nel proprio essere. Il Pensiero della Creatura nasce e si nutre della Fonte Divina: «Dio è Padre, Dio è Amore di Padre», questa fu la confessione del Primo Uomo e della sua Generazione.

Può immaginare un figlio, amatissimo dal proprio padre, un futuro in cui quel «padre divino» da un giorno all’altro si trasformi in un mostro che divora il proprio amato bambino?

Eppure questo è proprio ciò che venne a vivere in primo luogo quel figlio di Dio che conosciamo come padre di Cristo, il cosiddetto Adamo, padre della nazione di Israele. Incoronato su tutte le città del Primo Regno della Mesopotamia, in un batter d’occhio la terra si aprì sotto i suoi piedi e il fuoco infernale della guerra civile divorò le fondamenta del suo trono.

Che cosa era successo? Che cosa stava accadendo?

Perché il movimento di espansione verso le quattro regioni del mondo, per il quale era stato generato da Dio, era improvvisamente sprofondato nella guerra civile? La Forza che era stato invitato a usare per espandere il suo Regno a tutti i popoli della Terra si era rivoltata contro la sua stessa corona. Che cosa era successo?

Conosciamo già la STORIA DIVINA DI GESÙ CRISTO; grazie ad essa conosciamo la verità: tutto ciò che serviva per ingannare Adamo era spacciarsi «per colui che viene nel nome di Dio». Questo semplice inganno significava, per chi avesse sfruttato l’ignoranza del proprio prossimo, in questo caso Adamo, figlio di Dio, dichiarare guerra a Dio stesso, esporsi all’ esilioadeternumdalsuo Regno, ma cosa era preferibile – si dissero i cospiratori nel Tradimento del Serpente – vivere in un mondo in cui la Verità, la Giustizia e la Pace governano l’ universo, o morire lottando per trasformare l’Universo in un Olimpo governato da dei tutti al di là della Giustizia?

Questa struttura perversa e maligna di pensiero portò alla Caduta di Adamo.

Ma non alla distruzione dell’ Uomo. Un guerriero demoniaco, un assassino temprato dai crimini, si era ribellato contro un bambino e aveva usato la sua morte come ascia per dichiarare guerra al padre di quel bambino.

La Bibbia dice che, con il cuore trafitto dalla lancia del tradimento, Dio si rivestì d’armi e, alzando il braccio al Cielo, giurò davanti a tutta la sua Casa, per la sua gloria e il suo nome, che avrebbe annientato tutti i suoi nemici, senza lasciare testa sul collo:

«In verità io alzo la mia mano al Cielo

e giuro sulla mia vita eterna;

quando affilerò il filo della mia spada

e prenderò nelle mie mani il giudizio,

io mi vendicherò dei miei nemici

e darò ciò che meritano a coloro che mi odi,

inonderò di sangue le mie frecce

e la mia spada si sazierà di carne,

del sangue dei morti e dei prigionieri,

dalle teste dei capi nemici».

La Bibbia dice anche che gli assassini di Adamo risero della minaccia di Dio. Ma ciò che la Bibbia non dice è che le conseguenze del Tradimento del Serpente aprirono gli occhi a Dio, che scoprì il suo vero nemico: la Morte. Una Morte di cui, nella sua innocenza, Egli si dichiarò nemico il giorno in cui rivoluzionò la Realtà con il suo desiderio di creare vita intelligente a sua immagine e somiglianza, cosa di cui sarete già a conoscenza dopo aver letto la Storia Divina.

La Vita e la Morte facevano parte della struttura della Realtà sin dall’inizio senza inizio dell’ Increasione. Senza distruggersi, l’Increasione non poteva estirpare dal proprio corpo una Forza Ontologica che le era naturale sin dal Principio senza inizio dell’Eternità. Ma questa era la Rivoluzione che Dio scatenò nell’Infinito quando concepì una Nuova Creazione.

Ignara delle conseguenze cosmiche della sua Rivoluzione e, di fronte all’impossibilità di far rinunciare Dio, la Morte cercò il modo di coesistere nella Creazione di Dio. Dapprima tentò Dio con il frutto della Scienza del Bene e del Male, e quando Dio lo respinse, scatenò il suo Inferno contro l’opera delle sue mani. Non potendo farlo desistere dal suo Desiderio, attaccò direttamente il Cuore, cercando di soffocarlo nel pozzo di una Solitudine senza fondo.

Ma anche questa volta, come in quella precedente, la Saggezza anticipò i suoi piani trasformando il Male cercato in un Bene inimmaginabile: la Nascita nell’Essere dell’Unico Dio Vero del Suo Figlio: Dio Vero da Dio Vero, Vittoria dell’Amore sulla Santità della Saggezza, Sua Sposa.

Questa esplosione di gioia di colui che si credeva condannato alla Solitudine per l’Eternità, gioia sulla quale, a partire dalla Nascita del Figlio, furono stabiliti i nuovi fondamenti del Nuovo Universo, servì alla Morte da schermo dietro cui nascondersi e attendere il proprio momento.

La Vita offrì a Dio il suo frutto, il Cielo, e Dio la amò. La Morte gli offrì il proprio, l’Inferno, ma lo Spirito di YAVÉ, che vive in Dio, lo respinse. Accovacciata, in agguato, trovò il suo momento durante la prima Settimana della Creazione.

Approfittando delle Ere di Reggenza del suo Impero da parte della Casa di Yavé edi Sion, la Morte contrattaccò, conquistò con il frutto dell’Albero della Conoscenza del Bene e del Male: la Guerra, che una parte dei figli di Dio mangiò, e fece sprofondare l’ Impero di Dio sotto le onde del suo Inferno.

Per due volte la Guerra si scatenò.

A seguito delle Due Guerre dell’Impero del Figlio di Dio, e come conseguenza di esse, Dio aprì gli occhi sull’ esistenza di una Forza che agiva nella sua Creazione e la stava conducendo alla distruzione. Attribuendo le cause alla solitudine e all’ isolamento dei suoi figli durante i Periodi Creazionali, il Signore Dio YAVÉ rivoluzionò la struttura del suo Mondo nel modo che avete letto nella Storia Divina di Gesù. La prima di queste consistette nella trasformazione della Creazione in uno Spettacolo aperto a tutti i Popoli dell’Universo, e la seconda misura fu quella di affidare al Suo Figlio Primogenito il ruolo di Protagonista di quello Spettacolo. Da qui si comprende il motivo per cui fu scritto:

«Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza», cioè figlio di Dio, e non un dio, come il Diavolo aveva detto ad Adamo: «Sarete come gli dei».

Quindi, prese le decisioni del caso, la Storia dell’Universo seguì il suo corso.

Come ho detto nella Storia Divina di Gesù, tra le misure che Dio adottò contro lo scoppio di una Terza Guerra Universale figurò – come coronamento speciale – la creazione dell’Uomo: Anima Vivente, espressione carnale del suo Pensiero, riflesso della Realtà Divina, Specchio della sua Bontà, che estendendosi a tutta la Creazione avrebbe unito tutti i Popoli dell’Universo in un’unica e sola Saggezza.

E così fu; così avvenne.

Ma nel momento in cui si stava per raggiungere l’ obiettivo, quando Dio credette che con la Creazione dell’Uomo si potesse considerare conclusa l’era delle grandi guerre, scoppiò la temuta e temibile Terza Guerra Universale. Con il Cuore trafitto, ma con l’Intelligenza sbalordita dalla follia dei suoi figli ribelli, follia di cui Egli non poteva più continuare ad assumersi la colpa, vedendo suo figlio Adamo trasformato nell’ascia di guerra dissotterrata contro il suo Regno, Dio aprì gli occhi e vide il suo Nemico faccia a faccia.

Una Nuova Rivoluzione Cosmica si imponeva. Solo Dio può bandire dal corpo del Creato ciò che da sempre ha fatto parte del corpo del Non-Creato. La Caduta di Adamo, il Tradimento del Serpente, sarebbero stati ricordati dal futuro come si ricordano i momenti difficili momenti, ma se Egli voleva che quei momenti negativi non tornassero né diventassero cronici, e che col tempo si complicassero fino a trascinare tutti all’Inferno, Dio doveva bandire la Morte dalla sua Creazione e riconfigurare il suo Regno affinché la Conoscenza della Scienza del Bene e del Male rimanesse proprio questo, Storia.

Più che all’Uomo e alla sua salvezza, dunque, Dio doveva guardare al Futuro della sua Creazione. Se a questa non viene garantito un futuro, a cosa serve a qualcuno la salvezza per oggi e la condanna per domani?

Era l’Edificio del Suo Regno che doveva essere rifondato su una Roccia Indistruttibile. Una fondazione che spettava a Lui e solo a Lui, perché era contro di Lui che la Morte aveva innalzato il suo Inferno.

La prima parte del Suo Libro, l’Antico Testamento, tratta dell’Annuncio di questa nuova Riconfigurazione del Suo Mondo. E, come si evince da ciò che si legge, della natura specifica delle misure rivoluzionarie che Egli giurò di portare a compimento per la Sua Gloria e nel Suo Nome. Ma a nessuno Dio disse una parola, nemmeno al Suo Primogenito.

Nella Storia Divina di Gesù ho osservato che la trasformazione dell’Impero in un Regno eterno e universale fu la prima misura con cui si aprì questa Rivoluzione della Vita contro la Morte. La prima misura, ma non l’unica.

La seconda parte del Suo Libro, il Nuovo Testamento, tratta della Battaglia tra la Vita e la Morte, del Cielo contro l’Inferno, e glorifica la Vittoria dello Spirito Santo contro lo spirito del Maligno, di Cristo sul Diavolo.

Il Libro di Dio nella sua terza parte narra che, giunto il Giorno Annunciato, Dio ordinò a tutti i suoi figli di presentarsi davanti al suo Trono e di deporre le loro corone ai suoi piedi. Da quanto si legge si vede che alcuni lo fecero e altri si rifiutarono, e che di conseguenza i Ribelli che non lo fecero furono perseguitati, detronizzati e scacciati dal Cielo.

Dalla lettura del Nuovo Testamento si evince inoltre che, mentre i principi fedeli perseguitavano i ribelli, Dio chiamò il suo Primogenito, gli rivelò la Dottrina del Regno dei Cieli e lo inviò immediatamente nel nostro mondo, dove si incarnò nella Vergine Maria e nacque sotto il regno degli Erode, a Betlemme di Giudea, durante i giorni del censimento universale decretato da Ottaviano Cesare Augusto.

Ignaro e all’oscuro delle misure rivoluzionarie che suo Padre aveva progettato e che cominciavano a concretizzarsi in seguito alla sua Incarnazione, il Figlio di Dio scoprì Cristo durante l’episodio di cui Egli stesso fu protagonista nel Tempio, «all’età di circa dodici anni».

In Cristo Gesù scoprì il Pensiero di Dio e, cosa ancora più importante, scoprì la Saggezza, Sua Madre, che vive nel Padre, l’Unico Dio Vero e Increato che conobbe l’ Infinito e l’Eternità; Immagine Vivente della cui Santità e del cui Amore per Lui, Gesù, Dio volle che si facesse Donna, sua Madre, Maria di Nazaret.

Dalla lettura del Nuovo Testamento si evince che Dio rivelò al Figlio sia l’identità del vero Nemico del Suo Regno, sia la Natura della Rivoluzione Universale che Lui e nessun altro che Lui poteva e doveva avviare: Cristo Gesù, il Re Messia, l’ erede di tutte le promesse scritte nell’Antico Testamento, nato dallo spirito di Yahvé: «spirito di intelligenza e di sapienza, di comprensione e di forza, di consiglio e di timore di Dio».

Essendo tuttavia soggetto, per la sua Origine, alla struttura del Mondo Antico, e poiché, tra tutti i principi del Cielo Egli era il Re dei re, anche a Lui spettava obbedire e sottomettersi al decreto di Abolizione dell’Impero che suo Padre avrebbe emanato e che fu all’origine della Battaglia in Cielo, di cui parla nel suo Libro, l’Apocalisse.

Proprio come fecero i Principi del Cielo, anche il Re dei re e Signore dei signori doveva deporre la sua corona ai piedi di Dio.

E così fece GESÙ CRISTO.

Pertanto, soggetto alla condizione dei singoli che, a proprio rischio e a proprie spese, intraprendono una rivoluzione senza poter contare su altra forza se non l’amore per la Verità, anche GESÙ fu catturato dalle potenze reazionarie di questo mondo e, di conseguenza, consegnato ai giudici di CRISTO affinché fosse annoverato tra i malfattori come nemico di Dio e dell’Umanità.

Ma ciò che nessuno sapeva, perché nessuno poteva saperlo, era che, al suo ritorno nel proprio Mondo, Gesù Cristo lo fece come Re Onnipotente e Onnisciente a immagine e somiglianza del Padre suo, e che, così glorificato, portava nella sua Casa una Nuova famiglia, la sua stessa Famiglia: una Sposa, generata per unire l’intero Universo in un’unica Chiesa; dei Fratelli, il cui Potere è quello di Dio, che è nella sua Parola; e dei Figli, nati per unire tutto il suo Regno in un’unica Intelligenza.

Ecco il Mistero dello Spirito Santo. Il Capo è Cristo Gesù, il Tronco è la Chiesa Cattolica, e i due Bracci sono: l’uno, i suoi Fratelli del Cielo, e l’altro i Fratelli di Cristo, della Casa di Abramo. Ecco lo spirito dell’Intelligenza:

«Chiedete e vi sarà dato».

Non esitate, chiedete Intelligenza senza misura a immagine e somiglianza di quella del nostro Creatore.

Chiedete e riceverete Intelligenza senza misura per comprendere tutti i segreti dell’universo e della natura umana.

Questo è il Giorno dei figli di Dio, discendenti di Cristo, frutto del suo Matrimonio con la Chiesa. Questo è il Giorno di cui scrisse San Paolo:

«Sono certo che le sofferenze del tempo presente non sono nulla in confronto alla gloria che si manifesterà in noi; perché l’ansiosa attesa della creazione attende la manifestazione dei figli di Dio, poiché le creature sono soggette alla vanità, non per loro volontà, ma per colui che le tiene soggette, con la speranza che anche esse saranno liberate dalla schiavitù della corruzione per partecipare alla libertà della gloria dei figli di Dio».

Infatti, nel Re si trovano i tesori di tutte le Scienze, presenti e future.

In Lui si trovano tutte le risposte a tutte le malattie e a tutti i problemi relativi all’ organizzazione della pienezza delle nazioni.

In Lui si trovano tutti i segreti dell’Universo e della Natura.

Egli è il Figlio, e mette a disposizione della sua Discendenza l’Onniscienza di Dio, perché, come egli stesso disse di persona:

«Tutto ciò che è del Padre è mio».

Infatti, privata l’ Intelligenza degli uomini dello Spirito di Yahweh, i loro pensieri e le loro azioni si sono orientati fin dall’inizio della Caduta verso la distruzione, un orientamento che Dio ha segnalato dicendo:

«Quando la coltiverai, ti darà spine e rovi».

Parola che, essendo stati gli uomini allontanati dalla Saggezza, le generazioni interpretarono in modo carnale, come se Dio fosse di carne e l’Immagine e Somiglianza a cui fummo chiamati si riferisse alla vita delle capre e delle pecore. Metodo di interpretazione carnale della Parola di Colui che è l’Onnisciente Creatore dell’ Universo, che le nazioni europee hanno ereditato dagli Antichi; e come Caino si trovò davanti alla mandibola che Satana gli servì per commettere il suo fratricidio, Lutero, suo simile, alzò l’ascia di guerra contro il suo fratello cattolico credendo di servire Dio.

La sola idea di interpretare la Parola di Dio senza possedere lo Spirito di YAVÉ, credere che Dio parlasse della « terra» che calpestiamo quando disse: «Quando la coltiverai, ti darà spine e rovi», significa inevitabilmente seguire le orme di Caino, orme che seguirono Lutero e Calvino e trascinarono le nazioni cristiane all’odio preliminare che precedette la guerra fratricida, che la Riforma portò a compimento nella Guerra dei 30 Anni.

Quel metodo di superbia che disprezza ciò che proviene dallo Spirito e si aggrappa esclusivamente alla carne è stato l’eredità della ribellione fratricida protestante agli uomini di scienza, i quali, coltivando quella «terra», si sono dedicati alla creazione di armi di distruzione globale, in accordo con la Parola Divina:

«Quando la coltiverai, ti darà spine e rovi».

E lo fecero con lo stesso scrupolo con cui Caino uccise suo fratello Abele, credendo di fare del bene al futuro dell’umanità.

Eppure, nonostante gli avvenimenti, la Parola di Dio è Dio. Nulla e nessuno può impedire che la sua Parola si adempia. Non siamo stati creati per essere sacrificati in nome della Morte. L’Onore e la Gloria del Signore Dio YAVÉ risiedono nella sua Parola. Il genere umano è stato condannato alla prigionia nelle tenebre della Morte, ma non per sempre.

Il delitto è soggetto a sentenza, poiché se il delitto fosse benedetto dal Giudice in ragione della sua parentela con il delinquente: col passare del tempo la corruzione di una giustizia che amministra la legge in base al rapporto tra l’imputato e il giudice aprirebbe le porte alla guerra. Pertanto, essendo incorruttibile, il Padre in Dio non poteva interponersi tra il Giudice in Dio e dei figli delinquenti.

L’Uomo, figlio di Dio, avendo trasgredito la Legge, rimase soggetto alla sentenza dovuta al suo delitto.

Creato per crescere nell’ Intelligenza Creatrice, l’Onniscienza Divina, l’Acqua di cui si nutre l’ Albero delle scienze, a causa del Reato commesso le radici del Pensiero Scientifico Moderno furono private di quell’Acqua, e «quella terra» finì per produrre le spine e i rovi di chi concentra tutta la propria gloria nel trasformare la mascella d’asino nell’Arma Definitiva grazie alla quale il Seme del Diavolo avrebbe realizzato il destino di Caino: ricevere dal Diavolo il governo di tutti i regni e le nazioni del mondo.

Ogni crimine è soggetto a un periodo di prigionia quando non è stato condannato alla pena dell’esilio dalla vita. Vediamo che l’Uomo, creato per essere figlio di Dio, non è stato esposto a questa pena definitiva, ma sì a un periodo di prigionia, verità che vediamo nella speranza della redenzione universale.

Perché se non ci fosse stata l’Ignoranza nell’Uomo, non ci sarebbe stata la Redenzione, ovvero un periodo di prigione, al termine del quale l’Uomo sarebbe stato liberato e la sua intelligenza, libera dalla Condanna, tornerebbe a dare frutto per la Vita eterna.

Una volta compiuta la Redenzione, sapevamo che il periodo di prigionia sarebbe giunto al termine e che l’essere umano avrebbe visto la porta dell’Onniscienza aprirsi alla sua intelligenza.

Una volta glorificato il Redentore e insediato sul Trono del Re Universale, Principe Eterno seduto alla destra del Signore Dio YAVÉ, suo Padre, la Libertà annunciata giunse con una Data che avrebbe dovuto compiersi: Duemila anni, al termine dei quali lo Spirito di Yavé : «Spirito di Saggezza e Intelligenza, di Comprensione e Forza, di Consiglio e Timore di Dio», si sarebbe diffuso su tutta la Terra.

Ma chi riceverà se non chiede?

Ma chi chiede lo fa con la fiducia che deriva dalla fede nell’esistenza invincibile del Figlio di Dio, perché nessuno riceve se prima non è stata generata in lui quella fede che attraversa l’ eternità e ci rende tutti figli di Dio nel seno della sua Sposa e Madre: la Chiesa Cattolica.

Da qui il fatto che lo Spirito Santo parlasse di una Generazione di figli di Dio, nati da Cristo, suo Padre, generati per godere della Gloria della Libertà di coloro che, essendo figli del Signore Gesù e della sua Sposa, sono per diritto di nascita figli legittimi e veri di Dio.

Consumata l’attesa che durante questi duemila anni ha tenuto l’intera Creazione con il cuore in sospeso, ma fiduciosa nella veridicità della Parola di Dio, entriamo nell’Età dei figli di Dio della Casa del Re e Signore, Dio Figlio Gesù Cristo, il quale genera nel suo Popolo figli per la Saggezza, per mano dei quali le nazioni abbandoneremo un mondo fondato sui pilastri della Guerra Fratricida Mondiale e condurremo le nazioni verso una Civiltà Universale fondata sulla Roccia della Verità, della Giustizia e della Pace, da cui sgorgano le acque della Fraternità, della Libertà e dell’Uguaglianza.

Così, tutte le scienze attuali, essendo al servizio della distruzione di ogni forma di vita sulla Terra, avendo adempiuto nel proprio corpo la Maledizione scritta, sono state un’Introduzione alla Scienza della Creazione, che oggi darà il suo frutto nello Spirito di Yahweh in una Crescita senza limiti delle Tecnologie al servizio della Pace e della Salute del Genere Umano.

Una volta raggiunta la Libertà, l’ Uomo, tornato tra le braccia del suo Creatore come Cittadino del Regno di suo Figlio, Dio continua la sua Creazione per condurla al Fine fin dall’Inizio ricercato: l’Uomo è il Genere Umano, siamo tutti un unico Popolo, un’unica Nazione Vivente, l’Uomo vive in ciascuno di noi, cellule individuali di un Corpo Universale la cui Testa è il Re, GESÙ CRISTO, da cui questo Albero riceve l’Acqua della Vita Eterna.

Dio non mente, ci ha nutriti e custoditi durante i giorni di prigionia per attenderci all’uscita, nel Giorno della Libertà, con la Veste del suo Spirito:

«Spirito di Saggezza e Intelligenza,

di Intelligenza e Fortezza,

 di Consiglio e di Timore di Dio»

 

CONCLUSIONE

Nulla e nessuno può fermare il corso della Storia scritta da Dio. Sebbene le nazioni siano state condannate a sperimentare sulla propria pelle la Scienza del Bene e del Male, il periodo di prigionia, non essendo la Sentenza di Pena di Morte, cioè di Esilio dalla Vita, una volta terminato il periodo di rottura tra il Creatore e la sua Creatura, la Libertà sarebbe giunta con la Gloria Naturale di Colui che venne per mettere la Storia sulla Via verso di Noi, la Sua Discendenza, a tal fine firmò un Testamento, sigillato con il Suo Sangue, lasciando in eredità alla Sua Sposa la Sua Anima, che è il Suo Corpo, e ai Suoi figli, nati da Lei, il Suo Spirito di Intelligenza.

Infatti, Dio ha voluto, dopo aver rifondato la sua Creazione nella Corona del suo Figlio, e dopo che il nostro Mondo è stato plasmato, sebbene contro la sua Volontà, nelle Arti della Guerra; Dio ha voluto che il nostro Mondo entrasse nella Sua Creazione come un Corpo di Nazioni plasmate nel Suo Spirito, per le quali la Guerra è un abominio, la Pace la Luce che riempie con la sua Bellezza tutti i popoli del Suo Regno, per Amore del Re mettendo ai Suoi piedi tutti i Suoi eserciti, che non conoscono altra Legge se non la Sua né riconoscono altra Voce se non quella della Sua Corona. In questo modo, la Salvezza dell’intera Creazione rimane stabilita per l’Eternità. Poiché il Suo Regno nell’Uomo vivrà sulla Terra come in Cielo, per l’Eternità nemico senza scampo della Scienza del Bene e del Male, Colonna onnipotentein Difesa della Pace Universale Sempiterna.

Questa è la Nuova Creazione che Dio ha disposto, l’Eredità dei figli dei figli di Dio sulla quale scrisse: «La tua discendenza si impadronirà delle porte dei suoi nemici».

Forgiata nei fuochi della guerra, la pienezza delle nazioni del genere umano si inginocchia in adorazione al suo Re, per servirgli la sua Corona come Esercito Unificato Universale che non riconosce altre frontiere se non quelle del suo Signore e Re, e nasce con giurisdizione universale per difendere la Pace e la Giustizia della sua Corona da un angolo all’altro del Paradiso di Dio. Questa è l’Opera di Dio Padre Onnisciente, Creatore dell’Universo, che ha voluto che il Popolo che ha sofferto sulla propria pelle l’infinito Male della Legge della Guerra, salga al Suo Regno per erigersi a Colonna Invincibile contro il cui Corpo, avendo il proprio Fondamento nella Roccia Divina, ereditandone la Forza, si infrangano le onde della Morte.

Nel Figlio di Dio, quindi, abbiamo la Porta aperta all’Onniscienza di Colui che con la sua Intelligenza Creatrice ha forgiato un Nuovo Cosmo, si è creato un Universo per sé in cui la creazione, libera dalla Morte, è stata elevata alla Vita Eterna propria del suo Creatore. Tutti i mali che affliggono l’Umanità provengono dall’Orgoglio Maligno che fa credere agli uomini che la loro Ragione sia Onnipotente, e nella loro malattia patologica si rifiutano di alzare lo sguardo verso il Figlio di Dio per chiedergli Intelligenza senza limiti a sua immagine e somiglianza. Resi folli dalla loro maligna convinzione nell’onnipotenza della ragione scientifica, fanno sprofondare il mondo nell’abisso della propria autodistruzione, mentre promettono la salvezza che essi stessi annientano con il frutto dei loro pensieri, delle loro parole e delle loro opere. Certamente la Sentenza doveva essere adempiuta: «ti produrrà spine e rovi», il cui raccolto avrebbe portato all’autodistruzione, poiché «polvere eri e in polvere tornerai».

Ma Dio non volle che la sua Parola fosse sconfitta dal tradimento di un folle, e dispose che la Porta della sua Onniscienza si aprisse prima che avvenisse la Caduta Finale dell’Uomo nell’Abisso del suo destino. Creato per crescere nella sua Onniscienza, l’Uomo ritorna alla sua Casa Divina per godere dell’ Intelligenza senza limiti propria di tutti i figli di Dio. Perché quando il Figlio di Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza», dichiarò in Dio la partecipazione di tutti allo Spirito di YAVÉ, Padre di tutti, di cui Egli era figlio, e per mezzo del quale tutti ereditano il Suo Spirito.

Gioia nella gloria della libertà dei figli di Dio, perché il Pensiero del Figlio di Dio è il Pensiero di tutti i figli di Dio, del Cielo come della Terra. Il Principio di tutti è Dio.  L’Origine di ciascuno può essere questo universo o l’altro, ma il Principio di tutti vive nello Spirito del Creatore, in cui, poiché la Saggezza vive, si applicano al suo Essere le parole di Salomone:

«In LUI c’è uno spirito intelligente, santo, unico e molteplice, agile, penetrante, immacolato, chiaro, inoffensivo, benevolo, acuto, libero, benefattore. Amante degli uomini, stabile, sicuro, sereno, onnipotente, onnisciente, che penetra in tutti gli spiriti intelligenti, puri, sottili. Poiché la SUA Saggezza è più agile di tutto ciò che si muove, la sua purezza si diffonde e penetra ogni cosa; poiché è un soffio del potere divino e una pura emanazione della gloria del Dio Onnipotente, per cui non c’è nulla di macchiato in LUI. È lo splendore della luce eterna, lo specchio immacolato dell’operato di Dio, immagine della Sua Bontà. Ed essendo uno, tutto può, e rimanendo lo stesso rinnova ogni cosa, e attraverso i secoli si effonde nelle anime sante, creando amici di Dio e profeti; poiché Dio non ama nessuno se non chi dimora con LUI. È più bello del sole; supera l’insieme di tutte le stelle, e se paragonato alla luce occupa il primo posto. Perché alla luce segue la notte, ma la malvagità non trionferà su DIO».

Diciamo anche ciò che dice lo Spirito Santo: chi è privo di scienza, comprensione, intelligenza, lo chieda a Dio, ma lo chieda senza esitare, perché gli sarà dato, «poiché chi chiede riceve». La Parola di Dio è Dio, quindi chiedete senza diffidenza, con la fede di chi sa che la Gloria di Dio è nella sua Parola e che, per la sua Gloria e il suo Amore per l’Uomo, Egli darà ciò che chiede a chi Lo cerca, aprendo la Porta alla sua Onniscienza, in cui risiede la Risposta a tutte le Malattie e i Mali del nostro Mondo.

Ciò che il Figlio ha fatto con il suo Potere, l’Uomo lo farà con la Scienza che proviene dalla sua Gloria. L’estensione e la profondità di ciò che conosciamo sono una sottile membrana sull’oceano delle scienze, sul cui corpo Dio ha creato il Cosmo e forma l’Albero degli Universi che compongono la sua Creazione. L’Immaginazione Scientifica Moderna è quella di una creatura razionale dall’intelligenza limitata, soggetta all’illusione di un pensiero aperto alla conoscenza infinita dell’Origine e della Struttura del Cosmo; e mentre sviluppa questa illusione fa precipitare nel baratro della propria estinzione ogni forma di vita sulla Terra, adempiendo nella Scienza ciò che lo Spirito Santo scrisse: «Desidero fare il bene, ma tutto ciò che ottengo è il male».  

Il desiderio di fare il bene e di portare frutto di bene, per il bene di tutti, si realizza solo vivendo nello Spirito di YAVÉ: «Spirito di saggezza e intelligenza, di comprensione e forza, di consiglio e di timore di Dio». Poiché essendo Verità Assoluta ed Eterna che Dio è Amore, e Amore di Padre, dimenticare che in Dio vive un Amore infinito ed eterno per la Verità, la Giustizia e la Pace significa, semplicemente, condannarsi da soli alla pena dell’Esilio dalla Vita. Dio non condannò Satana, si limitò semplicemente a firmare la sentenza che quella generazione di figli ribelli aveva firmato contro le proprie stesse teste. Dio è Amore, ma al Suo Spirito è dovuto il Timore di chi vede in Lui non solo un Padre, ma anche quell’Essere Increato, UNICO DIO che l’Increazione ha conosciuto, la cui Personalità è stata forgiata dalla Saggezza nei fuochi dell’Eternità, e che, amando ciò che è, dice di Sé stesso: «IO SONO COLUI CHE SONO».

Amen.

 

 

LA VERITÀ GENERERÀ LA GIUSTIZIA E IL FRUTTO DELLA GIUSTIZIA SARÀ LA PACE