LA RIVOLUZIONE INTELLETTUALE DELLA STELLA DEL MATTINO |
SAGGIO SU CORINTO
Sul Regno del Figlio
di Dio e sulla Libertà dell’Uomo
PROLOGO
La Storia
Divina di Gesù Cristo, per sua stessa natura, non può che provocare un grave
scossone intellettuale nella mente di tutti coloro i cui pensieri sono stati
plasmati da credenze già preconfezionate nelle confessioni degli ultimi secoli
e millenni. Cercherò comunque di essere il più diretto e semplice possibile, affinché
la natura della Verità Divina, l’Eredità di Cristo a tutti i
figli della Santa Madre Chiesa, non offuschi la Luce dell’intelligenza che ci
deve guidare lungo il Cammino di questo secolo.
Mi sarà tuttavia
impossibile evitare lo scontro tra l’idea che si ha dell’Origine
della Caduta dell’Umanità nell’inferno della Guerra, nel cui sanguinoso
campo viviamo ormai da settemila anni, la Verità che impedì a
Dio di perdonare il peccato di suo figlio Adamo nel contesto del suo tempo, e la
Forza che trascinò quell’altro figlio di Dio, di nome Satana, a sfidare Dio a
portare a compimento la Sua Opera di Formazione della Pienezza delle nazioni del Genere
Umano, a immagine e somiglianza dei regni già esistenti nella Sua Creazione,
prendendo come Principio la nuova dimensione creata a partire dalla Caduta.
Sottoponendo
questa risposta alla necessità della morte di Cristo, l’intelligenza cristiana
ha vagato nel mondo del pensiero al fine di comprendere, per il solo potere della
Ragione, quale fosse la causa di quell’abbandono da parte del nostro
Creatore, amatissimo del Genere Umano, a causa del peccato di un solo uomo
consegnato alla Morte e gettato ai piedi di Satana come se l’essere umano non fosse
stato creato da Lui in persona per essere elevato alla condizione di figli di
Dio e partecipare alla sua Vita Eterna insieme al suo Figlio Divino, il nostro Re,
Gesù Cristo.
L’
incapacità dei teologi professionisti di tutti i tempi di penetrare nella
mente di Dio, sigillata dal Silenzio a cui lo Spirito Santo fatto Uomo
fu sottoposto, divenne, in definitiva, il terreno in cui il Seme della
Zizzania della Divisione delle Chiese trovò terreno fertile, come ci insegna la Storia
della Chiesa ci insegna, nei cui capitoli vediamo più e più volte come la
divisione mortale che portò Caino ad uccidere suo fratello Abele si sia
ripetuta più e più volte tra i cristiani: dall’Arianesimo alla
Guerra dei Trent’anni.
Chiunque
neghi o pensi che quelle guerre religiose europee fossero qualcosa
di diverso da un malvagio fratricidio, si sbaglia. Il compito di questo Saggio non
è altro che, obbedendo al Potere della Volontà del mio Dio, al quale la mia volontà
si sottomette, e, anche se io non lo comprendessi in questo modo, è la Sua Volontà che mi muove;
lo scopo di questo saggio, dopo aver analizzato in Cristo Raúl contro l’
Anticristo, e in Lutero, il Papa e il Diavolo, le radici
anticristiane delle confessioni protestanti; lo scopo di questo saggio è ora
quello di strappare la maschera al Dio nascosto della Riforma e di svelare davanti a tutte le
chiese il vero volto e il nome di quel «dio nascosto», nient’altro che
Satana, nato come figlio di Dio, finché non si ribellò contro il Padre
Eterno, fratello dello stesso Adamo contro il quale, travestendosi da Inviato del Dio degli
dei, brandì l’ascia assassina che pose fine al suo Regno.
Ma
se strappare la maschera al «Dio nascosto della Riforma luterano-calvinista» e
mostrarne il vero volto agli occhi di tutti coloro che sono rinchiusi nella prigione
della teologia anticattolica fosse l’ultimo scopo di questo Saggio, sebbene valido
di per sé, non porterebbe ad altro che a risvegliare sentimenti
sepolti. La Promessa Divina «la tua discendenza si impadronirà delle porte dei
suoi nemici» non ha ancora compiuto la sua gloria. La Riforma fece emergere dall’inferno una
guerra fratricida, nelle cui fiamme e tragedie si nascose il Meraviglioso
Evento dell’Unione del Figlio di Dio con la Chiesa, di cui Egli sarebbe diventato
il Signore e Lei la Sposa, e Dio avrebbe suscitato in loro quella Discendenza sulla quale
si sarebbe realizzata la Gloria della Libertà dei figli di Dio.
Nessuno
crederà che il Matrimonio Divino di Cristo con la Chiesa Cattolica fosse
benedetto da Dio con la sterilità. Al contrario, nell’Unione del Signore con
la Sua Sposa Cattolica, la Promessa di Invincibilità, propria del Signore, divenne l’
Eredità della Discendenza Spirituale che sarebbe nata da quel Matrimonio Divino. Da
qui la Necessità della Morte del Testatore. Realtà Divina di cui
era a conoscenza per Opera e Grazia dello Spirito Santo, come disse San Paolo
quando scrisse che «tutta la creazione attende con il cuore in
sospeso la gloria della libertà dei figli di Dio»; su questo argomento, nel
Vangelo di Cristo secondo San Paolo, ho già detto abbastanza, ma
non è mai abbastanza quando l’ignoranza grava come un velo di
ferro sugli occhi dell’intelligenza. Infatti, essendo Loro veri
figli di Dio secondo l’Immagine e la Somiglianza di Cristo Gesù, stava forse negando San
Paolo che Loro avessero e godessero di quella Libertà? Assolutamente no, dobbiamo dire.
La gloria della libertà di cui parlava San Paolo si riferiva alla
Libertà dell’Intelligenza a immagine dell’Intelligenza Divina, una volta che il
Silenzio di Dio, esposto alla Necessità della Morte di Cristo, fosse rimasto
sospeso per la sua Discendenza, essendo la Libertà dello Spirito dell’
Intelligenza la sua Eredità. Poiché l’accesso alla Conoscenza di tutte le cose
rimase precluso. La fede divenne la chiave della gloria, cosicché senza la
conoscenza di tutte le cose e solo grazie alla fede di San Pietro, che confessa
«Mio Signore e mio Dio», la salvezza divenne un fatto compiuto. Ma la libertà che
procede dall’intelligenza a immagine e somiglianza dell’intelligenza di Cristo
Gesù, questa Libertà fu sigillata con il Suo sangue nel Suo Testamento, lasciata in eredità alla Sua
Discendenza, viva nella Sua Sposa, gravida della Parola di Dio, Eredi dell’
Invincibilità del loro Signore, Padre e Re, il quale, essendo Dio Vero da Dio
Vero, è Invincibile nelle Sue Azioni e nelle Sue Opere.
Così
quindi, Dio volle che la risposta alla domanda di suo Figlio «Mio Dio, perché
mi hai abbandonato?» fosse resa nota a tutte le nazioni quando i
tempi fossero giunti al termine, sulla cui fine lo Spirito Santo scrisse per rendere
testimonianza della discendenza di Cristo, quando ancora la Madre era, per così
dire, una bambina, dicendo: «L’intera creazione attende con ansia l’ora della
libertà dei figli di Dio», intendendo e comprendendo evidentemente i
figli del Cielo, con l’Unigenito e Primogenito a Capo; infatti, quando Dio disse al
suo Figlio: «Siediti alla mia destra finché io non abbia posto i tuoi nemici come sgabello dei
tuoi piedi», limitò il Potere Divino della sua Corona, promettendogli al contempo che
la sua Discendenza avrebbe conquistato le porte dei suoi nemici, una volta nata; tale
limitazione del Re Onnipotente e Signore dei Cieli e della Terra nell’intervenire nel
futuro del genere umano, la sua creazione, cesserebbe per sempre a beneficio della
gloria del suo Padre, YAVÉ Dio, e della salvezza della pienezza delle nazioni.
In
due direzioni, quindi, si pone la questione della Croce,
1:
perché quella condanna su tutti a causa del peccato di un uomo?,
e 2:
perché limitare l’Onnipotenza di Suo Figlio una volta compiuta la Redenzione?
Sebbene
nella Storia Divina di Gesù Cristo abbia esposto le cause generali
dal punto di vista del Pensiero di Dio, secondo il quale Egli è suo Figlio per mezzo dello Spirito, è
ora, una volta aperta la Porta sul Passato, di riprendere il filo, seguirlo fino
il nostro Presente e aprirgli verso il Futuro un campo di ricchezza senza limiti, naturale alla
Divinità del Re di tutti i cristiani e Signore di tutte le chiese,
capo di tutti, la Fonte da cui Dio nutre la sua intera Creazione, e
per Amore verso di Lui tutti diventiamo parte della Vita Eterna del Signore e Dio della
Saggezza, YAVÉ, la cui Dimora è Sion, il Monte da
cui suo Figlio e la sua Casa governano il loro Regno.
Pertanto,
non è mia intenzione, né me lo permetterebbe lo Spirito che mi è stato donato,
interamente sottomesso al mio Re, provocare un terremoto che possa mettere alla prova le
fondamenta della fede cristiana. La Casa del Re della Terra, dimora della sua
Sposa, è già stata sottoposta a ogni sorta di terremoti, diluvi e tempeste,
per la gloria del suo Sposo, che le ha lasciato in eredità l’indistruttibilità quando le
disse: «Le porte dell’Inferno non prevarranno contro di te», vittoria che è
davanti agli occhi di tutte le nazioni e delle loro chiese. Basta alzare la
testa e posare lo sguardo sulla Storia e sulla Vita della Chiesa Cattolica, per vedere
questa Indistruttibilità, la cui esistenza è stata causa di Persecuzione e
Genocidio dalla sua Origine Divina fino ai nostri giorni, come si vede nelle
persecuzioni a cui sono sottoposti i cristiani in questi giorni di fronte al
silenzio delle Nazioni Unite, silenzio che, secondo il proverbio: «chi
tace acconsente», benedice la guerra dell’Islam e del Socialismo contro la fede
cristiana in ogni angolo del mondo. È questo mondo che giunge alla sua fine,
poiché, con la nascita della Discendenza di Cristo, il Giorno profetizzato dallo Spirito Santo
è sorto, e con esso la Vera Luce dell’Onnipotente Figlio di Dio si
riversa su tutti i popoli per la loro Conversione e Adesione al suo Regno
Eterno.
Ovviamente
lo shock intellettuale che si verificherà in voi che leggete questo Saggio
deriverà dall’insorgere dei molteplici “cristi” di lettere e segni che, per
motivi di ambizione di potere e ricchezze, forgiarono i fondatori della Divisione
delle chiese, i quali, guidati dalla loro ignoranza e negando con orgoglio tale
ignoranza, proprio come negli antichi tempi gli uomini si creavano dei di
legno e pietra, che adornavano con pietre preziose per rendere più credibile la loro
farsa, come si vede ancora oggi nell’Estremo Oriente, quei teologi hanno rivestito
i loro «cristi» con dottrine pseudoteologiche, in tutto e per tutto anticristiane, come
si vede dai loro frutti: guerre civili religiose, crimini senza fine degli uni
contro gli altri, e sebbene fossero tutti fratelli in quanto avevano lo stesso Dio, Signore
e Re, trovarono il modo di vestire Caino da santo e Abele da demone,
conducendo in tal modo i più ignoranti di loro nel campo dell’odio e del
crimine fratricida.
In
ogni caso non occorre spingersi così lontano. Basti vedere come la divisione delle Chiese
sia stata un palese disprezzo dell’Unità che, per tutti i cristiani, alla presenza
degli Apostoli — parole che si ripetono in tutto il mondo cattolico —, il
Signore Onnipotente chiese al Suo Divino Padre. Disprezzando questa Unità Divina, richiesta
proprio quando l’Ora delle Tenebre avvolgeva la Sua Croce, Colui che era
Profeta fece intravedere in quell’Ora la necessità di rimanere uniti di fronte alle
ore future che la Morte e il Diavolo avrebbero fatto abbattersi sulle Chiese.
La
Storia del Cristianesimo, essendo una scienza, di per sé la più alta e
trascendentale che si possa insegnare e acquisire, poiché comprende la Storia
Divina e la Storia Umana, la dimensione in cui Creatore e Creazione si
incontrano; scienza suprema nata per coltivare l’intelligenza nelle cose
divine e immunizzarla contro qualsiasi manipolazione esterna, ci insegna una
Verità che supera ogni altra, ovvero che Gesù Cristo è l’unico Specchio
in cui ogni essere creato a immagine e somiglianza di Dio deve guardarsi per
vedere il proprio vero volto e mettere alla prova il proprio Pensiero contro ogni Dottrina
che pretenda di andare oltre la Fede di Gesù Cristo stesso, Dottrina Divina tramandata
allo Spirito Santo, che vive nella sua Sposa, la Chiesa Cattolica, dal cui seno
viene alla luce la sua Discendenza, questa Discendenza nata per conquistare le
porte dei suoi nemici, poiché se alla sua Sposa ha lasciato in eredità nel suo Testamento l’Indistruttibilità,
a noi, suoi figli, ha lasciato in eredità l’Invincibilità.
Via
quindi ogni paura, ogni dubbio, ogni confusione, poiché come scrisse lo Spirito
Santo: «Tutto ci appartiene, perché tutto appartiene al nostro Padre, e essendo
suoi eredi, partecipiamo in tutto alla sua Gloria come figli amatissimi del suo
Padre, per il quale lavoriamo nella libertà dei figli che si sanno amati e
hanno nel Padre la libertà divina di compiere la sua Volontà, non come schiavi
trascinati nei campi dalla forza della frusta, ma come coloro che per amore del proprio
Padre lavorano per Lui per il bene di tutti i popoli».
In
effetti, ogni uomo, sia esso vescovo, patriarca, pastore o guida, tutti noi siamo il
riflesso, nello specchio del nostro spirito, della Vera Luce che illumina i
millenni con la sua Saggezza e la sua Bontà. Solo Dio vive per sempre, e
avendoci creati a immagine e somiglianza di suo Figlio, siamo eredi del suo
Spirito, per il quale, pur essendo mortali, viviamo qui sulla Terra come se fossimo
già eterni, secondo la Legge dello Spirito Santo che governa il suo Regno. Al di fuori di
questa Immagine che si è fatta Uomo, le cui Parole e le cui Azioni sono state raccolte e
scritte dai suoi Fratelli nello Spirito Santo, non c’è uomo. Per questo Dio dice
nei suoi figli: «Cristo, che vive in voi».
Ovviamente
Gesù Cristo è il Capo di un Corpo Divino, la Chiesa, e poiché Dio non può
avere altro Corpo se non quello che corrisponde alla Sua Natura, essendo Dio
che ha dato questo Corpo al proprio Figlio, tale Corpo è soggetto alla Gerarchia
generata da Dio; in tutto la Chiesa è soggetta al proprio Capo, che in quanto Madre siadempie ciò che fin dal Principio è stato
è stato scritto: «Cercherai con ardore il tuo Sposo, che ti dominerà», così Dio, prima di
conferire a Cristo la signoria sulla Chiesa, investendo la sua Sposa della sua
stessa Divinità, ha adempiuto la sua Parola: «Saranno due in una sola carne».
Quando,
di conseguenza, diciamo «SÌ» al Corpo di Cristo, diciamo «SÌ al Corpo
sacerdotale generato da Dio» nel seno del genere umano per la salvezza
di tutte le nazioni, poiché il Sacerdote di Dio «è corpo e sangue di
Cristo».
«Saranno
una sola carne», è scritto. E come senza il sangue il corpo non può vivere,
così senza il Corpo non può esserci vita per lo Spirito tra gli uomini.
La
Gerarchia cattolica è stata istituita da Dio per la salvezza e la conversione della
pienezza delle nazioni alla fede in Cristo. Ed è attraverso di essa che riceviamo
la gloria di diventare figli di Dio e cittadini del suo Regno.
Pertanto,
è sacro dovere di tutti i figli di Dio scendere in campo.
Mentre la Sposa rimane in Casa, poiché il dovere della Sposa è quello di “pascolare
i greggi” del suo Signore, il dovere dei figli è quello di scendere in campo e
conquistare le porte dei nemici della Verità, di coloro che, rinchiusi
in tradizioni nate dalla loro ignoranza durante i secoli di tenebre a
cui il mondo è stato condannato, questi diventano nemici, non solo del loro popolo ma
anche della loro stessa salvezza. NON è quindi con il ferro e il fuoco, ma con la
Verità di coloro che godono della gloria della libertà dell’intelligenza a
immagine e somiglianza dell’Intelligenza Divina che l’Invincibilità si fa
carne per la Discendenza chiamata alla vita prima della Nascita degli Sposi:
Cristo Gesù e la Chiesa Cattolica.
Chi
non comprende questo semplice Fatto si erge a Giudice di Dio, il quale, essendo il
Creatore di tutti, ha la Libertà di guidare la propria Creazione secondo la propria
Saggezza.
In
verità, e anticipando le reazioni, questo Saggio deve includere una storia del
Maligno, l’Omicida che per invidia del Trono del Figlio di Dio invocò la
Morte e portò nella Creazione l’Inferno delle guerre che hanno devastato il Mondo
Divino e hanno reso la Terra un cimitero a bocca aperta e con lo stomaco
pronto a divorare il genere umano. Sebbene abbia accennato all’origine di quel
figlio di Dio che scelse l’Inferno della Guerra al posto del Paradiso della Pace, di
nome Satana, l’inserimento di questa Storia di Satana in un saggio con uno scopo
più alto e bello può risultare offensivo, a causa degli avvenimenti che espone,
per tutti, sia cattolici che non cattolici. Nessuno ignora le parole di San
Pietro: «La fede, purificata nel fuoco del martirio, che si corrompe».
Corruzione profetizzata in anticipo affinché nessuno fosse colto di sorpresa
dalle sue conseguenze.
In
effetti, la storia delle Chiese è già scritta. Non perché gli uni e gli altri la
manipolino per nascondere i propri peccati, ciò che è scritto verrà cancellato. Che
fin dai tempi della barbarie si sia voluto fare della Sposa di Cristo una concubina imperiale,
solo chi non legge la storia può negarlo. Quando l’Impero
Bizantino riuscì a fare della Chiesa ortodossa greca la sua amante, Dio non
trattenne il braccio della Sua Legge, consegnando l’Impero alla distruzione e la
Chiesa ortodossa greca alla schiavitù.
La
Chiesa cattolica romana lottò con tutte le sue forze contro quella corruzione
finale che il Sacro Romano Impero germanico volle instaurare, una vittoria malvagia che
lo Spirito Santo sventò attraverso la Riforma di Gregorio VII, detta
anche Lotta delle Investiture, che i suoi detrattori protestanti
demonizzarono trasformando il Servo dello Spirito Santo in un'appendice di Satana, finché
non riuscirono infine a elevare al trono lo stesso Anticristo, con lo stesso
nome ma con un altro numero, l'VIII, nel cui trono abbiamo visto l'obiettivo che Satana
cercò quando dichiarò guerra a Dio, vale a dire, sedersi come un dio al di là
della legge e del bene e del male.
Non a
vano, Dio, aborrendo questa immagine della propria Divinità nella propria Creazione, condannò all’
Esilio Eterno colui che, un giorno prima del suo Fratricidio – poiché Adamo era il suo
fratello minore –, aveva partecipato alla pienezza della Filiazione Divina a immagine e
somiglianza della Casa dei figli di Dio.
A causa
di questo stesso Esilio e con la sua Sentenza sigillata ad eternum grazie alla Resurrezione di Gesù Cristo, una volta Liberato dalla sua Prigione di Mille
anni, si comprende che, accecato dall’Odio Infinito che, come fuoco infernale, lo
mantenne in vita, Satana venne a compiere la Scrittura profetica che Dio aveva annunciato
a tutti i suoi sacerdoti parlando loro della Semina del Maligno, la cui consumazione
sarebbe stata la divisione delle Chiese, e vedendola, investì la Sposa di suo
Figlio della manifesta indistruttibilità: «Le porte dell’Inferno non
prevarranno contro di te». Il che non toglie che la Semina abbia avuto luogo,
come si vede nella divisione delle Chiese dal 1000 al 2000.
La
storia del cristianesimo è accessibile a tutte le menti. Il sogno di
trasformare il Tempio di Cristo in una replica del Tempio di Aronne, facendo della
fede la miniera d’oro da cui estrarre ricchezze infinite, era lì. La
corruzione dei vescovi cattolici durante la seconda metà della prima
parte del secondo millennio non è una bufala.
La
storia dei Papi durante la Notte dei Vescovi richiama alla memoria di tutti ciò che alcuni
hanno cercato di nascondere con tutte le loro forze, convinti che la conoscenza di
quei fatti ci avrebbe allontanati dalla Fede Divina. Contro un simile effetto dirò ciò che
l’Apostolo: Chi ci separerà da Gesù Cristo? La conoscenza delle opere di
alcuni servi corrotti? Le smentite di vescovi che si credevano al di là del
Giudizio del loro Signore?
La
repulsione suscitata dalla visione delle corti pontificie medievali nelle
nazioni moderne fu il terreno in cui il Maligno seminò la zizzania maligna della
divisione delle Chiese. È noto a tutti che, al culmine della fine
del Medioevo, la necessità di una riforma del corpo sacerdotale di
Cristo era stata invocata a gran voce e messa a tacere con il fuoco. Il fiume delle
proteste, trattenuto dalla diga del dogma dell’infallibilità pontificia e della sua
inviolabilità divina – che lo poneva al di sopra della Legge di Cristo, ammettendo
per il Papa e la sua corte cardinalizia ciò che lo Spirito Santo aveva proibito sotto
scomunica ai re d’Europa – finì per far crollare la pazienza
cristiana, alimentata in ogni suo aspetto dall’Intervento del Maligno nella
Storia del Cristianesimo, il quale, mirando alla Distruzione dell’Umanità,
doveva prima distruggere l’Unità Universale Cristiana sul cui fondamento
spirituale era stata edificata l’Europa. Dalla Guerra dei Trent’anni alle Guerre
mondiali c’era un solo argine, e quell’argine fu abbattuto dalla Riforma.
In
altre parole, separare la liberazione da Satana, il seminatore malvagio, dalla Storia della
Chiesa durante il secondo millennio della nostra era è la trave negli occhi con
cui la Riforma ha voluto togliere alla Chiesa cattolica la pagliuzza dai propri.
Ma
passiamo ai fatti:
«Catturò
il Drago, l’Antico Serpente, che è il Diavolo, Satana, e lo gettò in
prigione per mille anni»
Apocalisse, capitolo 20, versetto 1
Davanti
a noi c’è un muro, che gli interessi degli uni e degli altri hanno
eretto e fortificato affinché nessuno veda il Diavolo dietro gli
avvenimenti che hanno oscurato i primi cinque secoli del secondo
millennio. Dal Scisma d’Oriente alla Riforma, passando per lo Scisma d’
Occidente, la cosiddetta Cattività babilonese della Chiesa, la forza all’
origine della corruzione naturale di tutti gli strati umani, temporali e
spirituali, partì dal braccio di Satana una volta liberato dalla sua Prigione Profetica.
Qui
è lecito chiedersi perché Dio abbia liberato il Nemico dell’Uomo. La risposta l’ho
data nella Storia Divina di Gesù Cristo. Ma la ripeto. Era
necessario che tutta la Casa di Dio vedesse con i propri occhi la Malvagità Irredimibile di
colui che un tempo apparteneva alla Sua Casa; poiché se avesse piegato le ginocchia davanti a Dio
chiedendo perdono e misericordia, il cuore del Padre sarebbe stato commosso.
Contrariamente a quanto ci si potesse aspettare, l’irredenzione di Satana si rivelò malvagia: egli preferì regnare nell’Inferno piuttosto che essere un semplice
cittadino nel Regno di Dio.
Se
Dio non avesse lasciato libero il Nemico del Suo Regno, si sarebbe potuto credere
che la Crudeltà avesse schiacciato in Dio la Sua Misericordia. Nulla è più infame e malvagio che
credere che il Cuore di Colui che si dice sia Amore, e che l’Amore sia Dio, sia Amore di
Padre, possa allontanare dal proprio spirito la Compassione e la Misericordia verso esseri
creati dalla polvere dell’Universo.
Poiché
Satana era libero, nel pieno delle sue facoltà mentali e intellettuali, spettava
a lui e solo a lui decidere se chiedere perdono, anche se il suo peccato
era stato terribile, oppure rimanere in uno stato di guerra eterna contro la Casa alla
quale un tempo apparteneva e nella quale aveva condiviso la gloria della libertà dei
figli di Dio. Senza quella Liberazione, la Misericordia della Giustizia Divina
sarebbe stata messa in dubbio e il Suo Amore per i Suoi figli esposto al terrore.
Mille
anni sono un tempo più che sufficiente per riflettere e cambiare di fronte alla sentenza
di esilio eterno dalla Creazione, e anche per covare l’odio nel fuoco
di un inferno che, alimentato dalla Morte, giurò di abbattersi come un diluvio letale
sulla Terra.
La
decisione spettava a Satana. E lui scelse di essere il Diavolo, il figlio della Morte, il Re
dell’Inferno.
Le
sue gesta sono scritte nella Storia del Mondo; ne parlerò più avanti,
non le toccherò in questo momento. Ci tornerò man mano che il
momento lo richiederà.
È giusto
dire ora che tutte le nazioni che condividono il Mondo
portano nelle loro anime e nelle loro menti cicatrici tremende e profonde.
Proprio come il nostro corpo è connesso alla natura dei Cieli e
della Terra, così la nostra Mente è connessa alla lunga catena di guerre che
il Genere Umano ha subito nel corso di questi ultimi seimila lunghi anni.
Pensare
che dai nostri genitori riceviamo esclusivamente il corpo è un’illusione. Da
loro ereditiamo una Mente forgiata nei fuochi di una guerra fratricida
mondiale, di proporzioni apocalittiche nell’ultimo secolo. Allo stesso modo
come quel corpo che riceviamo da loro presenta buchi neri genetici che
possono trascinarci, e di fatto trascinano molti verso una morte prematura, e
altri verso una vita difficile da sopportare, allo stesso modo la nostra mente è afflitta
da pregiudizi nazionali, vizi sociali, comportamenti perversi. Al contrario,
credere che ogni Mente sia una pagina bianca è pura fantasia.
Il
compito della nostra generazione è quello di porre fine a queste correnti maligne e di lasciare in eredità alle
generazioni future una Mente liberata dai difetti, sia fisici
che intellettuali, che abbiamo ereditato dai nostri genitori e dai
quali, grazie allo Spirito di intelligenza che ci è stato donato, rinasciamo
liberi.
NON
dobbiamo perpetuare un sistema fondato sul fratricidio e sulla rottura in
aperta ribellione contro la Legge Naturale Divina. Noi siamo «l’Uomo»; tutti noi siamo
parti di un Unico Essere, che per Opera e Grazia di Dio è stato elevato alla
pienezza della gloria della libertà dei figli di Dio a Immagine e Somiglianza
di Gesù Cristo.
Ma
chi è quel Satana, l’Antico Serpente dell’Eden, il Diavolo, il Drago
menzionato nell’Apocalisse?
ORIGINE
DEI FIGLI DI DIO «NON DI QUESTA CREAZIONE»
Per
partire con il piede giusto, dirò che dobbiamo ammettere una formale ignoranza su
chi fosse o sia detto Satana, in quanto fonte della nostra conoscenza su
colui che, dalla sua Condanna Finale da parte di Dio e del Figlio, conosciamo piuttosto come il
Diavolo. È vero che, sebbene la Bibbia non parli molto di questo Satana, un tempo
figlio di Dio, il Libro Divino contiene informazioni sufficienti per
ne identifichiamo l’esistenza e ne definiamo le caratteristiche. Dio, attraverso i suoi servitori, i
Padri della Chiesa, ha delineato la personalità di questo Soggetto Maligno che
il Signore allontanò dal suo fianco con quelle parole celebri per l’eternità:
Vade Retro Satana.
Così
quindi, sebbene fin dall’inizio la Bibbia segua la posizione del Signore Gesù, è
vero che dice abbastanza per delineare nel nostro spirito la vera
personalità di questo mostro del Male che ha portato a compimento la propria malvagità espellendosi
da solo dalla Vita Eterna. È al Libro di Giobbe che dobbiamo rivolgerci per
comprendere la natura malvagia di colui che, pur essendo un figlio di Dio, ha bandito
dal proprio Cuore il Padre Divino, scegliendo la Morte come suo vero «dio» e
l’Inferno come suo regno.
Leggendo superficialmente
la storia di Giobbe, nella propria incapacità intellettuale di comprendere le
cose di Dio, qualcuno potrebbe arrivare a credere che quel modo di trattare la
vita umana come se fosse uno straccio da cucina o una comparsa, debba
aprirci gli occhi su Dio come un despota per il quale l’uomo, il valore dell’
uomo, sta nel suo uso e godimento, e una volta consumato l’atto, come se fosse
carta straccia, viene gettato nel cestino. L’assurdità di questa interpretazione è
inutile sottolinearla; ogni ignorante parla in base alla propria incapacità
intellettuale di penetrare nel Pensiero di Dio, e nessuno può entrare nella
Mente Divina se non per mano del Pensiero di Cristo; con ciò intendo
dire che, sebbene amare il prossimo come se stessi sia una legge, questo amore non
obbliga a discutere con gli ignoranti per vocazione della profondità, dell’estensione e
della ricchezza della Verità Divina.
Vedere
per credere.
In
ogni caso, senza bisogno di muovere un passo in direzione dell’incredulità che
deriva dall’ignoranza dovuta alla disabilità intellettiva, occorre affermare il
Diritto Formale di Dio di intervenire nella Sua Creazione secondo quanto la Sua Saggezza
ritenga migliore e più benefico per il Futuro delle Sue creature. La Responsabilità
Creatrice Divina contempla l’Universo come un Regno senza Frontiere soggetto a una
Legge Onnipotente che governa il comportamento di tutti i Cittadini in accordo
alla Libertà dello Spirito Creatore che vive in tutti e si manifesta nella
creatività dell’intelligenza di tutti noi. Creati a Sua Immagine e
Somiglianza, il Sigillo della Natura Creatrice è l’origine della nostra
Civiltà. Mettere in discussione questo Diritto del Creatore equivale a praticarsi un’autolobotomia
pur di non cedere di un millimetro, quando qualsiasi creatore sul campo
può spiegare in cosa consiste quel diritto per cui solo lui e nessun altro che
lui ha il diritto universale sulla propria creazione; fintanto che essa è sotto la sua
proprietà, può fare della propria opera ciò che vuole secondo la propria volontà.
Il
caso di Giobbe rientra in questo Diritto del Creatore di intervenire nella propria Creazione
in vista di un bene universale, ovvero quello di farci conoscere il rapporto originario
tra Satana e Dio.
Quello
stesso Satana contro cui il Figlio di Dio scrisse le sue parole: «Vade Retro
Satana», è lo stesso Satana che vediamo nel libro di Giobbe avvicinarsi a Dio e
parlargli con la familiarità di un figlio verso il proprio padre.
È
lecito chiedersi: tanto dolore per un’informazione così breve?
Domanda
in realtà infondata, se consideriamo che in nessun’altra parte del Suo Libro Dio ci
parla in modo così diretto del Suo rapporto originario con Satana. Nel libro di Giobbe ci viene
presentato Satana, lo stesso Satana che Gesù mandò all’Inferno,
come un figlio di Dio, uno tra quei figli di Dio che «vedendo che
le donne degli uomini erano belle, giacquero con loro e ebbero
figli, che divennero gli eroi dei miti dell’Antichità», miti che
con il passare del tempo sarebbero diventati gli dei dei popoli del mondo nato dalla
Caduta del Regno di Adamo, artefici delle religioni sanguinose che
riempirono di guerre e sacrifici umani la Storia dell’Umanità.
Evidentemente
questo legame tra quei figli di Dio, «non di questa creazione», cioè «non
del nostro Mondo», e le mitologie e le religioni dell’Antichità, alcune delle
quali ancora presenti ai nostri giorni, è stato ignorato dagli storici della
Storia Antica dell’Umanità una volta assunto il pregiudizio anticristiano
come verità scientifica, davanti alla quale ogni «saggio secondo il mondo moderno» deve
inginocchiarsi. La lacuna così creata nella memoria del genere
umano è il buco nero in cui è sprofondato il XX secolo.
La
rilevanza delle informazioni che Dio ci trasmette nel Libro di Giobbe è fondamentale
per comprendere cosa accadde nell’Eden e chi fosse l’omicida che, servendosi del
Primo Uomo che chiamava Dio «Padre», dichiarò guerra allo Spirito Santo. Di
fatto, l’ignoranza riguardo a questa identità ci svela la causa dell’opposizione
degli ebrei alla Redenzione cristiana, poiché se avessero conosciuto quel Satana
«come figlio di Dio», avrebbero potuto comprendere la Legge e scoprire chi fosse il
Redentore, «perché – nelle parole di San Paolo – se avessero saputo chi incarnava
il Cristo Redentore, figlio di Eva, il Vendicatore del sangue di Adamo, non avrebbero mai
avrebbero mai alzato un dito contro Gesù Cristo». Ma non conoscendo né l’uno né l’altro,
per logica dovevano schierarsi dalla parte di Satana e contro Gesù; vale a dire,
allo stesso modo in cui il loro padre carnale, Adamo, cadde nella Tentazione,
a causa di una manipolazione, così anche il suo figlio, l’ebreo, cadde nella Vergogna Universale che portò
sua famiglia il fatto di essersi ribellati contro il figlio di Eva. Invece di insorgere in guerra
contro Satana, si schierarono dalla sua parte e, contro natura, uccisero il proprio
fratello, figlio di Adamo, Gesù Cristo. Ma questo, anche se gli ebrei continuano a voltare le
schiene al Fatto, è di dominio pubblico; quindi continuerò con l’argomento.
Di
fatto, sfido chiunque conosca la Bibbia dalla A alla Z a scoprire, al di fuori del libro di Giobbe, un altro passo in cui il rapporto e l’
identità originaria tra Dio e Satana siano specificati apertamente e senza complessi.
È nel libro di Giobbe, e solo in quel libro, che Dio ci presenta
il suo rapporto originario «da padre a figlio» con quel Satana, che ha scoperto in sé
il «Diavolo» e ci è stato presentato nel Vangelo come «il Maligno». E
infine Dio stesso, nell’Epilogo del suo Libro, l’Apocalisse, conclude
identificando il Serpente dell’Eden con questo Satana, il Diavolo, il Maligno, il
Drago della Storia Divina di Gesù Cristo. Identificazione apocalittica
grazie alla quale la stessa Genesi si trasfigura, e dove leggiamo «il
Serpente» leggiamo «Satana».
Trasfigurazione
finale che inquadra la Caduta in una guerra tra i figli di Dio «non di questo
mondo», i quali hanno trasformato la Terra nel loro campo di battaglia, utilizzando il
Primo Uomo, Adamo, figlio di Dio, come ascia della dichiarazione di guerra finale
contro lo Spirito Santo. Motivo per cui lo stesso Spirito Santo si incarnò nel
Figlio dell’Uomo, il Cristo.
L’
Uomo fu solo il corno da guerra che, per bocca di Satana, chiamò tutti i
suoi a scagliarsi contro lo Spirito Santo della Legge.
A causa di persone incapaci,
alcune per vergogna, altre per interessi privati, è rimasta in vigore l’
interpretazione assurda, propria di idioti intellettuali, secondo cui il
Peccato di Adamo sarebbe stato il Sesso. E questo quando poche righe prima si legge che Dio benedisse
l’uomo e la donna affinché si moltiplicassero. Prima benedice e subito dopo
maledice?
Partendo
da questa interpretazione per disabili intellettuali – disabilità alla quale
è stato condannato il mondo a seguito della trasgressione di Adamo – le teologie e le
teorie che hanno visto la luce nel corso dei secoli e dei millenni passati superano i
limiti di questo libro. Basti sottolineare che considerare il Sesso come
il Peccato Originale significa trasformare la disabilità intellettiva in una vocazione e l’
ignoranza in uno stile di vita.
O
forse esisteva un’altra forma di procreazione e riproduzione della razza umana che non
implicasse l’atto sessuale? Non è forse l’atto sessuale il modus operandi della
riproduzione di tutti i mammiferi che esistono sulla faccia della terra?
Allora,
se dove è scritto «il serpente, il più astuto di tutti gli animali»,
sostituiamo Satana, il dilemma trova la sua fine. Satana era il Serpente, perché il
Serpente era in lui.
Questo
da un lato. Dall’altro, quando Dio dice: «la più astuta di tutte le bestie», l’
Autore Divino ci rivela che Satana non era solo nella Dichiarazione di Guerra allo
Spirito Santo, presentandocelo al contempo come il Capo della Ribellione che
li condusse tutti a usare il Sangue del più giovane dei figli di Dio, Adamo, come
inchiostro con cui dichiararsi in aperta congiura, a vita o di morte, contro il Regno
di Dio; una volta che il Regno di Adamo fu consegnato alla guerra, non si poteva più tornare indietro.
È
per questo che lo Spirito Santo negli Apostoli dice: «Cristo, prototipo di
Adamo», affinché attraverso la Corona del Figlio Maggiore di Dio possiamo vedere la Corona
«che discese dal Cielo» e fece sedere sul Trono dell’Eden il più giovane dei figli di
Dio, Adamo, padre di Abramo, padre di Gesù, figlio di Maria, e che, poiché il
Regno di quest’ultimo stava per estendersi fino ai confini del mondo, allo stesso modo il
di suo padre Adamo stava iniziando il suo cammino universale quando si presentò a
intralciargli la strada quell’altro figlio di Dio, di nome Satana, con le sue bestie assassine,
congiurate per uccidere l’Uomo come mezzo per raggiungere un Fine diabolico,
maligno, infernale: tentare il Figlio di Dio con il Frutto dell’Albero Proibito: LA
GUERRA.
L’
altra opzione, interpretare letteralmente la Caduta, credere che «c’era una volta quando gli
animali parlavano», che in realtà il Tentatore fosse «un
serpente da fiaba», significa privarsi dell’intelligenza e rinunciare a essere
uomini. Quando il Figlio di Dio disse ai suoi Discepoli «siate innocenti come
colombe e astuti come serpenti», forse stava chiedendo loro di
trasformarsi in colombe e serpenti grazie a un incantesimo magico?
Ma
smettiamo di scavare in questa buca che non porta da nessuna parte.
Il
serpente dell’Eden era in Satana, e Satana era un figlio di Dio. Entrambi, Satana e
Adamo, figli dello stesso Padre Divino, era naturale che Dio prendesse a cuore
l’omicidio del suo figlio minore da parte di un altro figlio, il quale, come dice la
Scrittura, «aveva già tradito in precedenza», e lo faceva di nuovo senza alcun timore per
il Tradimento Assoluto che rappresenta l’interferire nella Creazione di Dio secondo,
non la Sua Saggezza, ma la propria volontà.
Per quanto riguarda
il fatto che Adamo fosse figlio legittimo di Dio, basta ricordare la genealogia di Gesù, figlio
di Davide, figlio di Abramo, figlio di Adamo, figlio di Dio.
Un
figlio di Dio, «non di questa creazione», «non del nostro mondo», si ribellò contro
la Volontà di Dio, tradendo Dio, suo Padre: per uccidere un altro figlio di
Dio, nato sulla Terra.
Cosa
c’è di più naturale che un altro figlio di Dio fosse chiamato a vendicare la morte del suo
fratello Adamo!
La
Legge di Dio era chiara: «Del sangue di un uomo per mano di un altro uomo
chiederò vendetta». Vediamo che la natura del crimine, in ragione del tradimento,
chiedeva vendetta. Vale a dire, il tradimento di Satana e delle sue bestie si era spinto
oltre la misericordia che è inerente alla giustizia.
Logicamente,
se per un uomo «per mano di un altro uomo», per il sangue di un figlio di Dio
«per mano di un altro figlio di Dio» la sua richiesta di vendetta sarebbe stata soddisfatta.
Essendo entrambe le cose, l’uomo e il figlio di Dio, la Vittima del Tradimento di Satana e
delle sue bestie assassine, si compì il Mistero dell’Incarnazione dell’Onnipotente Figlio di
Dio. Infatti, se il morto era figlio di Dio, il Primogenito di Dio era
fratello di Adamo.
In
fine, ho già approfondito questo tema in *La Storia Divina di Gesù Cristo*;
mi limito a rinfrescarvi la memoria. Ciò che il Traditore e i suoi alleati non
concepirono mai, sebbene Dio lo avesse già annunciato dicendo: «Compirò un’opera che,
anche se ve la raccontassi, non ci credereste», era che il Figlio Amato del Padre, la
mano destra del Creatore, «il suo Bambino», Gesù, sarebbe stato l’Eletto per il Giorno
della Vendetta di YAVÉ DIO, come dice il Profeta, contro il Drago, l’
Antico Serpente, il Diavolo, Satana: «Giorno di ira e di furore, giorno di vendetta».
Per
tutti noi «Giorno di gioia e di felicità eterna».
Discutere
la legittimità della scelta del Suo Figlio Unigenito, «Dio da Dio», per vendicare
la morte di un figlio di Dio creato dalla polvere e ucciso da un altro figlio di
Dio, anch’egli creato dalla polvere, significa negare: da un lato, il diritto di Dio di
intervenire nella Storia della sua Creazione, e dall’altro lamentarsi per la morte
della Bestia, la quale, aspettandosi un duello all’ultimo sangue contro un altro figlio di Dio
della sua stessa natura creata, si è trovata di fronte all’Onnipotente Figlio del Signore
del Cosmo, il cui Verbo è Dio.
Inoltre,
la Scelta del Suo Unigenito per incarnare il Figlio dell’Uomo ha rivestito l’intera
Creazione della Natura di questo Figlio Sacro, in cui la Sua Primogenitura
ha cessato di essere «un teatro», secondo Satana, per manifestarsi come un Fatto
Divino, causa della nostra Gioia Infinita e Fonte del nostro Amore verso
il nostro Creatore, perché grazie a quel Figlio sappiamo che, sebbene figli per
adozione, poiché il nostro Padre è proprio quel Gesù Cristo, «Dio da Dio», per
Lui diventiamo «veri figli di Dio», amati come figli, oggi e per l’
eternità.
Grazie
a Lui, «il nostro Padre che è nei cieli», la Storia Divina e la Storia
Umana sono diventate un’unica Realtà, un’unica Scienza, un’unica Vita. La
Memoria Viva di questa Unità Indistruttibile e Sempiterna ha trovato un
Corpo nella Chiesa Cattolica, sua Sposa e Madre della sua Discendenza:
Romana perché questa Adozione a titolo Divino avvenne qui sulla Terra, e
Apostolica perché la Storia stessa della Chiesa è la Vita della Sposa del
suo Signore e nostro Re, Gesù Cristo, e quindi Storia Divina.
La nostra
Madre ha pagato con lacrime di sangue il Cammino verso l’altra sponda dopo la Caduta dell’
Impero Romano; ha resistito al terremoto che ha abbattuto le fondamenta della sua
struttura; ed è rimasta in piedi, con le possenti gambe della sua Fede, di fronte agli
tsunami delle Invasioni dei Barbari. Lei e solo Lei, la Santa Madre
Chiesa Cattolica, sebbene la Discendenza del suo Sposo fosse nel suo Seno sotto
forma di Promessa, pose le fondamenta della Civiltà Europea Cristiana
che, col passare del tempo, avrebbe ricoperto con i suoi rami i confini della Terra.
Dalle
ceneri del Mondo Antico Dio fece rinascere, in Lei e per mezzo di Lei, l’Uccello della
Civiltà.
Negare
la sua Origine Divina significa negare la Divinità del suo Sposo e Signore, Gesù Cristo. Ergo,
significa negare la Veridicità della nostra Origine Spirituale, Colui che, facendosi Uomo
e prendendo una Sposa Umana, ci ha generati per essere figli di Dio, non come
coloro che vivono in prestito nella Casa di Dio, ma come coloro che hanno per Padre
Dio.
Non
è forse stata dimostrata la Divinità di Colui che si è fatto Uomo nell’
indistruttibilità della Casa che è venuto a costruire per Dio?
Secolo
dopo secolo, per due millenni quella Casa è rimasta sotto attacco da parte di ebrei,
romani, barbari, l’Islam, la Riforma, l’ateismo scientifico, il comunismo,
il socialismo, il liberalismo; guerre interne ed esterne, crisi profonde e
scismi fratricidi, ogni sorta di tempeste e diluvi, terremoti e
tsunami… nulla e nessuno è riuscito a scrivere: «Dio disse, e così non fu».
Il
suo Sposo le disse: «Le porte dell’Inferno non prevarranno contro di te». E così è
stato.
La
gloria è del Signore, poiché, come si vede nella storia del cristianesimo, i
servi di Cristo non sono stati proprio i migliori ambasciatori di quella
Divinità Manifesta. Tuttavia, chi è senza peccato scagli la
prima pietra.
LA QUESTIONE DEL CRIMINE DI CAINO,
O LA RAGIONE COME FONTE DI INTERPRETAZIONE DELLA PAROLA DI
Ciò
che sappiamo lo sappiamo per mezzo dello Spirito Santo nella Chiesa. Nel corso dei
secoli lo Spirito, effuso nei suoi servitori, e partendo dalla Dottrina di
Cristo, ci ha condotto alla Conoscenza di chi è Dio, in quanto Padre e in
quanto Creatore. Da San Paolo a San Tommaso il pensiero cristiano ci
ha tramandato una Saggezza immacolata, incorruttibile, perfetta in ogni sua parte;
indipendentemente dal comportamento dei servi della nostra Santa Madre
Chiesa, questa Saggezza permane per l’eternità. A questo proposito è giusto
confessare che nessuno può aggiungere o togliere nulla alla Dottrina dello Spirito
Santo senza cadere in un terribile abisso.
Fin
dall’inizio della sua esistenza la Chiesa ha combattuto ogni tentativo di
adattare la Verità Divina alla mentalità dei secoli; quando ciò avvenne, le sue
conseguenze furono guerre fratricide. Ma questa è Storia del
Cristianesimo e non intendo arrestare lo svolgimento di questo libro, per non perdere il
filo del racconto ormai giunto a questo punto.
Evidentemente
il futuro del genere umano sulla Terra è stato condannato
a causa dell’adesione della prima umanità alla ribellione di Satana e delle sue bestie
omicide, «non di questa creazione» secondo le parole degli Apostoli, «non del nostro
mondo» secondo le nostre parole. Tuttavia, anche nel suo Giudizio per il Peccato
abbiamo avuto lo Spirito Santo come Avvocato a difendere la Causa dell’Essere Umano. La sua
argomentazione: l’Ignoranza del Primo Uomo riguardo alla Scienza del bene e del male
fu il tallone d’Achille contro cui il vero nemico del Regno di Dio
lanciò la freccia del suo tradimento, trovò nella Giustizia Divina un orecchio aperto
alla Verità.
E così
potente era la fede dello Spirito Santo nell’innocenza dell’uomo che non esitò a
offrire il proprio sangue come testimonianza vivente davanti al Giudice Divino. Così, poiché
c’era ignoranza, ci fu redenzione.
Lo
sappiamo bene, questa è la pappa teologica con cui lo stesso Spirito Santo
ha nutrito la Sposa del Signore. La Scrittura fu convalidata dal sangue dell’
Avvocato Divino, il cui Spirito si posò sugli Apostoli, i quali, amando il loro
Fratello in Dio, seguirono il suo Esempio, mettendo il proprio sangue al servizio della
Testimonianza di Cristo Gesù, il Figlio dell’Uomo. E il fatto è che Dio Padre, pur nella sua
ira contro la Bestia, non poteva dimenticare che Adamo era una creatura nella sua
infanzia ontologica, preservata dalla saggezza che deriva dall’esperienza dell’
Albero Proibito. Il Nemico dello Spirito Santo ha usato questa innocenza per conficcargli
nel petto la lancia del suo tradimento verso Dio.
Quello
che cercava la Bestia lo sappiamo già: cercava la trasformazione del Regno di
Dio in una Corte di dei al di là del Bene e del Male.
Fu
contro questa idea malvagia che Dio inflisse la pena di morte, equivalente all’esilio
eterno dalla sua Creazione, a ogni essere che avesse continuato a percorrere quella via. La
porta era stata chiusa; chiunque l’avesse aperta, chiunque fosse,
avrebbe firmato contro se stesso la pena prevista per quel delitto.
Dalla
risposta del Figlio di Dio al traditore «Vade retro Satana», e da questa
risposta sappiamo che l’invidia che consumava quella Bestia aveva la sua origine nella
follia della Creatura di volersi porre su un piano di uguaglianza, in materia di
potere, con il proprio Creatore. E dalla Dottrina di Gesù Cristo, ereditata dalla sua Sposa,
la Chiesa, sappiamo che l’unico Rapporto di Uguaglianza possibile che esiste tra
il Creatore e la sua Creazione si fonda sull’Amore. Per questo lo Spirito Santo dice
«Dio è Amore». In questo Amore del Creatore per la sua Creazione, Dio diventa Fratello e
Padre, Re e Sposo. Al di fuori di questo Legame Onnipotente ed Eterno, stabilire
un rapporto con Dio basato sul Potere è Follia, e chi vi si attarda senza
voler affidare la propria anima alla Saggezza conduce la propria esistenza verso l’Abisso.
Insisterò
su questo Principio: l’Amore di Dio per la Vita ha segnato l’Origine della Rivoluzione
che ha aperto a Dio la Porta della Creazione. Ed è di questo Amore che si dice
«Dio è Amore». Di conseguenza, ogni passo al di fuori di questo Cammino è
inizio di follia.
Il
caso di Caino e Abele ci insegna una lezione indimenticabile in questo ambito del
nostro Rapporto con il nostro Creatore.
Caino
interpretò la Parola di Dio riguardo al figlio di Eva, sua madre, secondo la ragione
umana. Era lui o suo fratello Abele colui in cui Dio avrebbe riposto il Martello della
Vendetta con cui l’erede di Adamo avrebbe schiacciato la testa del Serpente
Maligno, e grazie alla sua Vittoria avrebbe riconquistato il Trono Perduto.
Ma
Dio, secondo la «sola ragione» di Caino, aveva rivolto lo sguardo ad Abele. Era lui o
suo fratello; se voleva essere il prescelto per vendicare suo padre, bandito dal suo
regno, e riprendere il suo scettro, doveva uccidere suo fratello Abele. Pensando a questo, Caino volle
mettere Dio alle corde. E sebbene Dio cercasse di correggerlo, egli continuò
a fare di testa sua: una volta ucciso Abele, Dio non avrebbe avuto altra scelta per vendicare la morte di
Adamo se non quella di uccidere l’assassino del proprio fratello.
Caino
interpretò la Parola di Dio basandosi esclusivamente sulla «sua sola ragione».
Dimenticando
che Dio non è un uomo, interpretando con la «sua chiara ragione» la Parola
Divina nella sua ignoranza, Caino si mise sullo stesso piano di potere di Dio, si rendeva
uguale a Dio costringendolo a scegliere lui, Caino,
una volta che Abele fosse morto.
Sfidare
Dio a una guerra all’ultimo sangue, mediante il tradimento, è ciò che fece Satana.
Satana pretese di mettersi su un piano di parità con il Signore e Creatore del Nuovo
Cosmo! La sua follia era assoluta.
Ma
se nel caso di Caino, come in quello di suo padre Adamo, l’ignoranza era reale, in
quello di Satana e delle sue bestie malvagie non c’era né ignoranza né innocenza. Credevano
davvero di poter sfidare il Signore dell’Infinito e dell’
Eternità: YAHVÉ DIO, Padre di Gesù Cristo, e di mettere in ginocchio lo Spirito Santo
.
Lo
Spirito Santo che vive nel Padre raccolse l’Ignoranza di Adamo per la
Redenzione e la Vendetta per la Tragedia del Genere Umano nel Giudizio contro il
Serpente, Satana, il Drago, il Maligno, il Diavolo, la Bestia.
Poi
osserviamo che quel comportamento di Caino, nel voler interpretare la Parola
del Creatore del Nuovo Cosmo e Padre della Vita, come se si trattasse di un suo pari
a cui si rivolgeva, cioè partendo dalla sola Ragione e con essa, fu l’eredità che i
figli di Abramo ereditarono a causa del peccato del loro padre Adamo, e che alla fine li
portò a comportarsi come Caino contro il Nuovo Abele, Gesù, figlio di Davide, figlio di Abramo,
figlio di Adamo , figlio di Dio.
Questo
comportamento razionale anticristiano non scomparve dal mondo con la
Nascita della Chiesa, di cui già prima di nascere si dichiarava Re dei
Cieli e della Terra: il SUO Sposo.
Al
contrario, ai tempi degli stessi Apostoli la Parola del Figlio di Dio fu
interpretata, più e più volte, alla luce della Ragione Umana, e Arrio, cadendo nello
stesso errore di Caino, si abbandonò al fratricidio contro il suo fratello cattolico. Lo
Spirito Santo difese la sua Dottrina rafforzando la Chiesa, fino a darle
la Vittoria nel Concilio di Nicea, stabilendo così la Natura del
Dogma come limite del Pensiero, la linea rossa tra l’Uomo e Dio,
tra il Creatore e la sua Creazione.
Come
ho già detto in precedenza, Dio ha fissato questi limiti profetizzando contro coloro che avessero usato la propria
Ragione, chiara o sola, illuminata o oscura, per interpretare la Parola Divina.
Dio
non si interpreta, Dio si rivela.
Da
Arrio a Lutero e Calvino, passando per i Cerulari bizantini, i Caino che si proclamarono in guerra
contro il Dogma dello Spirito Santo riempiono le pagine della Storia del
Cristianesimo, poiché se non avessero versato sangue le loro storie apparterrebbero
alla Storia del Pensiero Ecclesiastico; dal momento in cui si
sono dichiarati a favore della morte dei Cattolici, loro fratelli di nascita, le loro Guerre
appartengono alla Storia del Cristianesimo.
«Fate
ciò che vi dicono, ma non fate ciò che fanno» non è un consiglio, è
parola di vita eterna. Infatti l’obbedienza di tutto il Creato è soggetta a
Dio, e solo a Dio, in modo tale che coloro che si frappongono tra Dio e i suoi
figli, tra il Re e il suo Popolo Universale per imporre la propria volontà su di loro:
si condannano da soli davanti a Dio, ed Egli li giudicherà secondo la sua
Potenza. O come dice l’Apostolo, parlando a nome dello Spirito Santo in tutti,
«Nulla né nessuno può separarci dall’Amore di Dio».
In
definitiva, la Parola di Dio non si interpreta, ma si incarna nella sua Creazione. E
provenendo da Dio, rimane in Dio, per mezzo dello Spirito di Gesù Cristo che vive nell’
Uomo. Ma chi rifiuta la Rivelazione dello Spirito Santo nella Chiesa,
pur essendo la Dottrina del suo Sposo la sua Eredità eterna, e sottopone la Parola Divina
all’Interpretazione della propria Ragione, riducendo Dio a carne e polvere, costoro non
provengono da Dio. Hanno commesso il peccato di Caino, volendo sfidare Dio,
mettendosi alla pari del Creatore e costringendo il Signore e Dio dell’Infinito e dell’
Eternità a fare la volontà dell’uomo. E questo male è l’origine del male nel
mondo nato dalla Caduta.
La
Chiesa non interpreta la Parola di Dio. Essa è l’Incarnazione della
Rivelazione lasciata in eredità all’Umanità dal suo Sposo e
Signore. La carne è umana, ma lo spirito è Divino. La carne si corrompe,
ma lo Spirito permane in Essa per l’Eternità.
Questi
sono i Fatti. La Storia degli Apostoli non è una storia delle loro
parole, ma delle loro Azioni. Essi non crearono una Nuova Religione. Non
crearono un Nuovo Tempio secondo ciò che, nelle loro menti, credevano dovesse essere
il Tempio di Dio. Chi costruiva la Casa di Dio tra gli uomini era il suo
Figlio; essi lavoravano al suo servizio, e il loro compito era seminare la Parola di
Dio secondo la Dottrina del suo Figlio. Una volta compiuta la loro opera, lo Spirito
Santo avrebbe dimorato nella Casa della sua Sposa, proteggendone le porte dall’
inferno delle guerre che la Morte e il Diavolo avrebbero scatenato contro di Lei durante
i due millenni a venire.
La
Vita della Sposa di Cristo non consisteva né consiste nell’interpretare la Parola di
Dio, ma nel difendere la sua Natura Divina e trasmetterla nella purezza della sua
Santità. Contro coloro che, seguendo Caino, cercano di interpretarla secondo la propria Ragione,
Dio chiuse il Suo Libro dicendo:
«Contro
coloro che aggiungano o tolgano parole a questo Libro, ricadranno su di loro le piaghe descritte in questo
Libro».
Eppure
la Storia del Cristianesimo è piena di Caini,
tutti «riformatori», tutti quanti in Guerra Santa contro la Sposa del
Signore. E questo dimenticando la Legge Onnipotente contro la quale si è scontrato
Satana e le sue bestie: «Non mangiare, o morirai».
Il
frutto dell’albero proibito è la guerra. E tra queste, la più abominevole agli
occhi di Dio è la guerra santa, poiché in essa Caino usa il Nome di Dio per
benedire l’omicidio di Abele, suo fratello.
Fin
qui la questione del crimine di Caino.
La
questione dell’inviolabilità del potere, rivendicata dai figli di Dio, non di
questa creazione, non del nostro mondo, in virtù della loro filiazione, che esige da Dio
Padre l’elevazione dei propri figli alla condizione di dei, secondo l’immagine
intellettuale che essi si erano forgiati su ciò che dovrebbe essere il Potere di tali
esseri; a questa richiesta di tali figli, guidati da Satana, Dio Padre rispose
elevando la Legge alla sua Natura Divina: La Legge è Dio.
La
Legge ha la sua Origine nell’Essere Creatore stesso e partecipa alla Pienezza della sua
Natura. L’Onnipotenza e il Potere Assoluto di Dio si integrano nella Legge, non
come un trasferimento di qualcosa che non possiede da qualcosa che possiede tale Potere Assoluto e Onnipotenza.
Niente
di tutto ciò. La Parola di Dio è Legge,
la
Parola di Dio è il Verbo, il Verbo è Dio; ergo: la Legge è Dio.
Dicendo
Dio Padre: «Chi mangia (del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male,
cioè, fa la guerra contro i propri fratelli), morirà», Dio Padre ha pronunciato la pena
di morte contro chiunque, senza eccezioni, violi la Legge.
Condannando
a morte ogni figlio di Dio che creda di essere, in virtù della sua filiazione, al di là della
Legge, Dio stabilisce la Pace Universale del suo Regno sulla base eterna di una
Giustizia che non può ammettere, non ammette né ammetterà mai, per l’eternità,
l’esistenza al di fuori di questa Legge.
«Tutti
voi siete dei» (in virtù della Sua Paternità Creatrice), dice Dio a tutti i Suoi
figli, «ma morirete come qualsiasi altro principe».
Dicendo
questo, Dio sottopone la «Divinità» dei suoi figli alla Legge della Pace Universale,
naturale alla Fraternità tra tutti i Cittadini del suo Regno.
La
Legge non fa distinzioni tra i figli. Dal più piccolo al più grande, dal
Cittadino più umile della Creazione di Dio fino allo stesso Primogenito che
siede alla Sua destra, la Legge si erge come un sole di giustizia la cui luce
diffonde la Gloria della Libertà Divina sulla pienezza delle nazioni del
Suo Regno.
La
pace non è un intermezzo tra due stati di guerra, ma lo stato naturale del
Regno di Dio. Questo Stato Divino non si basa su una teoria del potere, adattabile
ai tempi e alla crescita dell’intelligenza dei popoli. Questo Stato
si fonda e si sostiene sulla Parola del Creatore del Cosmo. La Sua Parola è Legge.
Quella Legge traccia i confini del Cammino del Suo Regno nell’Eternità, gli apre
orizzonti verso l’Infinito e crea una Crescita senza limiti alla luce della Pace che
il Suo Spirito genera.
Dio
è Creatore. Non crea per poi, un attimo dopo, distruggere la propria opera. La sua
Opera è l’Albero della Vita dei Mondi, creati per godere di quella Vita
Eterna che è naturale per Dio e soprannaturale per tutti gli esseri. Un’
Opera di questa natura, che fa dell’Albero della Vita un Regno di Mondi in
costante crescita, e di mondi creati in universi distinti nello Spazio e
nel Tempo, non è una Creazione che possa essere concepita lasciando all’improvvisazione
i fondamenti del proprio Stato. Il Frutto dell’Albero della Vita nel Cosmo
diventa un Regno, il cui Re è Dio stesso, il quale, in quanto Creatore e Padre,
stabilisce un Codice di Leggi di Valore Universale: a cui devono,
indipendentemente dalla loro Origine nello Spazio e nel Tempo e dalla condizione
sociale di ciascun individuo in questo Regno, obbedienza tutti i Cittadini della
Creazione.
In
termini concreti diciamo che dal primogenito di Dio fino al figlio più
piccolo del Creatore, tutti i cittadini del Suo Regno viviamo ed esistiamo per la
Legge, cosicché se la Legge non fosse fondata sul Verbo Divino e la sua
origine fosse una concezione temporale adattabile ai tempi: la nostra
esistenza non potrebbe realizzarsi nel seno della Libertà naturale stabilita dal
Creatore per tutta la Sua Creazione. È a Lui e solo a Lui che
spetta stabilire i Fondamenti di questa Giustizia Universale, grazie al cui
Spirito tutti i popoli, indipendentemente dalle nostre origini nello
Spazio e nel Tempo, esistiamo.
Il
Verbo è la Parola di Dio, la Parola di Dio è Dio. «Dio dice e così
si compie», è il nutrimento vitale con cui il Creatore ci nutre. La Parola di Dio
è Legge per l’intero Cosmo. Nella sua Infinità e nella sua Eternità, il Cosmo ha
nella Parola del Suo Creatore la propria Legge. Dal punto di vista intellettuale è follia credere
che noi, esseri creati dal corpo di questo Cosmo, possiamo esistere al di fuori del Verbo.
Per questo la Chiesa riceve il Dogma come Eredità nel Testamento del suo
Sposo. In questo ambito l’Intelligenza non ha voce in capitolo.
«Il
Verbo è Dio, e il Verbo si è fatto carne» non sono parole lanciate al vento,
carne per i lupi.
Dio
dice: «Sia la Luce», e la Luce si fa; Dio dice: «Lazzaro, alzati», e Lazzaro si
alza.
Qualsiasi
atteggiamento di dubbio sulla natura di questo Verbo equivale a negare Dio e a gettarsi
nell’abisso della distruzione, come accadde a Gerusalemme. Abisso in cui si
lanciarono quei figli di Dio che, pur avendo davanti la Legge: «Chi mangerà del
frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, morirà», credettero e pensarono
di poter sfidare la Sentenza e trovare un modo per aggirare la Legge.
In parole povere: credettero di poter mettere in ginocchio il Verbo di Dio, pur
sapendo che il Verbo è Dio.
Quel
voler porsi al di là della Legge Universale che su tutti i popoli
diffonde la Luce della Pace del Re Dio e apre davanti a tutti noi la
via verso la gloria, in quanto figli di Dio, di una Libertà Meravigliosa; quell’
atto malvagio e folle ha permeato la natura del Potere tra gli uomini,
tanto che, per godere di quel Potere Satanico per cui alcuni uomini si credono
al di là della Legge e hanno nelle loro mani il Potere sulla Vita e sulla Morte degli
altri; questa follia malvagia è diventata naturale nei popoli sorti dalla
Caduta del Regno di Adamo. La loro malattia li portò dalla corona alla condizione di
dei. Essere re significava essere un dio.
La
Storia dell’Antichità è scritta. Gli dei delle mitologie antiche
erano gli uomini che elevarono le loro corone alla condizione di dei a
immagine e somiglianza di Satana. Dio creò l’Uomo e tutti i suoi figli non del nostro
mondo, a immagine e somiglianza del suo Figlio Primogenito, Gesù.
Satana
ha introdotto un’immagine malvagia, che ha trasformato i re della Terra in veri e propri
demoni per tutti gli uomini.
La
storia di Abramo non è incerta. Quando Nammu, figlio di Ur, indossò la sua corona
di divinità, la ribellione delle casate patriarcali che liberarono la terra
di Ur dagli invasori Gutis cercò l’alleanza con la casata patriarcale di Noè per
portare a compimento la caduta della Terza Dinastia di Ur. La forza militare della casata di
Abramo la vediamo all’opera mentre sconfigge i re delle città-stato
vicine. Ma Dio non permette ad Abramo di accettare la corona che gli viene
offerta; il tempo del «figlio di Eva» non era ancora giunto. La casata di Set aveva
imparato dalla morte di Abele per mano di Caino che la Vendetta e la Redenzione erano una
stella che brillava molto in alto nel futuro. Senza voltarsi indietro e senza curarsi se fosse
stato definito codardo o traditore dagli altri patriarchi di Ur, Abramo proseguì il suo
cammino.
Detto
questo, la domanda sembra ovvia: la Legge riguarda anche il Primogenito di
Dio? Perché dalla nostra Santa Madre Chiesa sappiamo che questo Primogenito è
Unigenito, ed essendo Egli il Modello rivelato dal Padre alla Creazione, leggiamo che
siamo creati a Sua immagine e somiglianza, includendo in questo Atto Creatore
tutti i figli di Dio, di questa creazione e non di questa creazione, sebbene tra i suoi
simili nessuno sia suo pari. Siamo creati a immagine e somiglianza del
Primogenito di Dio per essere figli di Dio, ma il Primogenito è Unigenito:
«Dio vero da Dio vero, non creato, generato nella stessa Natura
non creata del Padre». Siamo dei, ma moriremo tutti come qualsiasi essere
creato; ma colui che è Dio da Dio e la cui Parola è il Verbo, costui non può
morire. Pertanto, la domanda torna al punto di partenza: la Legge della Pena
di Morte contro la trasgressione della Legge contro la Conoscenza del bene e del male
include questo Figlio Onnipotente e Onnisciente, generato da Dio stesso, non creato,
dalla sua stessa Natura non creata?
Abbiamo già
visto che Adamo, e in lui l’intero genere umano, siamo stati una pedina in una guerra
contro lo Spirito Santo che aveva già scritto Due Guerre prima della creazione
del nostro mondo. E sappiamo che la Tentazione aveva come vero obiettivo quello di tentare
questo Unigenito con il frutto dell’albero maledetto. Dio avrebbe mantenuto la Sua Legge se
colui che nella Guerra trovava un frutto appetibile fosse stato il Suo «Figlio»?
La
Legge abolisce ogni immunità, ogni impunità, ogni inviolabilità. La Legge stabilisce
che tutti gli esseri sono responsabili dei propri pensieri, parole e
opere e sono chiamati a renderne conto davanti a una Giustizia
incorruttibile, onnipotente e imperitura che assoggetta ogni essere alla sua Legge.
Satana
e i suoi fratelli malvagi vollero abolire questa Legge e scelsero di vivere in
un esilio eterno dalla Creazione piuttosto che in un Regno governato da una Corona
incorruttibile e incorruttibile, il cui Capo è il primo a inginocchiarsi davanti al
Verbo di Dio. Spinti dal suo Potere, i re dei popoli rivendicarono per
sé questo status malvagio. Era logico e naturale che la ribellione diventasse
perpetua tra gli antichi popoli e che i ribelli, una volta al potere,
rivendicassero per sé la Legge che con il fuoco e il ferro avevano abolito.
LA
LISTA REALE SUMERA ci apre gli occhi sulle lotte delle città-stato
mesopotamiche tra Adamo e Noè per il Regno delle Quattro Regioni, tra le cui
dinastie si passava il Bastone dell’Impero senza arrivare da nessuna parte; il ribelle
contro il tiranno diventava il prossimo tiranno contro cui ribellarsi. Così fino a
quando la degenerazione del comportamento umano sotto la reggenza di Satana divenne
insopportabile a Dio. Il Diluvio seppellì nel fango il mondo nato dalla
Caduta.
Ma
poiché la capra torna sempre al monte, non appena i popoli superarono lo spavento e le
generazioni dimenticarono l’incubo vissuto dai loro padri, la Storia
cominciò a ripetersi. Avere il Potere è l’obiettivo, e poiché chi ha il Potere
fa la Legge; rivestirsi di divinità, ovvero rivestirsi di immunità e
inviolabilità, a immagine e somiglianza di Satana, tornò ad essere il pane infernale di
ogni giorno che i re fecero ingoiare ai popoli fino alla Venuta di Cristo.
La
risposta dell’Unigenito e Primogenito di Dio alla tentazione fu attesa da
tutta la creazione con il cuore in gola. Da tutta la creazione: sì, ma
da Dio e dai suoi profeti: no.
Per
opera e grazia dello Spirito Santo, lo stesso Verbo si fece Uomo. Se grazie all’
Incarnazione abbiamo appreso che lo Spirito del Padre è lo Spirito del Figlio, grazie alla
Risurrezione sappiamo che l’adorazione del Figlio per la Saggezza del Padre è eterna
e infinita, e che è in questa Saggezza, non nel Potere Assoluto di un Dio
tiranno e mostruoso, a immagine di ciò che Satana voleva imporre al Creatore stesso,
che la Legge ha la sua Origine.
L’
Onnipotente Figlio Unigenito e Primogenito di Dio depose la sua Corona ai piedi del
Trono del Padre e si dichiarò umile cittadino del Suo Regno, come ogni figlio
di Dio: soggetto alla Legge, nel cui Spirito tutti noi abbiamo la Vita.
Non è
necessario sottolineare il grido di vittoria che risuonò nel Mondo Divino: «Tutta la
gloria, tutto il potere, tutta la maestà all’Agnello di Dio».
Così
quindi, l’Immagine e la Somiglianza secondo cui fummo creati e dalla quale fummo
allontanati dal Peccato, ricevendo al suo posto un idolo mostruoso a immagine e
somiglianza del mostro che Satana portava, quell’Immagine si fece Uomo. La
Chiesa, sua Sposa, ha ereditato il Dogma e la Legge, quella Legge per cui ogni essere è
responsabile delle proprie azioni, e in virtù della quale l’inviolabilità, l’immunità e
l’impunità dei re e dei poteri civili denunciano i loro protagonisti come
disabili intellettuali, i quali, a causa della loro incapacità, vengono dichiarati esenti da
ogni responsabilità per le loro azioni.
Prima
nel caso di Sant’Ambrogio contro Teodosio il Grande e poi durante la lotta
tra Enrico IV e Gregorio VII abbiamo visto come quella meravigliosa eredità si sia mantenuta
salda fino a quando la Riforma non fece propria la difesa di Satana ed elevò i
re protestanti alla condizione dei re dell’antichità, rivestendoli della
condizione di divinità condannate da Dio all’esilio eterno dalla Sua creazione.
La Riforma ha ricreato, a nostra conoscenza, il malvagio fratricidio di Caino
contro Abele; tanto più perversa è la ribellione dei riformatori contro la Legge
universale di Dio, in quanto Caino non conosceva Cristo, mentre loro sì.
In
quanto capi delle chiese, i re protestanti furono adorati come
dei a immagine e somiglianza di Satana.
La
Legge Universale Divina, per la quale tutte le creature sono uguali dinanzi a una
Giustizia Immacolata, fu calpestata dalla Riforma Protestante. Schiacciata e
bandita dal comportamento dei Poteri Nazionali, civili e monarchici,
da Enrico VIII a Luigi XIV, il male divenne sempre più endemico. I re
renderono le loro Corti partecipi del loro potere malvagio. Così, quando
arrivò la democrazia, il potere adottò come proprio status quo la condizione di
inviolabilità dei re.
Tale
è l’eredità del XXI secolo. Le immunità parlamentari e le
inviolabilità dei poteri statali costituiscono il nucleo germinale di una
corruzione pandemica che inevitabilmente trascinerà le nazioni alla guerra
civile. Dove un tempo c’era un re, oggi centinaia di teste indossano la corona.
Giungiamo quindi
al punto fondamentale, la pietra angolare su cui è
edificato il Tempio Cristiano, ovvero la Libertà a immagine e somiglianza di
Dio. Infatti, osserviamo che il Giudizio di Dio contro Adamo non fu lo stesso
di quello contro Satana. La stessa giustizia umana distingue tra l’autore
intellettuale del reato e il braccio esecutore dell’atto criminoso. Quando la
giustizia constata che si è verificata una manipolazione del braccio esecutore del
reato a causa della sua ignoranza sulla natura dell’azione criminosa
consumato e delle conseguenze che derivano dalla sua azione punitiva, il giudice
considera tale ignoranza come motivo di beneficio a suo favore; beneficio
penitenziale per l’ignorante in ragione della sua innocenza nell’origine della
concezione del reato che è stato costretto a commettere senza conoscenza
della causa dell’intenzione finale perseguita dall’atto delittuoso, vale a dire la
natura malvagia dell’effetto perseguito; beneficio che subordina la sua condanna per la
trasgressione a un’effettiva redenzione penale, di cui il Cielo e la Terra sono
testimoni nel caso di Adamo e del genere umano. Beneficio redentore, tuttavia,
di cui è privato l’autore intellettuale del reato consumato, e che va ad
aggiungersi alla pena dovuta per l’atto: la gravità intrinseca della manipolazione,
con intento criminale, di un innocente, spinto a compiere un atto criminale
nell’ignoranza della vera natura malvagia dell’atto a cui è stato
spinto.
Poiché
Satana ricorse alla menzogna, ovvero che l’atto da compiere avesse un inizio e una
fine, nel caso di Adamo, di natura divina, facendo così credere a detto autore
intellettuale, ovvero al braccio esecutore, nella bontà dell’azione; in questo modo, poiché
si è avvalso dell’innocenza dell’uomo, per il quale la Parola è Legge, da un
lato, e della sua ignoranza riguardo alla natura, in questo caso della conoscenza del
Bene e del Male, mantenendo l’autore intellettuale dell’atto criminale in silenzio sulla
natura dell’inizio e della fine immanenti al delitto, il Giudice, mentre l’
Braccio Esecutore gli ha aperto la porta della Redenzione, quello stesso Giudice, nella sua
Giustizia Incorruttibile e Onnipotente, vale a dire che non può essere elusa né
paralizzata, venduta né comprata, ha fatto ricadere sull’Autore Intellettuale Maligno
tutto il peso della Gloria della Legge, che essendo Dio, come è stato
stabilito nei capitoli precedenti, emette la sentenza senza alcuna via di
redenzione.
Infatti,
come sappiamo e come lo Spirito Santo nella Chiesa ci ha insegnato, e con la sua
Dottrina siamo cresciuti, affinché la Giustizia invochi la Redenzione del
Trasgressore è necessario che l’Ignoranza sulla Natura del Delitto sia
slegata da qualsiasi possibilità di Dubbio sull’Innocenza Partecipativa nella
Concezione dello stesso.
In
sintesi, questo è il discorso che l’Avvocato che Gesù Cristo ha donato al genere
umano ha pronunciato davanti all’intera Casa di Dio. Discorso Divino che,
richiedendo una Prova Vivente di Veridicità sulla sua Sostanza Argomentativa,
spinse i Discepoli, i nostri Divini Apostoli, a percorrere la Via verso la
Testimonianza di Sangue, che chiamiamo Martirio, e per la quale il Tribunale
Onnipotente e Incorruttibile di Dio fu mosso alla Misericordia. Perché, in
effetti, grazie al Sangue della Prima Generazione Cattolica Romana, guidata dai
figli di Dio della Casa di Abramo, il Tribunale Divino dispiegò tutta la
Gloria della sua Misericordia e la Grazia della sua Benedizione Onnipotente sull’
Argomento sancito dal Sangue dei Fondatori della Chiesa Cattolica Apostolica
, vale a dire che se Adamo e, in lui, il genere umano avessero conosciuto la
natura maligna della Parola del Tentatore prima che, come Abele, ponesse la propria testa
ai piedi di Caino, piuttosto che ribellarsi contro lo Spirito Santo del Padre della Vita
nell’Universo e Signore del Cosmo: YAHVÉ Dio, Padre di GESÙ CRISTO.
È
per questo che il Giudice Divino, nel caso di Satana, un tempo figlio di Dio, in ragione
della sua piena consapevolezza della natura e della gravità del suo reato, concepito
da lui dall’inizio alla fine, non applica in nessun momento alcuna attenuante a suo
favore, poiché se nel primo caso egli concepisce un male, punito dalla Legge, nel
secondo si avvale dell’ignoranza di un’altra persona per commettere il delitto,
confidando che, una volta lanciata la pietra da un’altra mano, non sarà riconosciuto il braccio
dell’autore intellettuale del crimine commesso.
Vale
a dire che, nel caso di Cristo contro Satana, il Giudice Divino vide in Satana una perfetta
consapevolezza di causa ed effetto riguardo alla natura del reato, nell’esercizio delle
sue piene facoltà intellettuali e mentali, concepito contro la Legge stessa,
cioè contro Dio.
La
conclusione, stabilita in CRISTO RAÚL CONTRO L’ANTICRISTO, sostiene che la
Libertà a immagine e somiglianza di Dio nell’autore intellettuale della Caduta fosse
assoluta.
Se nella
Caduta del nostro Mondo nell’Inferno della Guerra Civile Mondiale, che
sopportiamo da tanti millenni, ci fosse stata una predestinazione alla maniera
luterano-calvinista, la Creazione a immagine e somiglianza dell’essere del Creatore
sarebbe una chimera, e l’intera Bibbia si rivelerebbe una farsa colossale:
farsa che renderebbe ogni credente un criminale e lo stesso Dio un mostro
Creatore che vive la propria eternità a costo di divorare mondi; un Creatore mostruoso
davanti al quale solo un codardo e un terrorista si inginocchierebbero;
un Creatore malvagio in cui la rivelazione apostolica: «DIO È AMORE», si rivelerebbe
una gigantesca farsa cosmica.
Così
quindi, se con il suo Sangue il Figlio di Dio ci ha rivelato l’Innocenza di YAVÉ DIO, suo
Padre, nel Concetto della Caduta, e il suo Rifiuto, in Abominazione eterna,
nei confronti della struttura della Predestinazione luterano-calvinista, con il suo Sangue l’
Avvocato Divino, disceso dal Padre e dal Figlio, ha esposto dinanzi al Tribunale
della Casa di Dio: sia l’Innocenza di Adamo nel Concetto del Delitto,
sia l’Ignoranza del nostro Mondo riguardo alla Causa della Caduta e al suo Effetto
Drammatico, raccolto dallo stesso Redentore dalla sua Croce: «Perché mi hai
abbandonato, o Dio mio?»
Si
vede, quindi, che la Santità della Dottrina della nostra Santa Madre, la Chiesa
Cattolica, considera dottrina errata l’antidogma delle Chiese ortodosse
nate dalla desolazione della Chiesa imperiale bizantina, in quanto negano che lo
Spirito Santo discenda dal Padre e dal Figlio; affermando ciò si nega la
veridicità divina del Figlio, il quale, essendo il Verbo, cioè la Parola di Dio
incarnata, in unità divina con il Padre, promise ai suoi discepoli che se
LUI non se ne fosse andato, lo Spirito Santo non sarebbe disceso su di LORO, ma che se LUI se ne fosse andato, LUI
avrebbe mandato loro il Consolatore, il cui Discorso Divino a favore del genere umano sarebbe stato
esposto davanti al Tribunale di Dio; Discorso che, sostenuto dal Sangue,
avrebbe esteso sulla pienezza delle nazioni la Salvezza di YAVÉ DIO, padre
di ogni creatura.
Poiché
la Chiesa ortodossa bizantina negò questa Verità Onnipotente, secondo cui se il FIGLIO
fosse rimasto, l’Avvocato non sarebbe disceso sui Discepoli,
elevandoli per Opera e Grazia dello Spirito Santo che scese su di LORO, per mezzo del
Figlio, alla Divinità Naturale di Dio Figlio, e poiché continuò a negare che lo
Spirito Santo fosse comunque venuto nel Mondo senza la Necessità della
Venuta del Figlio, la Chiesa ortodossa bizantina fu abbattuta dal Padre
Divino.
Perché
chi nega che lo Spirito Santo sia indipendente dal Figlio e discenda solo
dal Padre, nega che il Figlio si sia fatto Uomo per opera e grazia dello Spirito
Santo.
Lo
Spirito Santo era nel Figlio, per questo Dio dice di lui: «Quando videro la
stella, la adorarono».
Negando
che lo Spirito Santo discendesse e discenda dal Padre e dal Figlio, si nega lo
Spirito Santo che, aprendo la bocca della Divina Sposa di Cristo, confessò
davanti all’Eternità: «Generato dalla stessa Natura del Padre, non
creato, Dio vero da Dio vero... Amen».
Negando,
quindi, che lo Spirito Santo discenda dal Figlio, si afferma che, senza il Figlio,
comunque, l’Uomo avrebbe raggiunto, senza bisogno del SUO Discorso, la
Grazia di Dio per tutto il Genere Umano. Affermazione maligna che ha condotto, per
il suo protrarsi nel tempo, Bisanzio e il suo impero alla distruzione e alle
chiese nate dalla sua Caduta alla schiavitù sotto il giogo islamico.
Affermando
che lo Spirito Santo non proviene dal Figlio, si nega la dottrina di Cristo stesso,
quando dice: «Chi vede me vede il Padre»; e «IO e il Padre siamo una sola
Cosa»: ergo, un solo Dio. E questa Unità secondo il Dogma rivelato dallo Spirito
Santo: Tre Persone, un solo vero Dio. Nelle parole di Dio,
prendendo ad esempio l’uomo e la donna: due persone, una sola carne. Ciò
significa: due Persone Divine, il Padre e il Figlio, ma un solo Spirito, lo
Spirito Santo. E questo Spirito è colui che si è fatto Uomo, ha ricevuto un Nome,
Cristo, e diventando Capo della Chiesa, sua Sposa, Ella stessa è diventata
partecipe della Divinità del suo Sposo e Signore, come si vede dagli Atti:
Indistruttibile nonostante gli attacchi dei secoli, Invincibile contro tutti
coloro che hanno tentato di abbattere le sue porte, e gravida di vita divina, alla
stregua di Sara, di una Discendenza, investita della Gloria della Libertà dei
figli di Dio, nata per conquistare le porte dei suoi nemici.
Quando,
pertanto, il mondo protestante dichiarò Capo delle chiese nazionali i propri
re, contro Dio, che diede all’Albero della Vita delle chiese come Capo
Divino il proprio Figlio; contro Dio, Padre e Figlio, io dico: aborrirono Cristo e si
dichiararono a favore dell’Anticristo. Non vi è giustificazione per un simile delitto.
Infatti,
se per orrore verso il Corpo Sacerdotale di Cristo, sprofondato nel Sonno della Notte
dei Vescovi, la Protesta si fosse rivolta contro i servi e non contro
la Sposa, insistendo, anche a costo del sangue, sulla
necessità della conversione dei Vescovi alla dottrina delle opere di Cristo,
il delitto della decapitazione dei corpi ecclesiastici nazionali e l’
elevazione alla condizione divina di Cristo, Capo universale del Corpo delle
Chiese, dei re locali, il delitto di anticristianesimo, vale a dire,
consegnare ai servi del Maligno le corone delle nazioni cristiane, non
si sarebbe consumato. Ma dal momento in cui proclamarono capi delle
Chiese nazionali i propri re, commisero davanti a Dio il delitto di ribellione
contro la Corona di Suo Figlio e, di conseguenza, si consegnarono all’Anticristo come
re sotto l’impero del Maligno, davanti al quale, contro Cristo, piegarono le ginocchia
in cambio dell’Impero.
Ora
bene, chi è senza peccato scagli la prima pietra. Lo Spirito di
Gesù è lo spirito della profezia. È ciò che è stato scritto secoli prima
della sua Nascita da Mosè: «Dopo di me verrà un Profeta più grande di
me, chi non lo ascolterà sarà cancellato dal Popolo di YAVÉ DIO». Di ciò è
testimone la distruzione del popolo ebraico da parte dei romani.
Conoscendo
la natura divina di Gesù, credere che le sue profezie sulla semina del
Maligno, sulla liberazione del Diavolo, sul futuro della Chiesa e dei suoi servitori, i
Vescovi, fossero parole di uomo e non bisognasse darvi maggiore importanza, fu il
terreno in cui il seme del Maligno trovò terreno fertile, e la sua zizzania di
divisione delle chiese si realizzò.
I
vescovi, addormentati nella fede riguardo all’indistruttibilità della Sposa di Cristo,
e gli altri mossi dallo spirito delle tenebre che nella notte cercava
servi per compiere la sua semina malvagia, e per logica doveva nascondere il suo
vero volto sotto l’abito di un monaco, sia gli uni che gli altri
condussero il mondo cristiano alla Guerra Civile dei Trent’Anni, lasciando in eredità all’
Età Moderna un odio anticristiano le cui fiamme non si sarebbero spente finché
non avessero trascinato le nazioni nelle guerre del XX secolo.
Ripeto,
chi è senza peccato scagli la prima PIETRA.
La
Rivelazione Divina, allora, disse: «Facciamo l’Uomo a nostra immagine e a
nostra somiglianza»; al di fuori di questo Discorso dell’Avvocato Divino, che per Amore verso l’
Uomo discese dal Padre e dal Figlio sulla Casa di Cristo, sarebbe una
gigantesca menzogna. E in quella farsa Dio si rivelerebbe come il vero autore
intellettuale della Caduta, quel «dio nascosto e malvagio» di Lutero e Calvino, il quale,
rivestendo la sua creazione con l’apparenza della Libertà, al momento degli Atti la sua
creatura, apparentemente creata a sua immagine e somiglianza, non saremmo altro che una
macchina programmata per compiere un’azione scritta dal nostro Creatore affinché
fosse compiuta prima ancora della nostra stessa creazione.
Giudicando
Dio a partire da questa premessa protestante, il dio occulto luterano si toglierebbe la
maschera e rivelerebbe sul proprio volto le sembianze del Maligno.
La
Libertà a immagine e somiglianza della Libertà Divina implica la conoscenza
perfetta della natura dell’atto da compiere, qualunque essa sia.
Vediamo
negli “Atti degli Apostoli” che, prima di prendere la decisione di proseguire l’
Opera del proprio Divino Maestro, il Creatore stesso fa piovere sotto forma di Fuoco la
Conoscenza Piena e Perfetta di cui godeva il Signore stesso, e sulla base della
Libertà che deriva dalla Verità prese la decisione di salire sulla Croce. Senza questa
Verità Piena e Perfetta, di cui il Maestro godeva, i suoi Discepoli non
avrebbero potuto godere della sua stessa «Libertà di scegliere, nella pienezza delle
facoltà intellettuali e mentali di cui godeva il Figlio di Dio,
nato da Dio, se seguirlo sulla Croce o voltargli le spalle».
La
Chiesa ha conservato la Parola del suo Sposo a questo riguardo parlando della
Pentecoste, cioè del giorno in cui lo Spirito di Gesù, spirito di
Saggezza, sarebbe venuto ai suoi Discepoli, e grazie a Lui avrebbero compreso i fondamenti
divini della sua Decisione.
Dio
e suo Figlio fecero quella Promessa e la adempirono, consapevoli che, una volta
aperta la Porta alla loro Saggezza, gli Apostoli avrebbero seguito la Via dello Spirito
Santo fatto Uomo.
Senza
questa perfetta Conoscenza del Figlio di Dio, la scelta non sarebbe stata possibile
«a immagine e somiglianza» del loro Maestro.
Così
, tanto più gloriosa fu la Decisione dei Discepoli in quanto,
conoscendo i Fondamenti della Saggezza di Cristo, e pur avendo visto in
Gesù dove li avrebbe condotti seguire la sua Via, non appena lo Spirito Santo entrò in
loro, riversando per Opera Divina nelle loro Menti e Intelligenze il Pensiero
del Signore, non solo non dubitarono, ma non tardarono ad aprire la Porta e
a cominciare a chiamare tutti alla vita eterna nel Nome di Gesù.
Credere
che abbiano fatto ciò che fecero senza una perfetta conoscenza del Figlio di Dio, e
spinti dallo Spirito del Pensiero di Cristo abbiano fatto ciò che fecero,
scegliendo tra seguirlo o rifiutarlo, e credere che abbiano fatto ciò che fecero non
come una decisione personale, ma trascinati da una forza superiore che li
li conduceva alla Croce senza avere consapevolezza del perché il loro Signore, essendo il
Figlio Onnipotente che aprendo la bocca disse «Sia la Luce», affidò nelle mani del suo
Padre Eterno il proprio Spirito: questo significa negare il Dio che disse «Facciamo l’uomo a
nostra immagine e a nostra somiglianza», cioè un figlio di Dio, e allo stesso tempo significa
accusare il Creatore di essere un mostro che ha nascosto il suo vero volto e ha ingannato
la sua Creazione con quelle parole, «a nostra immagine e somiglianza», mentre in realtà
ciò che fece fu creare animali programmati per compiere un’azione di fronte alla
quale non avevano il potere di approvare o rifiutare, e della cui natura non
avevano conoscenza per quanto riguarda le conseguenze e la natura stessa.
È questa
irrazionalità malvagia che Satana ha messo nella mano di Calvino, quando parlava
di «predestinazione dall’eternità», e nella bocca di Lutero, quando parlava
«del Dio nascosto».
Nulla
è più lontano dalla Verità. Le Lettere degli Apostoli sono l’Affermazione
Perfetta della Libertà che la Conoscenza della Verità aprì davanti a
loro. «Nulla né nessuno poteva allontanarli dall’Amore di Cristo». E questo Amore si
basava sulla Conoscenza Perfetta dello Spirito di Intelligenza di Gesù, il
Primogenito di tutti i figli di Dio.
Ma,
in definitiva, questa Saggezza è la Dottrina della Chiesa Cattolica sin dalla sua
nascita a Roma fino ai giorni nostri.
IO,
tornando al Giudizio su Satana e Adamo, e assumendo la veridicità della Parola
Divina: «Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza», comprendo
che l’autorialità intellettuale del Maligno fosse assoluta e che egli fosse nel pieno possesso e godimento
delle sue facoltà mentali, perfetto conoscitore della natura e delle
conseguenze del suo atto, che agli occhi di Dio sarebbe stato un tradimento della sua
volontà, e come tale tradimento gli sarebbe stato imputato il suo crimine, essendo stato creato «a immagine
e somiglianza dei figli di Dio»: Satana si assunse la responsabilità della sua azione con tutte le
conseguenze.
La
Legge era chiara e onnipotente: «Se mangerai, morirai». Trascinando Adamo alla
Trasgressione, Satana sapeva che la Pena sarebbe ricaduta sul suo capo. E, proprio come
gli aveva giurato Dio: «Il figlio di Eva ti schiaccerà il capo», così avvenne.
Dio
dice, e così avviene. Il Verbo è la Parola di Dio, la Parola di Dio è
Dio.
Il
Giudizio Divino contro il Traditore della Volontà del Creatore era inappellabile, fu
rivelato nella Scrittura dal Padre, e il Figlio lo suggellò con il suo Sangue.
Ora
bene, nel caso di Adamo il Giudice Divino constatò l’ignoranza riguardo alla natura del
reato, poiché egli non conosceva la malvagità di colui che, spacciandosi per un
messaggero del Dio degli dei, gli annunciava che grazie alla trasgressione sarebbe diventato
un dio a immagine e somiglianza degli dei. Sulla base di tale ignoranza riguardo
alla natura malvagia del Messaggio, il Giudice Divino, pur amministrando secondo
la Legge, emise contro Adamo una condanna alla prigionia sotto la Legge della Morte, il cui
tempo sarebbe giunto al termine una volta che il Vendicatore di Adamo si fosse levato come Redentore dell’
umanità.
Ma
l’apertura della Porta della Gloria della Libertà dei figli di Dio, a
immagine e somiglianza di Cristo, che i Fratelli di Gesù vissero nello Spirito
Santo, rimaneva sigillata fino alla Nascita della Discendenza dello stesso
Cristo. Ecco perché San Paolo scriveva al futuro riguardo a questa Discendenza alla
quale, nel suo Testamento, il Testatore lasciò in eredità la Promessa di Invincibilità
annunciata da Dio prima della Nascita del «Nostro Padre che è nei
Cieli»: «La tua Discendenza si impadronirà delle porte dei suoi nemici».
Lo
scopo di tutto ciò è che la Libertà risiede nella Piena Verità del Pensiero di Gesù Cristo,
e questa Libertà che proviene dalla Verità è quella che permette a ogni uomo di prendere la
Decisione di voler vivere eternamente o di rifiutare la vita eterna e preferire
«ritornare alla polvere». È infatti evidente che, essendo stati creati a immagine e somiglianza del Suo Figlio,
la Libertà è sacra, e Dio non può violarla in quanto Creatore, né
privare della Libertà la Sua Creazione al fine di creare animali predestinati,
cioè programmati, privandoci del potere decisionale e costringendoci così
«irrazionalmente» a vivere in eterno. Questo atto mostruoso di predestinazione
annullerebbe la Parola della Creazione a immagine di Dio; il che ci porta a quanto
detto prima: la Bibbia sarebbe una farsa, Dio non sarebbe la Verità, e la Creazione
sarebbe un circo diretto da un dio che nasconde il proprio volto dietro parole prive di
sostanza.
Al
contrario, la Libertà è sacra: decidere di voler vivere in eterno o scegliere
di morire ed essere come la polvere che il vento spinge verso il mare, questa è una
decisione personale che ogni uomo deve prendere.
Poiché
Dio non poteva impedire a Satana di interferire con la Sua Volontà se non attraverso
la Legge, affinché, per il timore della Legge, egli stesso correggesse il proprio pensiero,
allo stesso modo Dio non può obbligare l’uomo a scegliere tra la vita eterna e la
morte e privarlo della possibilità di optare per «la Morte», violando la sua natura
«divina».
Ma
poiché fino ad oggi è regnato il silenzio sulla Saggezza dello Spirito
Santo in Cristo, è naturale che Dio, in quanto Padre, desideri che la Verità Divina di
Gesù sia conosciuta universalmente, nella speranza che, attraverso la Conoscenza
della Verità noi uomini prendiamo la Decisione di partecipare alla Vita Eterna del
suo Creatore come Cittadini del Regno di suo Figlio.
È
per questo che è stata scritta la STORIA DIVINA DI GESÙ CRISTO e Dio ha reso
nota la sua Volontà Unificatrice Presente, affinché, per Amore della Verità
e della Vita dei nostri simili, tutti noi partecipiamo, per Amore verso tutti, alla
Decisione di tutti: essere Cittadini del Regno Eterno del Figlio di Dio.
Infatti,
la Libertà di scegliere e di prendere una Decisione di questa Natura può provenire solo
dalla Verità. E credendo che, proprio come i Discepoli, non appena conobbero la
Verità del loro Maestro, aprirono la Porta della Vita a tutti, così anche noi, figli di
Dio, crediamo che nella Verità risieda la Libertà e che, adempiendosi la Parola
di Vita: «Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza», ovvero:
figlio di Dio, senza violare la Volontà di nessuno, ogni uomo abbraccerà la
Risposta che lo stesso Figlio di Dio ha abbracciato: Sì alla Vita eterna nel Regno di
Dio, paradiso di Pace e Giustizia, di Libertà e Gioia, di Intelligenza e
Saggezza, di Felicità e di Amore per Dio, Padre di tutti.
Da
tutto ciò, una volta letto quanto esposto, si comprende che la Libertà non è un
atto gratuito estraneo all’intelligenza, all’immagine e alla somiglianza Divina
incarnata in Gesù Cristo. Senza la conoscenza della Verità Divina, in quanto Divina:
eterna, non può avvenire l’esercizio delle facoltà mentali nella pienezza di
sviluppo necessaria per la determinazione personale su cui si basa una
scelta, qualsiasi scelta, in questo caso la Scelta di vivere l’Eternità in
un Regno Universale in cui il suo Re e Dio vivono nello stesso Spirito. Voler
vivere nel Regno del Creatore è una Scelta Personale frutto della Conoscenza
Perfetta della Verità che vive in Dio, Padre e Figlio. L’Eternità e l’
Infinito appartengono al Dio che ha rivoluzionato l’Esistenza del Cosmo
non creato, creando nel Suo Corpo un Universo in cui l’Albero della Vita dei
Mondi ha la sua Origine, essendo il Frutto di questo Albero: la Vita a immagine e
somiglianza della Vita del suo Creatore, vale a dire, per vivere l’Immortalità a
immagine e somiglianza dell’Immortalità Divina.
Rivestita
in questo modo dell’Indistruttibilità propria del suo Creatore, la Vita creata nell’
Universo da LUI, YAVÉ DIO, grazie a questa Partecipazione alla Vita Divina di
tutti i Mondi creati nel seno del SUO Universo, tutti gli esseri condividiamo
uno stesso Mondo il cui Governo Universale appartiene direttamente a LUI, YAVÉ
DIO, Creatore di questo Universo. Si capisce, e se non si riesce a comprendere, si
credi che un Mondo, quel Mondo da cui venne Gesù, e al quale tornò come
Gesù Cristo, l’Amministrazione dei Poteri dei Popoli nati in diverse
parti dell’Universo e in epoche diverse, con le proprie civiltà, non
potrebbero coesistere eternamente senza una Legge Universale da cui derivino i
Doveri e i Diritti di tutti i Cittadini di un simile Regno Divino.
Una realtà che implica la necessità di un’Intelligenza Universale, comune a tutti,
radicata nella Verità che Dio vive; poiché se è vero che ciascuno può
inventarsi la verità che vuole e imporla con il fuoco e la frusta su
coloro che non possono o non vogliono accettare quella verità personale, il fatto è che
Dio non solo ha la Sua, ma vive la Sua Verità.
E questa
Verità si è fatta Uomo, e ha vissuto come Uomo in anticipo sui tempi. I principi
di questa Verità Divina sono stati comunicati a tutti gli uomini per opera e
grazia dello Spirito Santo che vive nella Chiesa, vale a dire: che Dio è Padre,
che questo Padre ha un Figlio nato dal suo stesso Essere Increato, che questo Figlio è
vero Dio da vero Dio, che Dio ha configurato il Suo Mondo come un
Regno Universale, e ha fatto sedere sul Trono di questo Regno Universale il Suo Figlio,
di nome Gesù, lo stesso Gesù che è venuto e si è fatto Uomo per mostrarci la
Verità che vive in Dio, suo Padre, e in Lui, suo Figlio.
E questa
Verità è che Dio è il Creatore di tutte le cose e Padre di tutti i
Popoli che vivono nel Suo Regno. E come Padre ama tutte le Sue creature, e le
ama al punto da elevarle alla natura di colui che è la Sua Famiglia, il Suo Figlio
Amato, Gesù, il Suo Unigenito, che per questo Amore diventa il Primogenito dei
figli di Dio. È di questo Gesù che il Padre dice: TU sei Dio, e l’intera
Casa di Dio dice: Dio vero da Dio vero, in cui YAVÉ DIO,
Signore di Mosè, Amico di Abramo e Padre di Adamo; questo stesso Gesù sulla cui
testa il nostro mondo ha posto una corona di spine, su quella stessa Testa ha posto
YAVÉ DIO, SUO Padre, la Corona del Signore Onnipotente, propria del Creatore
Divino, sull’intera sua Creazione Vivente, e sedendolo alla sua Destra sul Trono
del Re Universale, ha dichiarato ogni Creatura soggetta alla Cittadinanza del suo Regno,
Regno di Giustizia e Pace, governato dalla Verità che vive nel Dio dell’
Eternità e dell’Infinito, Padre di questo Figlio la cui Vita è il battito del Suo
Cuore e la luce dei Suoi occhi.
Dio,
nel Suo Amore per la Vita della Sua Creazione, ci ha presentato il Suo Figlio Amato, in cui
vive lo Spirito del Padre Suo, affinché, vedendolo, toccandolo e ascoltandolo, tutti
gli uomini possano liberarsi dal potere della Paura di vivere l’Eternità come Cittadini
del Suo Regno, Regno d’Amore e di Libertà, Regno di Fraternità e di
Creatività, Regno, in definitiva, dello Spirito Santo, quello Spirito che si è fatto
uomo, e come uomo ci ha chiamati tutti a non avere paura della sfida della Vita
Eterna, poiché ciò che è accaduto sulla Terra non accadrà mai più per
l’Eternità nell’Universo.
Infatti,
dopo la Caduta, c’era una domanda nell’aria, ovvero: il
Figlio di Dio avrebbe ceduto alla Tentazione e, trovando il frutto della Conoscenza del bene e
del male, la Guerra, degno della sua Divinità, avrebbe difeso la sua Coltivazione nel Paradiso
di Dio, suo Padre, come eredità della Casa dei figli di Dio, benedicendo,
con la sua adesione, la trasformazione della Casa dei figli di Dio in un Olimpo
di esseri tutti al di là del bene e del male?
La
risposta di questo Figlio, nelle cui mani era stato
affidato il futuro dell’intera Creazione, a quella domanda del Maligno, fu data dallo stesso Figlio dalla Croce,
dicendo: «Padre mio, nelle tue mani affido il mio Spirito».
Vale
a dire: meglio morire che vivere in un mondo soggetto alla Legge della Scienza del
bene e del male, in cui la creazione, indifesa di fronte alla Morte, vede
trasformarsi il Paradiso che ne fu l’Origine in un Inferno senza fine.
Dio
conosceva perfettamente suo Figlio, ed essendo Essere del suo Essere, sapeva con certezza
divina che la risposta di suo Figlio a quella domanda sarebbe stata la risposta che lo
stesso Dio, suo Padre, aveva fatto conoscere dalla sua Bocca: «Maledetto chiunque mangi del
frutto dell’albero proibito: la Guerra».
Ma
come dice lo Spirito Santo: Dio volle perfezionare il proprio Figlio facendogli vivere
nella carne dell’Uomo la legge dell’inferno ai cui piedi fu gettato l’essere umano.
Non perché l’Amore del Figlio verso la Sua Creazione non fosse perfetto, ma affinché
la Verità amata dalla Conoscenza fosse sigillata per l’Eternità con la
Saggezza che deriva dall’esperienza vissuta nella propria carne.
L’
indifesa della Creazione, vissuta dal Genere Umano e sperimentata nel proprio
essere fino alle sue ultime conseguenze, la Croce che deriva dall’ingiustizia
del Potere e dalla Paura della Morte, ha impresso nell’Unigenito di Dio l’Abominio
che il Padre suo prova contro l’integrazione nel Suo Universo della Legge della Morte.
Fu
sul capo di questo Figlio, nelle cui mani era il futuro dell’intera Creazione,
che Dio depose la sua corona e lo insediò come Signore del suo Regno in qualità
di Giudice Universale, eterno, onnipotente e onnisciente. «Tutta la gloria e tutto il
potere all’Agnello di Dio» fu l’esclamazione dell’intera Casa di YAVÉ DIO.
La
sfida della vita eterna in un universo soggetto a un Creatore la cui personalità
potesse cambiare, ricorrendo al dubbio cartesiano,
o togliendosi una maschera per indossarne una opposta il giorno dopo, secondo la
Riforma luterana, trasformando colui che oggi è Dio Amore nel Dio Maligno di
domani secondo Calvino; questo dilemma è stato risolto nella Persona di Gesù Cristo:
Dio è Spirito e Dio è Santo; ergo, lo Spirito Santo è Dio.
L’
Amore all’origine della creazione della vita a sua immagine e somiglianza permane in
Dio in quanto Dio. Ed essendo Dio, in quanto Dio questo Amore
è Dio. E poiché, in quanto Dio, Dio è indistruttibile ed eterno,
l’Amore del Creatore per la sua Creazione si riveste della Divinità Naturale del
Creatore per vivere in eterno nel Cuore di Dio.
Il SUO
Regno è il SUO Paradiso, la SUA Casa, il SUO Mondo, il SUO Cielo, il SUO Universo. I SUOI Cittadini
siamo i SUOI figli, il SUO Popolo, il Frutto dell’Albero della SUA Vita, la Casa del SUO FIGLIO
AMATO.
Il
futuro di questo Regno è stato protetto e reso immune da Dio, Padre e Figlio,
generando nell’Uomo Cristo, lo Spirito Santo fatto carne, DIO CON
NOI.
In
effetti, lo spirito di libertà del Creatore e il bisogno del Creato di
avere Dio sempre con noi, ha trovato nella Casa dei Fratelli di
Cristo quel Dio con noi in cui il Padre e il Figlio vivono, e si siedono
loro intorno per amministrare e governare il Suo Regno nella pienezza della potenza di
Dio, a immagine e somiglianza del Signore Gesù stesso.
NON
c’è paura, non c’è dubbio, non c’è altro che il timore di perdere questo Amore di Dio, un timore
sacro, che alcuni figli di Dio hanno scacciato dai loro cuori nella loro MALVAGITÀ
volendo contrapporre il Padre al Creatore, dimenticando così che entrambi sono la
stessa Persona. Per Amore Dio dà tutto, fino a esporre il proprio Figlio alla
Passione del suo Cristo, ma la Sua risposta al disprezzo della Legge della Pace del Suo
Regno è l’Inferno.
Ciascuno
deve scegliere se vivere nel Paradiso del Creatore dell’Universo, in
eterna espansione attraverso i campi infiniti del Suo Mondo, come cittadino del Regno
di Suo Figlio, soggetto a diritti e doveri, vivendo alla Luce della Verità Divina
e della Sua Legge di Libertà senza limiti nel seno della Fraternità Universale; oppure, al
contrario, scegliere di combattere questo Regno qui sulla Terra.
NON
c’è via di mezzo. O con il Regno del Figlio di Dio o contro una Corona fondata
sulla Verità, la Giustizia e la Pace.
La
decisione è personale, e tuttavia il dovere di tutti i figli di Dio è quello di
abbattere tutte le porte dietro le quali i poteri di questo mondo,
fondati sull’incapacità di Caino di comprendere il Pensiero di Dio,
impediscono a tutti gli uomini di conoscere la Verità Divina e di avere la libertà di
fare da sé la propria scelta, a favore della quale Gesù Cristo credeva che
conoscendola tutti gli uomini avrebbero adorato il loro Dio e Padre, fede che la
Chiesa ha ereditato dallo Spirito Santo degli Apostoli e che è giunta fino a noi,
discendenza spirituale di Cristo, per combattere le tenebre e risvegliare in
tutti gli uomini l’amore per la Verità Divina.
CRYS/9/2022CORINTO, GRECIA
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