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IL PORTICO ITALIANO

 

 

LA STORIA DIVINA DI GESÙ CRISTO

LIBRO QUINTO

DOTTRINA DELLO SPIRITO SANTO

 

EFESI:

VIAGGIO NEL CUORE DELLO SPIRITO SANTO

 

 

Dio non ha voluto abbandonare la sua Creazione nelle grinfie della Morte. Al contrario, vivendo nel sofferto di vedere la sua Creazione esposta alle fiamme dell’Inferno della Guerra, con il Cuore sconvolto dallo spettacolo della Tragedia del Genere Umano, Dio non esitò a donarci come Eroe e Campione della nostra Causa il Suo Figlio Onnipotente, Colui in cui il Suo Cuore trova la propria Vita e Felicità.

Per non vedere la Sua Creazione sotto le ruote dell’Inferno, Dio Padre non poteva in alcun modo permettere che il duello all’ultimo sangue tra il figlio dell’Uomo e il figlio dell’Inferno avesse un altro Vincitore che Gesù Cristo, il Figlio del Suo Cuore, per il quale il Suo Essere intero vive, e in cui Dio vive in Verità. Questo Gesù Cristo è il Figlio in cui Dio ha ritrovato la Gioia che aveva perduto nei campi dell’Infinito e dell’ Eternità. Per mezzo di questo Gesù Cristo siamo stati salvati e chiamati alla vita eterna. Per quello stesso Gesù Cristo non siamo più schiavi della carne nel Timore della Morte. Anche nella carne siamo eterni per mezzo dello Spirito del Campione che Dio ci ha suscitato per schiacciare la testa al Principe delle Tenebre. Nella sua Risurrezione risorgiamo tutti noi che lo amiamo. Infatti chi ama il Figlio di Dio non muore, ma vive per sempre. La sua Vittoria sulla Morte è la nostra Vittoria.  Come potremmo allora lasciarci tentare dalle favole dei saggi e degli schiavi della Morte che vogliono negarci ciò che il nostro Spirito vede con gli occhi di Gesù Cristo: la Porta della Vita eterna! Questa Porta è lo stesso Gesù Cristo. Chi lo ama la attraversa liberamente, chiude gli occhi a questo mondo e li apre alla Vita Eterna. Egli è il Verbo, e il Verbo è Dio. Non credere nella sua Parola significa negare Dio. Quando Satana mise in dubbio la Verità Divina del Figlio di Dio, negò la Verità Divina di suo Padre: Creatore dell’Universo, del Cosmo e delle Tenebre che circondano il Creato.

San Paolo, al pari dei suoi fratelli nello Spirito di Cristo, sebbene nella carne, visse la Vita Eterna a immagine e somiglianza del Figlio di Dio fatto uomo: per mezzo dello Spirito erano «dei», e come tali, perfettamente consapevoli che la Parola di Dio: compresero che era per loro che Dio scrisse: «Voi siete dei, ma morirete come chiunque tra i principi».

Consapevoli del loro destino, che Gesù Cristo mostrò loro nella propria persona, liberi dalla paura della morte e desiderosi di varcare la Porta della Resurrezione, nessuno di loro esitò a fare ciò che, in quanto figli di Dio, dovevano fare. Grazie a loro il genere umano ebbe un futuro.

Ma non solo il genere umano rimase intrappolato sotto le ruote della Morte a causa del tradimento da parte della casata dei figli di Dio che, unendosi a Satana, si allearono per costringere il Signore del Cosmo a benedire la trasformazione del loro Impero in un Olimpo di dei al di là del Bene e del Male. Chiamati a partecipare alla creazione dell’Uomo a immagine e somiglianza dei figli di Dio, quei «figli ribelli» «non di questa creazione» si allearono per allontanarsi dall’ obbedienza dovuta al Creatore di tutti e dichiarare guerra al suo Spirito Santo, attraverso la morte dell’Uomo.

Di fronte a questo Tradimento Dio comprese che la sua Creazione chiedeva a gran voce una Rivoluzione Universale che ponesse fine per sempre all’esposizione del suo Regno alla Morte.

 Il dilemma era profondo. Ogni volta che Dio lasciava sola la sua Creazione, i suoi figli ribelli si dichiaravano in guerra. Dio non poteva lasciare sola la Sua Casa, né poteva diventare schiavo della Sua Creazione. Così, nel Suo Amore per la Vita, decise nella Sua Saggezza di incarnare il Suo Spirito Santo affinché, diventando Carne, tutta la Sua Creazione potesse dire a cuore aperto: «Dio è con noi».

Questo è il Mistero di Cristo. Tanto più bello e benedetto per tutti gli uomini poiché lo Spirito Santo si è fatto uomo, e diventando Cristo Gesù il Capo degli Apostoli, Dio ha elevato al Suo Trono Divino la Casa dei Fratelli di Suo Figlio, i quali, essendo in Lui un unico Essere, governano il Suo Regno nella Pienezza di coloro che partecipano in tutto all’incorruttibilità e alla perfezione dell’amore di Dio verso la sua Creazione e della Creazione verso il suo Creatore.

Questo è il Mistero della Salvezza Universale. Lo Spirito Santo si è fatto Uomo e, senza perdere la sua Origine, è stato elevato alla condizione della Divinità del Signore Gesù, in cui vive e da cui riceve ogni gloria e potenza, oltre a ogni Giustizia e Saggezza. È Dio in Cristo che scrive, che parla, che si muove, che vive. Per questo si dice «San Paolo», «San Pietro», «San Giovanni», «San Matteo», «San Filippo»… Poiché il Corpo partecipa della Natura del suo Capo, e se il Capo è Santo, come potrebbe non esserlo il suo Corpo!

Gloria a chiunque ami Dio nel Mistero dell’Incarnazione; ma abisso insormontabile per chiunque voglia penetrare nel Mistero di Dio fatto uomo contando sulle forze della «sola ragione umana», negando così la necessità di Cristo, vale a dire, della Chiesa che Gesù ha fondato sulla Terra per l’adorazione di Dio.

Nessuno può comprendere Dio se Dio non gli apre la Porta del Suo Essere. La Ragione Umana è un istinto animale, e ciò che è animale non può comprendere lo Spirito di Dio, come si vede nel regno animale. Pretendere di comprendere la Parola di Dio a partire dalla «sola Ragione» significa dichiararsi Animale e negare lo Spirito.

Questa Verità è Eterna. Ma molti, seguendo la via di Satana, hanno scelto di tracciarsi una strada propria e hanno preferito il Tradimento di chi vuole usare l’Amore del Creatore per la sua Creazione per costringere Dio a inginocchiarsi davanti ai propri servi. Questa è follia infinita: volere che il Creatore compia la Volontà dei Suoi figli, anziché siano questi ultimi a compiere la Volontà di Dio.

Gli Apostoli, una sola cosa con lo Spirito Santo, in cui vivono e in cui hanno la loro esistenza, hanno partecipato alla Saggezza di Dio in modo perfetto e pieno. Cristo Gesù e i Suoi fratelli in Dio sono un Unico Essere, un’Unica realtà, lo Stesso Dio: «Lo Spirito Santo, Dio con noi». Questa è la Creazione di Dio che, giunta la pienezza dei tempi, si è compiuta. Lo Spirito Santo di Dio, che vive nel Padre e nel Figlio, e in questo Spirito vivono il Padre e il Figlio, si è fatto Uomo, si è incarnato e vive nella Creazione affinché la Creazione non si senta mai «abbandonata»!

Il Creatore ha dato un Corpo all’Amore di Dio per la Vita!

Non poteva essere altrimenti. Dio ha respinto l’idea di un Impero governato da una Casata di re, tutti al di là del bene e del male, per i quali la Legge è un capriccio e la Guerra è un gioco degli dei. Dio non poteva né voleva permettere una simile trasformazione maligna della sua Creazione in un Inferno governato dai demoni.

Contro questa Visione maligna Dio generò nella sua Creazione una Casata, la Casata di Gesù Cristo, tutti uniti a Lui in un unico Spirito, lo Spirito Santo di Dio, e tutti i figli di Dio, sia del Cielo che della Terra, ricevendo da Lui la Gloria e la Maestà di Colui che governa l’Universo.

Ma San Paolo e San Pietro e i Suoi fratelli nello Spirito Santo erano sulla Terra. Sapevano come sarebbe stata la loro Partenza da questo Mondo. Dio era in Loro, e partecipavano alla Sua Saggezza senza alcuna restrizione. Non è il Potere che li ha resi, e li rende, Grandi; ciò che li rende Unici davanti a Dio è l’Amore per il Suo Figlio. Amore che si è dimostrato invincibile e, pur vedendo la loro Partenza da questo Mondo attraverso la Porta della Resurrezione: come Colonne fondate sulla Roccia, sono rimasti saldi.

Erano Pastori di uomini con una Missione: condurre i Greggi del Signore al Macello. «C’è la Morte. C’è la Resurrezione». Non bisogna avere Paura. Non bisogna tremare. Il Pastore Divino è sceso dal Cielo affinché tutti sulla Terra rimangano saldi. È Dio che apre la Porta. «Dio è la Porta». Se fosse stato un uomo, che orrore! Ma è il Figlio di Dio che per primo ha varcato quella Porta per far scomparire la Paura, la Confusione, il Dubbio. Anzi, la Porta della Resurrezione è Gesù stesso.

La missione dei Costruttori della Chiesa Apostolica Universale era, e continua ad essere, l’opera di coloro che, per quanto infuri la tempesta, tremi la terra e il sole picchi senza tregua, devono continuare a lavorare senza prestare attenzione agli elementi.

Il Vincitore sopporta il peso degli elementi, ma non si nasconde da essi né rinuncia al proprio lavoro. Stretta e lunga è la via che conduce alla vita, ma è Dio che guida, quindi vai avanti: se cadi, rialzati; se provi dolore, calmati; se sanguini, riposa. La vittoria è tua, Dio è il Signore del Tempo. Dio è fedele alla sua Parola. La sua Parola è Dio.

Parla San Paolo.

 

1

«Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, ai santi e fedeli di Gesù Cristo in Efeso: la grazia e la pace siano con voi da parte di Dio, nostro Padre, e del Signore Gesù Cristo».

 

Nessuno, quindi, viene da Dio se non attraverso Gesù Cristo, poiché Dio chiama tutti a sottomettersi al suo Figlio; e chi non si sottomette al suo Figlio, ma vuole arrivare a Dio tralasciando Gesù Cristo, commette un terribile delitto. L’intera Creazione ha la sua origine nell’Amore del Padre per il Figlio, e chi vuole eliminare questo Amore e mettersi in comunicazione diretta con il Padre, come se il Figlio fosse un accessorio di lusso, un capriccio di Dio, quella chiesa commette un peccato tremendo.

Infatti Dio non guarda a nessuno se non nel Cuore del suo Figlio. Così nessuno esiste al di fuori del suo Figlio, e nessuno riceve nulla se non per mezzo del suo Figlio, affinché in ogni cosa il suo Figlio sia adorato come è adorato Dio.

E chi non adora Gesù Cristo come è adorato YAHVÉ DIO, suo Padre, si dichiara nemico di Dio.

Al contrario, nell’Amore e per l’Amore verso il Suo Figlio: Dio si dichiara Padre di tutti coloro che Lo amano. E al di fuori di questo Amore nessuno riceve la Felicità di essere chiamato figlio di Dio.

Qui parla ai secoli colui che in mezzo ai suoi fratelli ha avuto e ha la gloria di essere figlio di Dio, simile in tutto a Cristo Gesù, lo Spirito Santo fatto Uomo, con il quale è un’unica Realtà, un unico Essere, per la gioia di tutta la Creazione: San Paolo, come i suoi fratelli in Gesù Cristo, del Cielo e della Terra, Vincitore del Peccato, Incorruttibile e Onnipotente di fronte alla Morte, per Volontà di Dio e per Amore verso il Suo Figlio.

Questa è la Nuova Creazione Viva di Dio: una Casa Indistruttibile fondata sulla Santità dei suoi Membri, nella quale tutti i Popoli del Creato trovano e hanno la Garanzia della Pace e della Salute di chi ha Dio come Re.

I secoli sono trascorsi. Ma l’Opera rimane. Eccoci quindi:   

2

«Sia benedetto Dio, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che in Cristo ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli».

 

È evidente che San Paolo non si riferisce al Potere secondo il Mondo, ma secondo lo Spirito.

Il Potere secondo il Mondo lo conosciamo già; affonda le sue radici nella Conoscenza del bene e del male, nel desiderio di Satana di trovarsi, pur contando sulla benedizione di Dio, al di là della Legge, per compiere la sua volontà sovrana e, come figlio di Dio, governare il suo Impero secondo i desideri e i capricci di coloro che si ergono, contro la volontà di Dio, come dei.

Dio non benedice il Suo Servo con il Potere secondo il Mondo, né con un Potere senza limiti per calpestare la Legge di Dio e imporre una propria legge. Niente affatto. Dio benedice con le benedizioni del Suo Spirito per governare il Suo Regno secondo la Legge dell’Amore per la Vita. Mentre il Potere secondo il Mondo innalza dei impuri che hanno nelle loro mani la morte di tutti gli esseri, il Potere che proviene dallo Spirito amministra il Regno secondo la Verità Eterna, Madre della Giustizia e della Pace, senza le quali non può esserci Libertà.

La Santità trova nel Amore di Dio per la Vita e nell’Amore del Creato per il suo Creatore la sua Forza, il suo Principio, il suo Senso, la sua Esistenza. È su questo Amore fatto Carne che Dio riversa le sue Benedizioni affinché i suoi figli amministrino il suo Regno e siano la Luce che illumina il suo Paradiso nei Giorni dell’Eternità.

Ed è su questa Santità che Cristo riceve il Potere di Gesù, che è nella sua Parola, come leggiamo nel Vangelo, dove vediamo che gli basta aprire la bocca perché la sua Volontà si compia.

Lo vediamo fin dall’ inizio, quando Dio disse: «Sia la Luce», e la Luce fu. Per questo motivo lo Spirito Santo in Giovanni scrive: «In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio». Infatti, se all’inizio l’Uomo fu chiamato a essere a immagine e somiglianza dei figli di Dio, come leggiamo: «Facciamo l’ Uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza», Dio, chiudendo quella Creazione ne crea un’altra, nuova, in modo che l’Uomo Nuovo sia chiamato a immagine e somiglianza dello Spirito Santo, che, fatto Uomo, rivela la sua Gloria in Cristo e di essa rende partecipi i suoi Fratelli, che diventano essi stessi Corpo del Verbo fatto Carne, «Dio con noi». Che rimarrà per sempre tra noi, senza la cui Presenza Visibile la Creazione sprofonda nella Confusione, come leggiamo nella Genesi quando Dio dice: «La Terra era confusa e vuota…» Motivo per cui lo Spirito in Paolo scrive:

3

«poiché in Lui ci ha scelti prima della fondazione del mondo affinché fossimo santi e immacolati davanti a Lui nell’Amore».

Infatti, Dio non li ha scelti al di fuori del proprio Figlio. Dio non ha creato un Uomo Nuovo scegliendo il Modello in un altro figlio della sua Casa, ma ha elevato come Modello, a cui immagine e somiglianza ha creato questo Uomo Nuovo, il proprio Figlio, il Figlio delle sue viscere increate, Onnipotente come Lui stesso, e come il proprio Padre mosso dall’Amore Infinito per la sua Creazione. Questo Amore si fa Carne e Dio lo riveste della Gloria del suo Unigenito, con la Potenza di Cristo, al suono della cui Parola gli elementi si piegano in ginocchio. Come vivere questa Potenza al di fuori dello Spirito di Cristo! Come raggiungerla se non per la Volontà di Dio!

Per questo questo figlio di Dio dice:

4

«E ci ha predestinati all’ adozione come suoi figli per mezzo di Gesù Cristo, secondo il beneplacito della sua volontà»

 

Predestinazione che l’ Avvocato del Diavolo ha avvelenato per confondere il termine «fin dalla creazione del mondo… dopo la Caduta», a cui si riferisce il Servo di Dio, con «la creazione del mondo… prima della Caduta» che il Servo Riformatore del Diavolo ha inserito nel suo Manifesto anticristiano sulle Istituzioni della Chiesa. Rifiutando la Parola di Dio, che manifestò nei Profeti la Sua Volontà di realizzare una Nuova Creazione, l’Avvocato del Diavolo e la sua muta di assassini calvinisti, ugonotti e puritani e presbiteriani negarono la profezia accusando Dio di aver avuto in mente la Caduta sin dall’inizio della Creazione dell’Universo. Il Giudizio di Dio sulla vostra Dottrina è il Fuoco. Se sopravviverete, vivrete; altrimenti, sarete consumati dal Fuoco.

Dio non è un obiettivo, Dio non è una meta in lontananza. Dio genera nella sua Creazione figli che partecipano in tutto allo Spirito del suo Primogenito Divino. Così la Verità dell’Unigenito si estende ai suoi Fratelli in Cristo in virtù della Primogenitura di Gesù, e sono questi Fratelli del Figlio di Dio che, essendo la Nuova Creazione di Dio, sono predestinati a partecipare all’Essere di cui si dice «Egli è Dio con noi».

E nessuno acquisisce questa Gloria né viene reso partecipe di questo Potere se non chi è stato generato da Dio per essere coeredi del suo Figlio, di cui conosciamo la Storia e il cui Amore per Dio è stato messo alla prova fino al martirio. Amore che è l’Origine della sua Gloria e il principio della sua Forza, grazie al quale la sua Parola è Dio per la Gioia e la Felicità dell’intera creazione, e

5

“…a lode dello splendore della sua grazia, che ci ha donato gratuitamente nel Figlio suo …”

 

… Contro coloro che in futuro negheranno che lo Spirito Santo proceda dal Figlio. Menti perverse e spiriti malati ai quali dobbiamo chiedere: senza il Figlio di Dio avete raggiunto la Salvezza che proviene dalla Redenzione? E una volta raggiunta la Salvezza grazie al Suo Sangue, disprezzate colui il cui sangue vi ha dato la vita? Il Figlio di Dio è nulla? Una volta crocifisso, Dio lo ha scacciato dal Suo Cuore? Credete di essere qualcuno o che la vostra esistenza sia fondamentale per lo sviluppo della Vita nell’Universo e per l’espansione della Creazione? Chi vi ha detto che potete presentarvi davanti a Dio Padre guardando Dio Figlio come se fosse un nulla di fatto? Così santi e saggi come siete, non avete letto ciò che è scritto, il Decreto di Dio con cui ha consegnato al Figlio il suo intero Regno e ha posto ai suoi piedi la vita e la morte di tutto il suo Impero? L’orgoglio è stato il tuo peccato, Bisanzio, e dal peccato ti è venuta la morte.

La Verità che l’ Eternità ha raccolto tra le sue Braccia è questa: Dio non fa nulla senza pensare al suo Figlio. Nessuno riceve da Dio Saggezza e Intelligenza se non per Amore verso il suo Figlio. Così Dio ordina ogni cosa affinché il suo Figlio sia la Fonte di tutti i doni che la sua creazione riceve.

Nessuno si avvicina a Dio se non per mezzo del suo Figlio. È scritto: «Io sono la Porta». Chi nega questa Porta agisce come Satana, che volle soppiantare il Figlio e sedersi sul suo Trono senza voler comprendere che tutto ciò che esiste ha nel Figlio la sua Origine, e nessuno si avvicina a Dio senza aver ricevuto dal suo Figlio la Benedizione. 

Il Figlio di Dio è il Principio dell’Uomo. Pretendere di poter ricevere da Dio il Suo Spirito senza che questo Spirito sia quello del Figlio, in modo tale che ciò che si riceve provenga da Dio ma non dal suo Figlio, è una negazione malvagia il cui frutto è la distruzione, come si è visto nella Chiesa ortodossa bizantina, alla quale Dio ha lasciato un residuo tra le nazioni per la sua conversione.

L’orgoglio è il peccato che ha portato la Chiesa ortodossa bizantina a credere di poter mettere da parte il Figlio di Dio e presentarsi al cospetto di Dio scavalcando il suo Re e Signore, Gesù Cristo. L’orgoglio l’ha condotta al peccato facendola dimenticare al Patriarca ortodosso che Gesù Cristo è il Sommo Pontefice Universale del Tempio di Dio, e che solo ed esclusivamente Lui, come il Nuovo Aronne, può sollevare il Velo e presentarsi al cospetto dell’Onnipotente Creatore di tutto ciò che è visibile e invisibile. L’orgoglio della Chiesa ortodossa trascinò Bisanzio alla sua distruzione.

Tutto ciò che vive e respira, esiste e si muove, si muove ed esiste, respira e vive per il Figlio di Dio...

6

«… nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati, secondo le ricchezze della sua grazia»

 

E dicendo «la redenzione per il suo sangue» si dice assolutamente tutto. E chi non lo capisce è perché non è redento, né l’ha conosciuta, né gustata, né vissuta.

A causa del peccato l’uomo è diventato un animale in più la cui forza sta nella sua Ragione, nel suo cervello: il pensiero dell’uomo lontano da Dio è puro istinto animale orientato alla sua sopravvivenza, e sopravvivenza nelle migliori condizioni animali comprensibili in base al tempo e allo spazio che occupa sulla Terra.

Tuttavia, grazie alla Redenzione siamo stati ricreati per essere guidati dallo Spirito, e così tutto ciò che siamo lo siamo per Colui che ci ha redenti.

Il mondo intero è nulla; Gesù Cristo è tutto. Senza di Lui non esisterebbe l’Uomo nell’homo sapiens. E senza il Cristiano non esisterebbe la Civiltà. Quindi ciò che siamo, lo lo siamo perché, per Amore verso la Creazione del Padre suo, il Figlio ci ha salvati dalla Rovina, e dalla polvere in cui eravamo destinati a cadere ci ha sollevati per donarci un Futuro fondato sulla Vita Eterna. Pertanto, oggi, domani e per sempre ci muoviamo nell’Eternità al cospetto del Figlio di Dio, nostro Unico Re e Giudice Universale.

Pertanto, tutto ciò che il nostro mondo deve lo deve al Cristianesimo, senza il quale non esisterebbe la Civiltà, e se il Cristiano cessasse di esistere, la Vita sulla Terra tornerebbe alla polvere. Un orizzonte di rovina fondato sul Peccato, contro il quale il Figlio di Dio, trovandosi tra noi, ha aperto la Via verso la Vita di cui attualmente godiamo. Una Via impossibile da aprire per l’Uomo che si basa sulla «sola Ragione», a sua volta mossa dall’Orgoglio di non aver bisogno del Figlio di Dio per presentarsi al cospetto di Dio e ricevere da Dio i doni di cui lo Spirito Santo, in Paolo, dice:

7

«Colui che ha riversato su di noi in abbondanza ogni sapienza e prudenza».

 

In effetti, il Potere non fu dato a questo Figlio di Dio e ai suoi Fratelli in Gesù Cristo per compiere la loro Volontà e stabilire il loro Pensiero come fonte delle loro azioni nella Storia. Niente affatto. Dio stava operando. Una Nuova Creazione era stata inaugurata ed era in corso. Se il Pensiero umano fosse stato sufficiente a varcare quell’orizzonte e a condurre la Storia della Civiltà lontano dalla sua Distruzione, Gesù sarebbe bastato a se stesso, non avrebbe avuto bisogno di nessuno per far sì che il Mondo si riorganizzasse secondo il suo Pensiero.

Ma il Figlio di Dio non è venuto per compiere la propria volontà personale, è venuto per compiere quella del Padre suo. Ed è stato in adorazione della volontà di salvezza universale che Dio ha stabilito per la sua creazione che, pur essendo Lui il Figlio di Dio e pur potendo, con la sua Parola, fare ogni cosa, Gesù Cristo si è inginocchiato davanti alla Sapienza di Dio. Saggezza che i Discepoli non conobbero se non per mezzo dello Spirito Santo che scese su di loro dopo la Risurrezione…

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«Rivelando loro il mistero della sua volontà, secondo il suo beneplacito, che si era prefissato in Gesù Cristo»

 

Torniamo sempre allo stesso punto. Dio fa tutto nel suo Figlio, con il suo Figlio, per e attraverso il suo Figlio. «Il Padre mostra al Figlio tutto ciò che fa». L’Amore per il suo Figlio è la Ragione che muove il Cuore di Dio, la Causa Metafisica in cui la sua Forza Creatrice si fa Seme e genera Nuovi Mondi.

Siamo tutti Creazione del Figlio di Dio, per potenza fisica e atto metafisico. Fu Lui a dire alle stelle di separare la Luce dalle Tenebre; fu Gesù Cristo a stabilire nei Cieli il Firmamento che separa le acque che sono sopra il firmamento dalle acque degli oceani che sono sotto il firmamento. Fu Lui a benedire ogni forma di vita con il Potere della Riproduzione Procreativa, e a benedire ogni forma di vita con cibo abbondante affinché nessuna specie che vive sulla Terra conoscesse la sete e la fame. Egli comunicò al Primo Uomo la Salute che conduce al Desiderio di Immortalità.

Credere, pensare che l’ Uomo possa avvicinarsi a Dio Padre come se Dio Figlio non esistesse, la sola idea è un peccato di superbia, un delitto contro la Vita, propria e altrui.

Il Figlio non è uno spettatore passivo nell’Atto Creatore, è Creatore attivo nella Creazione del suo Padre. È Lui che dice «Sia la Luce»; è Lui che chiama i suoi fratelli del Cielo a partecipare alla formazione della Vita sulla Terra a immagine e somiglianza dei figli di Dio.

Dio fa tutto con Lui, per Lui e per Lui. Ed è in Lui che, volendo redimere l’Uomo, Dio ce lo ha mandato: 

9

«… per realizzare il Mistero della sua Volontà al compiersi dei tempi, ricapitolando tutte le cose in Cristo, quelle del Cielo e quelle della Terra»

 

E così fu. Si ricapitolò:

Il tradimento di Satana nei confronti di Dio nel tradimento di Giuda.

La tentazione di Satana ad Adamo nella tentazione del Diavolo a Gesù.

La scelta di Adamo nella scelta di Cristo.

La chiamata alla partecipazione alla formazione del genere umano nella chiamata dei discepoli.

La natura del Regno di Dio nell’Eden in quella del Regno dei cieli, non fondata sul Fuoco e sul Ferro, ma sull’Amore e sulla Saggezza.

Adamo, capo del suo mondo; Cristo, il Capo del nostro mondo. Così, con la caduta del capo, tutto il corpo fu condannato alla Caduta.

Nell’Incarnazione — Mistero la cui impenetrabilità, per grazia del Dogma, ci porta la Salvezza — la Nascita del Figlio di Dio nello Spirito Santo del Signore dell’Infinito e dell’ Eternità, Mistero in cui, grazie al Dogma dell’Incarnazione, tutti noi rimaniamo nella Verità davanti al nostro Creatore.

Nella Vergine Maria, la Bellezza e l’Innocenza della Saggezza Creatrice, Sposa di Dio, e la Natura dell’Amore senza limiti della Saggezza per il Padre e il Figlio.

In San Giuseppe, la devozione e la fedeltà dell’uomo a Dio, Padre e Figlio, la sua obbedienza e il suo amore per la salvezza di tutte le famiglie umane.

II

L’Autore Divino, San Paolo, parla consapevole del suo incontro con la Morte. Si rivolge a lettori altrettanto consapevoli del loro incontro con il Signore che servono e in cui hanno la Resurrezione al di là della Croce. Infatti l’Uomo è stato creato per la Vita Eterna. Come ben dice lo Spirito Santo, la Morte è entrata a causa del peccato di una generazione che ha accolto la Guerra come mezzo per raggiungere il fine dell’integrazione di tutte le famiglie della Terra nel Regno di Adamo. Una volta insediatasi nella coscienza dell’essere umano, la Morte è diventata un mezzo d’azione per raggiungere il Potere. Il caso che ci presenta Dio, il fratricidio di Caino e Abele, è l’esempio universale classico che determina il comportamento omicida di chi vuole raggiungere il Potere su tutte le cose.

Nel caso dei due figli di Adamo, la psicologia del crimine di Caino affonda le sue radici nell’istinto.

Secondo la Parola, Dio doveva scegliere tra i due figli di Adamo il proprio erede, quel figlio di Eva che avrebbe recuperato la corona che era stata sottratta a suo padre. Caino voleva essere quel figlio di Eva che avrebbe schiacciato la testa al nemico di suo padre.

Ma la scelta spettava a Dio, non all’uomo. Tuttavia, se Caino avesse ucciso suo fratello Abele, la scelta di Dio sarebbe stata annullata dalla Necessità di Caino e Dio avrebbe dovuto piegare le ginocchia davanti all’assassino di Abele: o Caino o nessuno.

Ovviamente imboccare quella strada non sarebbe stato un viaggio in una valle di fiori. Voler mettere Dio tra l’incudine e il martello non è un gioco. Caino aveva motivo di camminare «a testa bassa».

Il fatto era che Dio, sempre secondo il ragionamento di Caino, si era incatenato alla Sua Promessa di Vendetta e, una volta morto Abele, la corona di Adamo sarebbe stata sua. Questo era il pensiero di Caino prima di prendere la decisione di uccidere suo fratello Abele.

Giustificando Caino per la sua ignoranza, certamente il Mistero della Salvezza ebbe inizio dal momento in cui Dio pronunciò la sentenza contro tutti i coinvolti nella Caduta.

Poiché fu pronunciata la Redenzione, furono riconosciute l’Ignoranza del Trasgressore e l’Innocenza di Dio nel Tradimento. Ergo, se Dio avesse scagliato tutta la Sua Ira contro il Traditore, la Sua Giustizia sarebbe rimasta Immacolata. Il Traditore era una bestia che aveva minato la Pace della Creazione e attaccato i Fondamenti del Trono del Figlio di Dio sin da prima della Creazione del Genere Umano. Se Dio avesse proceduto al suo Esilio Eterno in quel preciso istante, e avendo il Potere Sovrano di restaurare l’Anima e Perdonare il Peccato di Adamo, il Mondo non avrebbe varcato la Porta della Tragedia che chiamiamo «Storia Universale delle Guerre del Genere Umano». 

Trascinato all’Inferno da un Satana la cui malvagità superò ogni limite agli occhi di Dio, la stessa Giustizia che portò la Redenzione sarebbe stata sufficiente e avrebbe legittimato la decisione di Dio di procedere all’Assoluzione del suo figlio minore Adamo.  

Dov’è il padre che, vedendo il proprio figlio più piccolo, nella sua ignoranza, trascinato al peccato dalla malvagità di un fratello maggiore, punisce entrambi con la stessa pena? Se noi uomini, pur essendo cattivi padri, non ci lasciamo trascinare da tanta crudeltà, come credere che Dio, Padre amatissimo dell’Uomo, per amore del quale non ha esitato a darci come Campione suo Figlio Gesù, possa nella sua Ira mettere nello stesso sacco il Traditore e il Trasgressore!

Il Mistero della Salvezza della sua Creazione era in gioco. Non era solo l’ Uomo ad essere stato attaccato, era l’intera Creazione a trovarsi assediata dalla Morte.

Con il Cuore sanguinante Dio Padre dovette emettere la sentenza contro il suo figlio minore Adamo, includendo nella sua sentenza la Promessa di Redenzione. Che, come ho detto prima, Caino interpretò secondo la Carne, motivo per cui Dio, avendo ritirato dall’uomo il suo Spirito, ebbe misericordia del fratricida.

L’uomo risolve tutte le cose ponendosi come misura di ogni cosa. Ma Dio ha davanti agli occhi il Futuro dell’intera Creazione. Ed è questo Futuro che Dio aveva davanti agli occhi quando emise la sentenza contro il Trasgressore e il Traditore.

Per quest’ultimo Dio decretò l’Esilio Eterno dalla sua Creazione; per il primo stabilì la pena dell’ esilio dalla sua Presenza fino al compimento del suo Tempo di Condanna. Fino alla Venuta del Redentore e Vendicatore del Sangue del suo piccolo fratello Adamo, sarebbero dovuti trascorrere millenni.

Da quel Giorno di Lutto per l’Assassinio di un figlio di Dio, la Predestinazione del Messia e dei suoi Fratelli rimase scritta.  

10

«Ed è in Lui, Gesù Cristo, che siamo stati dichiarati eredi, predestinati, secondo il proposito di Colui che fa tutte le cose secondo il consiglio della sua volontà»

 

Ed essendo onnipotenti a immagine e somiglianza di Cristo Gesù, la morte fu bandita dai loro cuori, seguendo in tutto l’esempio del loro Maestro e Signore.

Perché sappiamo che sin dalla Caduta del Primo Uomo il Potere viene accompagnato dal fratricidio, dal crimine, dall’ omicidio, dal delitto. Una realtà che si è diffusa in tutte le nazioni, rendendo il Potere un trono sanguinario, una meta abominevole a causa del cammino che conduce al suo esercizio. Denuncia aperta davanti a tutti i popoli del Creato da parte dello stesso Cristo, il quale, pur avendo nella sua Parola il Potere di Dio, non ha mai posto davanti ai propri occhi la morte del prossimo come via verso la Salvezza del mondo.

Il Potere non è dato ai figli di Dio per essere serviti, ma per servire. Dio è il Signore e ogni Potere è al servizio del Suo Trono per la felicità e la gioia di tutti i popoli del Suo Regno. La Legge che governa il Potere è lo Spirito dell’Amore per la Vita. Come può dunque la morte del prossimo avere parte in questo Spirito!

E in questa fedeltà al Modello Divino scopriamo il Mistero della rivoluzionaria espansione del Cristianesimo, che in soli 30 anni giunse a comprendere nella sua sfera tutte le province dell’Impero Romano.

Quando la Bestia anticristiana sputò il suo fuoco, osservammo che il Cristianesimo era già vivo in tutte le province dell’Impero di Nerone. La causa era Divina. Dio era con noi e, andandosene, ci lasciò Dodici come Lui.

Ma a differenza del Figlio di Dio, gli Apostoli, suoi Fratelli, compirono i loro Miracoli in privato, diffondendo il Nome di Gesù tra le famiglie, veicolo infallibile e impercettibile attraverso il quale la Fede penetrò persino nel palazzo di Cesare.

Come vediamo, la Missione per la quale erano stati predestinati aveva in Dio Figlio Unigenito la sua bussola, la sua stella, la sua meta…

11

«Affinché tutti noi che speriamo in Cristo siamo a lode della sua gloria».

 

E in questo senso, tranne che nelle loro Lettere, non dissero nulla di sé stessi. Tutto era incentrato sul rivelare, attraverso le Opere dello Spirito Santo in Loro, la Divinità di Colui che fu sulla Terra per redimerci tutti, per sollevare il nostro capo e aprirci gli occhi alla Vita Eterna.

Se avessero agito secondo la gloria dei loro nomi, se avessero messo il Potere che era stato loro dato per servire Dio al proprio servizio, certamente sarebbero stati registrati l’infinito numero di Miracoli che procedettero a compiere in privato nel Nome di Gesù, e che determinarono che, all’epoca dell’Ordine della Bestia Neroniana, i Cristiani si trovassero già insediati in tutte le province dell’Impero.

Andati via da questo mondo, dove c’erano le «Opere», si affermò la Conversione attraverso le Opere della Fede, Seme che, piantato nei cuori, portò all’Unione di Gentili e Barbari in un unico Regno, chiamato a rendere questo mondo il Popolo del Regno di Dio.

Sappiamo che Dio ha fatto sedere il suo Figlio sul Trono della sua Gloria affinché tutta la sua creazione si inginocchiasse davanti alla sua Corona e lo adoriamo come è adorato suo Padre. Così, avendolo annunciato in precedenza, dicendo: «Lo hai fatto Dio, gli hai dato l’impero delle tue Mani, lo hai fatto Signore della tua Creazione, hai posto la vita di ogni creatura ai suoi piedi», ci presenta immediatamente il Re della Vita, in cui la Morte non ha parte.

Gioia in Cielo, Felicità in Terra, il trono del Redentore che Caino volle acquistare al prezzo della morte di suo fratello Abele, fu dato a colui che pagò per Lui con il proprio sangue.

Prezzo che pagarono i suoi fratelli in Abramo, e, consapevoli della loro predestinazione alla Croce, non esitarono a porre ai piedi del loro Signore le loro vite per la salvezza della pienezza delle nazioni del genere umano.

Meravigliosa opera di Dio, Padre e Figlio!

Figli di Dio, generati a immagine e somiglianza del Redentore, dal quale sono stati plasmati, non con molte parole umane, ma con il discorso che scaturisce dalle opere della fede, seguendo l’esempio del loro Maestro e Salvatore, hanno posto ai Suoi piedi il potere ereditato affinché ridondi a Sua gloria nei secoli dei secoli. E lungo il Cammino hanno seminato il Seme Divino che, superando gli orizzonti, ha condotto l’Europa al Cristianesimo, Seme Divino che l’Europa Cristiana avrebbe diffuso ai quattro angoli della Terra fino alla Conversione dell’Albero delle Nazioni al Re dei Cieli.

Per questo, contemplando il Futuro, lo Spirito Santo continua a scrivere a coloro che, attraverso le Opere della Fede, avrebbero convertito le nazioni:

12

«In Gesù Cristo anche voi, che ascoltate la parola della verità, il Vangelo della vostra salvezza, nel quale avete creduto, siete stati sigillati con lo Spirito Santo della promessa…»

 

In questo Sigillo abbiamo tutto in Lui: Intelligenza, Saggezza, Comprensione, Fortezza, Consiglio e Timore di Dio, e sapendo che nell’Amore il Timore si rende perfetto, per la Promessa condividiamo la Speranza della Vittoria…

13

«garanzia della nostra eredità in vista del riscatto del suo patrimonio, a lode della sua gloria. Per ciò anch’io, avendo udito parlare della vostra fede nel Signore Gesù e del vostro amore verso i santi».

 

Come non amare coloro che sono il Fiume della Pace che, sgorgando dalla Fonte Divina, irriga tutte le anime del Creato, alimentando l’Albero della Vita dei Mondi affinché tutti i suoi rami crescano in salute? La Casa del Re non partecipa forse al suo Spirito in pienezza e nell’amore per la vita di tutti i cittadini del Paradiso di Dio? Dove sono l’invidia, l’orgoglio, l’ambizione, l’egolatria? Non c’è in loro alcuna macchia di corruzione. Sono lo Scudo Invincibile contro la Guerra che il Creatore ha donato al suo Regno.

14

«Non smetto di rendere grazie per voi e di ricordarvi nelle mie preghiere» 

 

I più forti trattati come i più deboli; la Creazione più amata da Dio gettata in pasto ai leoni, usata come torce nella Notte dei Cesari.

Dio volle che coloro che avrebbero ereditato con suo Figlio la Gloria della Corona vivessero il Male fino a quando il dolore non li avesse penetrati nel più profondo del loro Essere. Dio compì un’Opera meravigliosa, un Tempio Vivente, una Fortezza Vivente, una Casa formata non da pietre e rocce ma dall’Amore di Dio per la Vita, una Casa in cui il Ricordo della Conoscenza del Bene e del Male e l’AMORE PER IL RE, messo alla prova contro la Morte, rimarrà per l’Eternità.

15

«Affinché il Dio del nostro Signore Gesù Cristo e Padre della gloria vi conceda lo spirito di saggezza e di rivelazione nella conoscenza di Lui»

 

Parole che noi poniamo sulle nostre labbra, benedicendo Dio per aver rivestito la sua Creazione contro i Fuochi della Guerra, e per aver difeso il suo Popolo dando alla Verità un Corpo, Tempio dello Spirito di Cristo, investito del Potere del Verbo. E ci conceda» … Non potere né ricchezze. «Ci conceda» … Saggezza e Conoscenza di Dio.

Chiamati alla Vita Eterna, quale tesoro più prezioso può avere ogni Creatura intelligente se non la Vera Conoscenza del Figlio di Dio: Re e Signore di tutta la Creazione del suo Padre?

E a noi? Tutto l’ oro del mondo. Tutte le corone e tutti i poteri fondati sulla scienza del bene e del male sono polvere che il vento dell’eternità trascina nell’abisso dell’ oblio. Solo la Vita rimane.

Quale altra dottrina rivelò lo Spirito Santo fatto Uomo a quelle centinaia di migliaia di uomini, donne, anziani e bambini che affidarono la propria vita nelle mani del Re dei Cieli?

Quale dottrina era quella della Chiesa cattolica sin dall’inizio?

Avvicinarsi a Dio Padre ignorando Dio Figlio?

Lo Spirito Santo non procede dal Figlio?

Allora chi è il Capo di Cristo, Incarnazione dello Spirito Santo che vive nel Padre e nel Figlio: l’Imperatore di Bisanzio? Il re d’Inghilterra?

Non è forse scritto? : «Chi vede il Figlio vede il Padre». Ed entrambi vivono in Cristo. Per questo lo Spirito Santo conclude : «Il Capo di Cristo è il Figlio e il Capo del Figlio è il Padre». Da qui lo Spirito Santo proclamò il Dogma della Trinità: Tre Persone e un solo vero Dio.

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«Illuminando gli occhi del vostro cuore, affinché comprendiate quale sia la speranza alla quale siete stati chiamati, quali siano le ricchezze e la gloria dell’eredità concessa ai santi»

 

C’è forse ricchezza e gloria più grande che appartenere alla Casa di Dio come Fratelli del suo Figlio, nei quali Dio ha riposto la Pace e la Salute di tutto il suo Regno?

Non uno né due, ma un intero popolo passato attraverso il fuoco per rinascere dalle proprie ceneri come l’Eterna Fenice, partecipi della Gloria di Dio Figlio Unigenito, in tutto Uguale al Modello a cui, a immagine e somiglianza del quale, sono stati generati, Gesù Cristo: Incorruttibile, Onnisciente, davanti al cui Sguardo ogni cuore e ogni anima rimane nuda. Il Bene personificato, la Saggezza incarnata nella Creazione, «Dio con noi», il Muro Indistruttibile contro la cui Roccia si infrangono la Solitudine e la Confusione.

Meravigliosa opera di Dio, Padre e Figlio, con cui hanno rivestito la loro Creazione di immortale allegria, di gioiosa libertà, di gioia incontenibile, di felicità senza limiti che esplode in acclamazioni incessanti. Il mondo che Dio si è creato per farne la Sua Dimora, aperto a tutti i popoli del Suo Regno, senza confini, tutti senza timore dell’Eternità, governati dallo Spirito Santo: Incarnazione Vivente dell’Amore del Creatore per la Sua Creazione.

Beati tutti coloro che hanno vissuto il Cammino del loro Eroe, Re e Signore Gesù Cristo, rendendo Testimonianza di Sangue, compiendo in Loro il Disegno Divino:

«Voi siete i miei testimoni». E testimoni di sangue dal fuoco del martirio, che dichiarano di aver visto e udito il Figlio di Dio, al suono della cui voce i cieli e la terra accolsero con gioia la sua Parola come comando, la cui voce la terra raccolse tra le sue braccia quando la confusione già le stringeva il cuore e si vedeva condannata alle tenebre condannata.

«Dio vero da Dio vero». «Dio con loro». Lo toccarono, mangiarono e camminarono con Lui.

Dov’è la gloria, dov’è la potenza, dov’è la ricchezza? Con cosa si potrà comprare questa Gloria: essere coeredi di Gesù, il Primogenito di Dio? A quale Potenza si potrà paragonare l’essere figli di Dio a immagine e somiglianza di Gesù Cristo?

Come mai, dunque, tra coloro che si definiscono cristiani, vi sono alcuni che disprezzano i santi e considerano idolatria l’amore e la venerazione verso coloro che con il proprio sangue e in mezzo al fuoco gridarono a voce chiara e con parole forti: Gesù Cristo è il Figlio onnipotente e onnisciente di Dio Padre, YAVÉ, Signore dell’infinito e dell’eternità, Creatore del cosmo e di ogni vita che sgorga nell’universo!

17

«E quale è l’eccelse grandezza della sua potenza verso di noi credenti, secondo la forza della sua potente virtù»

 

Lasciate che le vostre anime si aprano e i vostri cuori trabocchino di infinita gratitudine verso coloro che, disprezzando le proprie vite, le hanno offerte affinché, diventando tutti cittadini del Regno di Dio, avessimo una dimora che nulla e nessuno potrà più toglierci.

Chi erano quegli stolti, ignoranti e malvagi che, sotto la maschera di un puritanesimo perverso, hanno condannato l’Amore per i Santi nei quali Dio ha riposto la Pace e la Salute di tutto il suo Regno? Non è forse scritto: «Dio vuole che l’adorazione dovuta al Padre sia l’adorazione dovuta al Figlio»? E «chi non adora il Figlio non adora il Padre». 

Stolti, se il Figlio è il Capo di Cristo, il suo Corpo non parteciperà forse all’adorazione dovuta al suo Capo?

Ancora una volta: «Cristo è il Capo della Chiesa, e il Capo di Cristo è Dio».

Per questo, poiché vi siete dati un capo umano e avete disprezzato Cristo come Capo delle vostre chiese, l’idolatria è vostra, cosicché, negando ai Santi l’ adorazione dovuta allo Spirito di Dio, l’avete data ai criminali e agli omicidi, assassini di santi, che vi siete dati come capi delle vostre chiese.

Tremate di terrore perché il Giorno in cui il Giudice vi chiamerà al cospetto di Colui che avete disprezzato come Capo delle vostre chiese, una per una dovrete rendere conto della vostra ribellione. 

Guardate dunque dove mettete i piedi, perché la ribellione diventa tradimento quando la Volontà di Dio si manifesta e invita all’unificazione, offrendo misericordia ai ribelli per la salvezza delle loro anime nell’obbedienza dovuta all’adorazione di Dio.

A quale Potere potrete paragonare il Potere dei Santi?

18

«Che Dio ha esercitato in Cristo, risuscitandolo dai morti e facendolo sedere alla sua destra nei cieli»

 

Essendo essi Uno con Cristo, essendo Gesù, Capo di Cristo, seduto alla destra di Dio Padre, quale Trono più grande potrete dare a qualsiasi Creatura?

Sono morti con Lui per risorgere con Lui nella Sua Gloria, la Gloria dei figli di Dio, adottati ma che in tutto condividono la Natura del loro Fratello Maggiore, Gesù Cristo, il Primogenito di tutta la Casa di Dio, il quale, essendo l’Unigenito del Padre, riveste della Sua Natura tutti i Suoi Fratelli, rendendoli tutti Figli del Padre, padroni del Suo Cuore con Lui, per Lui e in Lui. Come potete dunque dire alcuni di voi: «Lo Spirito Santo non procede dal Figlio?»

Nulla, né il Cielo né la Terra, né questo Mondo né i Mondi a venire possono esistere ed esistono senza il Figlio; tutto ciò che la Creazione riceve da Dio lo riceve per Amore verso il suo Figlio, e sottomettendo ogni cosa al suo Figlio, rendendolo il capo di tutta la sua Creazione, chi è al di fuori di questo Capo non è in Dio. Il suo destino è la distruzione.

Ricorda Atene a Bisanzio!

Impara da Costantinopoli, tu, Mosca!

Così come Dio lasciò un residuo in Israele affinché ottenesse misericordia, così ne lasciò uno alla Chiesa ortodossa bizantina, affinché ora, grazie alla vostra obbedienza, invochiate la misericordia per coloro che, nella loro ignoranza della pienezza della perfetta conoscenza del Figlio di Dio, si sono ribellati contro la sua Sposa, la Chiesa cattolica romana.

Disprezzando la Sposa, non disprezzi forse il suo Signore, Gesù?

19

«Colui che è al di sopra di ogni principato, potenza, potere e signoria e di ogni cosa che ha nome, non solo in questo secolo, ma anche in quello a venire».

 

Tu, Gesù Cristo, Dio Figlio Unigenito; con il tuo Padre Creatore del Cielo e della Terra, dal quale, per la tua Primogenitura, tutta la Casa dei figli di Dio riceve Verità e Santità per la Pace e la Salute di tutti i Popoli del tuo Regno.

Tu, Gesù Cristo, che pur essendo Onnipotente, ti sei fatto Servo del Padre tuo per la Gioia e la Libertà di tutti i Popoli dell’Universo, di quelli presenti e di quelli futuri.

Di Te diciamo ciò che lo Spirito Santo ci ha insegnato e che abbiamo custodito nelle nostre anime per la nostra salvezza e quella dei nostri figli: 

«A Te, Signore, Dio, tuo Padre, ha sottoposto tutte le cose, ponendo tutti noi, del Cielo come della Terra, ai tuoi piedi; Tu e solo Tu, Gesù Cristo, sei il capo di tutte le cose nella Chiesa, che è il Tuo Corpo, la pienezza di colui che compie tutto in tutti».

Come potete allora dire alcune di voi di avere come capo questo o quell’altro re, ribellandovi così contro la Creazione di Dio!

E non è forse dal Capo che tutto il Corpo riceve la sua Natura?

Così, alcuni per orgoglio e altri per perversità, gli uni come gli altri avete commesso un delitto contro Dio. Poiché la fede vi è stata data per vincere l’ignoranza e rivestire il silenzio di Dio con il manto sacro della fedeltà.

Non vi siete ribellati contro la Chiesa Cattolica, Madre di tutte le Chiese, trono dell’Albero della Fede; vi siete ribellati contro Dio, Padre e Figlio, accusando Dio per il suo Silenzio e suo Figlio per il proprio. Non avete forse letto ciò che è scritto: «Se, parlando delle cose terrene non capite, come potreste capire se vi parlassi delle cose del Cielo»?

Avete accusato Dio di aver imbavagliato la bocca di suo Figlio.

Avete accusato il Figlio di Dio di essersi sottomesso alla Volontà del Padre nel confermare la scelta di Pietro, anche se tra tutti i Discepoli fu l’unico a rinnegarlo davanti al mondo.

Chi siete voi per osare alzare la voce davanti a Dio! Ai santi appartiene la Santità, cosa c’è nei ribelli se non la ribellione?

Chiamatela Ortodossia, chiamatela Riforma, chiamatela come volete, se non obbedite e non proclamate Gesù Cristo Capo di tutte le Chiese e non confessate il vostro peccato davanti alla Sua Sposa e Madre di tutti i Suoi figli, la Chiesa Cattolica, sarete giudicati per ribellione contro Dio e i Suoi santi nel Giorno del Giudizio di tutte le cose.

IV

Viviamo un’adorazione di Dio e un’adorazione dei santi. La differenza fondamentale tra le due si basa sull’amore. La prima appartiene al giudaismo. La seconda al cristianesimo.

Nel giudaismo l’ adorazione di Dio ha il suo fondamento nel Potere. Dio è Potere. Si segue la Sua Legge, oppure si viene distrutti. La disobbedienza alla Sua Parola è seguita dalla distruzione del disobbediente.

Nel giudaismo il criterio della Legge non è la Giustizia, bensì il Potere. Dio è Onnipotente e non è concepibile alcun rapporto con Dio al di fuori del Potere. O tutti in ginocchio o tutti morti. Non c’è altra scelta.

L’ebraismo era l’adorazione dell’Essere in quanto Potere.

Nel Cristianesimo l’ Adorazione nasce dall’Amore per la Personalità Divina.

«E se Dio non fosse Amore, io non adorerei Dio»: questa è l’adorazione dei santi.

Il Dio che in Mosè dice «IO SONO COLUI CHE SONO», in Gesù Cristo apre il petto, scopre il suo Cuore e dice «Da tanto tempo sono con voi e ancora non mi avete visto?»

Nel Cristianesimo è la Personalità di Dio che conquista l’Adorazione. «Dio è Amore». E questo Amore si riveste dell’Essere di Dio per fare dell’Adorazione dei Santi la Gioia di tutta la Creazione.

Fin dall’inizio del Cristianesimo l’Adorazione di Dio è d’Amore. «Anche se non ci fosse il Cielo, ti amerei» diventa il cuore del cristiano.

Era logico che coloro che vedevano nell’adorazione di Dio solo un potere, si scandalizzassero di colui che ci ha rivelato l’adorazione di Dio come Amore.

In Gesù Cristo la Personalità di quel Dio che dice «IO SONO COLUI CHE SONO» apre il proprio petto, si rivela e conquista il Cuore della sua Creazione. È la Sua Vittoria. È la Sua Grandezza. È la Sua Gloria. È il Fondamento della Sua Corona Eterna. Dall’adorazione dell’Essere in quanto Potenza, la Creazione è ascesa all’adorazione dell’Essere in quanto Amore.

In Mosè Dio si rivela come Potere Infinito. In Gesù Cristo Dio si rivela come Amore Eterno. Non c’è opposizione, c’è perfezione.

Evidentemente coloro che avevano edificato una religione e uno Stato sul fondamento del Potere, e governavano la Nazione con la frusta del Terrore della Legge, per logica naturale e forza storica l’Adorazione cristiana di Gesù dei Santi doveva risultare loro una debolezza suicida. Perché in un Cuore in cui non c’è spazio per l’Amore verso Dio, e vive del terrore di Dio in quanto Legge, non poteva trovare spazio l’Amore in quanto adorazione della Personalità Divina, che si rivela nel suo Figlio Gesù Cristo e diventa l’adorazione dei santi.

È da questa Adorazione che sgorgano le Lettere di San Paolo come fiumi che scendono dal Monte del Vangelo per vivificare i deserti e le pianure sterili della Storia Universale dopo millenni di guerra fratricida mondiale. Infatti:

20

«E voi eravate morti a causa delle vostre trasgressioni e dei vostri peccati»

 

La Morte seminò il suo seme nelle nazioni, e la Civiltà, appena entrata nella sua adolescenza ontogenetica, si trasformò in un campo di battaglia fratricida senza quartiere.

La Fraternità Universale in Dio Creatore, che aveva messo radici nella Mesopotamia di Adamo, andò perduta come un albero privato d’acqua sotto un sole implacabile. La divinizzazione rivendicata dalla Corona creò un’opposizione senza via di ritorno contro il primo regno mesopotamico fondato sulle prime Città-Stato registrate nella Storia del Genere Umano. Il Frutto della Scienza del Bene e del Male, la Guerra, fu dato in pasto a tutti i popoli, e facendo della loro Carne un terreno fertile per tutti i mali, coltivò l’albero dell’Odio.

L’Amore Fraterno lasciò il posto al Potere dei re e alla loro sfrenata passione di essere adorati come dei; questa fu l’eredità che ricevettero le corone di quei tempi e, con il passare dei millenni, ne vedemmo per l’ultima volta la manifestazione malvagia sul trono dei Cesari.

All’epoca del Secolo di Cristo non c’era più alcuna speranza per l’essere umano. Egli era tutto peccato e reato. La personalità Divina secondo la quale era stato plasmato il Primo Uomo e chiamata Genere Umano nella sua Pienezza si è dissolta nel corso dei millenni trascorsi, fino a trasformare l’uomo in una bestia selvaggia, la più pericolosa, la bestia affamata e assetata di Potere assoluto.

Di fronte a questa realtà universale che dominava la mente di tutte le nazioni, quale futuro poteva avere il Vangelo del Figlio di Dio: «DIO È AMORE»? Ebrei e Romani ridono di quella religione di schiavi per schiavi. «Dio è Amore?», si dicevano. E allora quello che viviamo, cos’è, un circo? Beh, al circo con loro».

Così nacque il Cristianesimo. Perché quale tipo di relazione può avere una creatura di argilla animata da vita intelligente per opera e grazia del Creatore del Cosmo se non nell’amore di un padre per suo figlio? Al di fuori di questa relazione esiste solo una legge possibile: In ginocchio o perderai la testa.

Fu la Legge sotto la quale visse l’Ebraismo e che più tardi l’Islam riportò in vita dalla tomba in cui Gesù Cristo seppellì il Tempio di Gerusalemme. Tempi passati…

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«In cui un tempo avete vissuto, seguendo le consuetudini di questo mondo, secondo il principe del potere dell’aria, lo spirito che ora opera in coloro che sono ribelli»

 

Con il Figlio di Dio è giunta l’Adorazione dei Santi, l’Amore per Dio in quanto Persona. La Personalità Divina ha conquistato il Cuore della sua Creazione.  

E Gesù Cristo conquistò per Dio ciò che noi uomini da soli non potevamo fare: conquistare il Cuore di Dio. Il Creatore conquistato dalla sua Creazione! Non con la Potenza, ma con l’Amore di un cuore che pronuncia una sola parola: «Padre». A cui Dio risponde con un «Figlio mio».

La rivoluzione gesu-cristiana divenne inarrestabile. I beffardi furono beffati. Gli dei caddero dai loro piedistalli. L’Uomo risuscitò l’Amore di Dio grazie all’Amore del suo Figlio verso l’Uomo. Che abisso così grande tra colui che morì e colui che risuscitò, vero, Saulo?

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«…tra i quali anche noi tutti un tempo eravamo annoverati e seguivamo i desideri della nostra carne, adempiendo la sua volontà e i suoi pensieri, essendo come gli altri per natura figli dell’ira»

 

In effetti, era necessario che l’intera Creazione vivesse una volta per tutte nell’Eternità la causa per cui Dio, in quanto Persona, considera un abominio la Conoscenza del Bene e del Male.

Bloccati nell’ adorazione del Potere, si potrebbe arrivare a credere che l’Ira Divina abbia la sua origine in quel capriccio temporaneo e passeggero per cui oggi aborrisce ciò che potrebbe piacerle domani.

La Necessità era un dovere. Poiché, nonostante le parole del Padre, Dio non poté distogliere le mani di una parte dei Suoi figli dall’Albero proibito, una volta compiuto il Fatto della Caduta e del Tradimento, la Necessità di rivelare a tutta la Sua Casa la Causa per cui Dio considera un abominio la Conoscenza del Bene e del Male divenne assoluta. Così, sebbene con il cuore lacerato da gli Atti, la Necessità che tutta la Sua Casa vivesse il Suo Abominio come proprio segnò la linea del Futuro del nostro Mondo e di tutti i Mondi per l’Eternità. La fine di ogni mondo fondato sulla Legge della Scienza del Bene e del Male è la distruzione. Effetto che tutta la Casa di Dio avrebbe visto con i propri occhi nell’Apocalisse del nostro mondo.

23

«… ma Dio, che è ricco di misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati»

 

Ma avendo generato tutti i suoi figli a immagine e somiglianza di suo Figlio, come Padre che conosce alla perfezione i propri figli, Egli sapeva che essi stessi, in ginocchio, gli avrebbero implorato misericordia per il nostro mondo. Non avrebbero avuto bisogno di vedere il compimento di questa Verità Divina per viverla e farla propria per l’eternità.

24

«E mentre eravamo morti per i nostri peccati, ci ha dato la vita per mezzo di Cristo — siamo stati salvati per grazia —»

 

È oggi l’Uomo che deve proclamare questa Verità Divina, rendendola tanto più nostra in quanto, avendola vissuta nella nostra carne, la Causa di Dio la porteremo nel nostro Essere per l’eternità.

Così, coloro che hanno invocato la Misericordia per l’Uomo e noi che l’abbiamo ottenuta uniti in un unico Corpo e in un’unica Casa, ci ergeremo per l’Eternità come il Muro indistruttibile e impenetrabile contro cui si schianterà una nuova ondata del Seme Maligno.

E questa è la Nuova Creazione di Dio, Opera Meravigliosa, origine e causa dell’Adorazione dei Santi: «Solo Tu, Signore e Santissimo Gesù Cristo, sei Degno del Trono della Gloria»

25

«… e li ha risuscitati e li ha fatti sedere nei cieli in Cristo Gesù»,

 

al cui fianco Dio ha fatto sedere i suoi Fratelli, del Cielo e della Terra, per la Pace e la Salute del Creato del Padre suo per l’Eternità.

26

“… per manifestare nei secoli a venire la ricchezza ineffabile della sua grazia, per la sua bontà verso di loro in Cristo Gesù”.

 

Elevati alla destra del Figlio, come il Figlio siede alla destra del Padre, sono coeredi della sua gloria, in cui Dio Creatore ripone la pace e la salvezza della sua creazione. Sono i figli del suo amore per tutti i popoli dell’Albero delle Nazioni, creati per riempire il suo Paradiso con la Felicità Perfetta di chi trova nell’Amore del suo Creatore la propria Vita e la propria Gioia.

Nulla di tutto ciò proviene dall’ Uomo, ma da Dio e dal suo Figlio.

27

«… È per grazia, dunque, che siete stati salvati mediante la fede, e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio»

 

Quel Dio che non ha mai voluto distruggere la Sua Creazione e ha adottato tutte le misure onniscienti che, nella Saggezza senza limiti, ha ritenuto necessarie affinché non si ripeta mai più nel corso dell’Eternità la Caduta del Suo Regno nell’Abisso della Conoscenza del bene e del male, il cui Frutto, la Guerra, è ai Suoi occhi un’ Abominazione.

Tanto più meravigliosa è la sua Nuova Creazione nell’Uomo, poiché se all’inizio Adamo fu investito della corona sul Genere Umano, alla fine l’Uomo fu elevato, in Cristo, alla Destra del Figlio, coeredi della sua Gloria per governare, insieme ai figli di Dio del Cielo, il Regno di Dio nella sua pienezza. E questo in verità:

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«… non viene dalle opere, affinché nessuno se ne vanti»

 

Che dire! Come si può anche solo pensare che l’Uomo, con le proprie forze, avrebbe potuto elevarsi a una tale gloria!

Né osare credere a quanto affermò l’Avvocato del Diavolo, ovvero che Dio abbia provocato la Caduta come mezzo per raggiungere questo Fine. «Né passivamente né attivamente, né in potenza né in atto».

Né affermare che, una volta redento dalla Condanna dal Figlio di Dio, l’Uomo ritorni allo stato precedente al Cristianesimo, in tutto uguale al Giudaismo, in cui il Figlio non esisteva né aveva parte tra l’Uomo e Dio.

O sostenere, come l’altro servitore del Diavolo, che ha annullato le Opere della fede, senza le quali il Cristianesimo non avrebbe potuto nascere, che la Giustizia della Redenzione si comunica per la sola Ragione senza le Opere della Fede.

L’Amore non nega il Potere. L’Amore perfeziona la Fede nel Potere di Dio che si esercita nella sua Creazione per mantenere l’Amore della Creazione verso il suo Creatore nel seno dell’ Adorazione dei Santi. Per questo San Paolo dice:

29

«… noi siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per compiere opere buone, che Dio ha preparato in anticipo affinché in esse camminassimo».

 

Pertanto, chi non compie «opere buone» in Cristo Gesù, non è cristiano, poiché la fede non si comunica solo attraverso la Parola, ma attraverso la Parola e le opere che scaturiscono dalla fede, come disse lo stesso Figlio di Dio: «Se non vedeste le opere, non credereste».

Pertanto la salvezza degli uomini deriva dalle opere compiute in Cristo Gesù, la cui natura è descritta nel suo Vangelo. E chi crede ha creduto grazie alle opere in Cristo Gesù di coloro che lo hanno preceduto, essendo le opere e la Parola le due facce dello stesso Volto Divino, Gesù Cristo.

V

È difficile comprendere le ragioni per cui l’Essere Divino risponde alle circostanze create dalle azioni delle sue stesse creature. Non esiste creatore che debba rendere conto della propria opera a causa delle critiche. Ogni creatore ha il potere e la libertà sia di distruggere che di preservare la propria opera. E, a meno che non sia stato incaricato di realizzare quell’opera, nulla né nessuno può chiedergli spiegazioni sul futuro del suo lavoro.

Ovviamente, se un lavoro viene eseguito in base a un contratto, tale contratto è vincolante e del futuro dell’ opera completata diventa l’unico responsabile il committente. Non credo che in questo ambito sia necessario addentrarsi in discorsi retorici.

Nel caso del Creatore del genere umano e di ogni forma di vita esistente nell’Universo, la Creazione ha la sua Origine in una Libera Volontà Personale. Dio svolge la sua Opera di propria volontà e in piena libertà. Non deve rendere conto a nessuno della sua Opera e il Futuro della sua Creazione rimane nelle sue mani. Dio non ha altro Signore se non Se stesso.

È quindi sorprendente che Dio debba rendere conto delle Sue azioni di fronte alle circostanze create dalle creature della Sua creazione.

Se Dio non ha passioni, come confessa la Chiesa anglicana nel suo primo capitolo dogmatico, questa azione divina di fornire spiegazioni e di assumere un ruolo nelle circostanze temporali che hanno origine nella sua creazione ci appare assurda.

Esigere da un artista di genio, cioè da colui che crea per spirito, la ragione per cui la sua opera ha quella forma e non un’altra, significa cadere nella più assoluta stupidità. Di conseguenza, ciò che ci compete è capire perché Dio debba darci spiegazioni sul suo comportamento.

La Storia delle Religioni si svolge sul terreno del Potere. Si dà per scontata l’ esistenza di Dio e si stabilisce il rapporto Uomo-Dio dal punto di vista del Potere. Di fronte a una Persona, in questo caso Divina, il cui Potere è Infinito, non resta che gettarsi a terra in un atteggiamento di totale indifesa. Non si chiedono ragioni al Potere. Non si instaura una relazione a partire dall’Essere. Chi detiene il Potere Infinito non risponde a nessuno delle proprie azioni.

Si osserva nelle religioni non cristiane e nelle chiese non cattoliche questo stesso schema. Il rapporto dell’Uomo con Dio si stabilisce a partire dal Potere, non dall’Essere; vale a dire, si proietta nell’Infinito il rapporto tra i re assoluti e i loro sudditi. Il Potere ha la vita e la morte nelle sue mani e non risponde a nessuno delle ragioni per cui emette la sentenza.

Se nel caso degli uomini il Potere può essere sfidato e rovesciato, in quello di Dio questa possibilità viene meno.

Sia l’Ebraismo che l’Islam rimangono all’interno di questa sfera di relazione in cui l’Essere non conta; in entrambi i sistemi religiosi il Potere è la base dell’Adorazione e della sottomissione dell’Uomo a Dio.

La Rivoluzione cristiana che il Figlio di Dio avvia sulla Terra e che i suoi Apostoli e Discepoli diffondono tra le nazioni rompe questo schema antico e pone al centro del discorso sul rapporto tra Dio e l’Uomo la Paternità. Il Creatore si dichiara Padre della sua Creazione. Dio è il Padre dell’ Uomo.

«Per amore da Padre a Figlio» Dio risponde delle Sue azioni dinanzi alla Sua creazione.

Il fatto divino di essere Padre trasfigura il rapporto tra il Creatore e la sua Creazione in modo tale che ciò che era impossibile, ovvero una relazione reale tra Creatore e Creazione nell’Ordine del Potere, si fa viva nell’Ordine dell’Essere. «Dio è Padre, Dio è Amore».

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«Perciò ricordatevi che un tempo voi, gentili secondo la carne, eravate chiamati “incirconcisi” da coloro che si definiscono “circoncisi”, perché la loro circoncisione è quella effettuata nella carne»

Strappati dallo stato animale in cui i nostri padri furono gettati, e come tali animali razionali stabiliti in una relazione con la Divinità dal Potere, la Rivoluzione Gesù-Cristiana, una volta per tutte consumata la Redenzione, ci ha aperto la Porta al Cuore del Creatore, nel quale Dio risponde alla sua Creazione come Padre che ama i propri figli e rende conto loro delle ragioni della sua Risposta alle circostanze che la sua Casa sta attraversando.

Al di fuori di questa Relazione di Paternità, comprendere il motivo per cui Dio interviene nelle vicende dei suoi figli diventa un assurdo. Per Amore verso la sua Creazione, ciò che era impossibile è diventato realtà grazie a Cristo, che vive in Noi. Senza di Lui:

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«eravamo allora, senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d’Israele, estranei alle alleanze della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo»

 

Ciò si evince osservando le circostanze del mondo prima di Cristo, e nuovamente nel mondo di oggi, di nuovo allontanato da Dio.

Se prima di Cristo né gli ebrei né i gentili potevano comprendere Dio e le sue ragioni per mantenere la distanza tra Creatore e Creazione, una volta allontanati nuovamente da Cristo si ritorna all’Ordine del Potere, sebbene in questa occasione in una nuova forma di comprensione basata sulla negazione dell’esistenza di Dio derivata dalla nostra concezione politica del potere. Se Dio è Amore e Dio è Onnipotente, perché rimane in disparte rispetto alla tragedia dell’uomo?

In altre parole, l’incapacità di comprendere Dio ricaccia l’uomo nella condizione animale dalla quale era stato salvato da Cristo. «Poiché non riusciamo a comprendere, neghiamo».

Eppure sappiamo tutti che le ragioni di un padre sono ben lontane dalla comprensione di un figlio in piena fase di crescita. Se tra padre e figlio della razza umana accade questo, come potremmo pretendere di comprendere Dio per il semplice fatto di essere suoi figli? È per questo che la fede è diventata Dogma, affinché l’incomprensione dovuta alla distanza tra Creatore e Creazione non distrugga l’Abbraccio di Dio in quanto Padre verso i suoi figli. 

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«Ora invece, per Cristo Gesù, noi che un tempo eravamo lontani, siamo stati avvicinati a Dio per mezzo del sangue di Cristo»

 

 Tutti, senza eccezione, essendo figli dello stesso Creatore Divino, ci troviamo tutti nello stesso stato di Figliolanza attraverso il quale l’Amore sostiene ciò che l’ Intelligenza Naturale non può comprendere.

Comprendere la Ragione di Dio è un atto soprannaturale. Che non può realizzarsi se non nel seno dell’Amore di Dio per la sua Creazione. Infatti, se non ci fosse Amore, non ci sarebbe Passione, certamente, e la dogmatica religiosa anglicana avrebbe un valore Divino.

Tuttavia, la negazione della Passione in Dio è la negazione del «Dio è Amore» di Cristo, e in quanto tale «Dio è Amore» si rivela soprannaturalmente nel suo Figlio per realizzare mediante la Fede ciò che con l’intelletto naturale si era dimostrato impossibile, vale a dire raggiungere la Saggezza di Dio, e si è nuovamente dimostrato impossibile anche se tra l’ Uomo Moderno e l’Uomo Antico esiste un abisso nel campo della «conoscenza scientifica».

In un caso come nell’ altro, l’inesistenza di Cristo nell’Essere Umano ha portato all’ateismo. Che può assumere forme diverse ma mantiene la stessa sostanza: l’ impossibilità di penetrare nella Ragione Divina senza accedere attraverso la Porta stabilita da Dio stesso: «Gesù Cristo».

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«Egli infatti è la nostra pace, che dei due popoli ne ha fatto uno solo, abbattendo il muro di separazione, l’ inimicizia»

 

Siamo stati creati come genere umano, senza distinzione tra gli uomini, tutti un unico Corpo, «l’Uomo», con un’unica Testa universale, Gesù Cristo, Re e Signore di tutta la creazione di Dio, suo Padre. Voler mantenere la divisione in base al sangue significa negare Dio, il quale nella Redenzione, riscattandoci tutti con il Sangue del suo Figlio, ci ha resi un unico Sangue, un unico Corpo, un unico Essere, elevato alla Soprannaturalità Cristiana nell’ordine dell’Amore. Questa è la Ragione di Dio all’Inizio, quando disse: «Facciamo l’uomo a nostra Immagine e a nostra Somiglianza», cioè figlio di Dio. Che Gesù Cristo venne a ristabilire con il suo Amore la Creazione di suo Padre, in questo modo:

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«Annullando nella sua carne la Legge dei comandamenti formulata in decreti, per fare in se stesso dei due un unico uomo nuovo, e stabilendo la pace»

 

Del cui annullamento conosciamo già il significato. Non che i Comandamenti formulati in decreti fossero abrogati, ma che, elevati alla condizione di Cristo, la sentenza contro la disobbedienza, soggetta alla morte, cessò di avere corso affinché ciò che non poteva essere raggiunto con la Potenza diventasse Vita per mezzo dell’Amore.

Infatti, se per la Legge dei Comandamenti sotto decreto era il Terrore della Punizione la forza che alimentava l’Obbedienza, e dal Rifiuto della Vita in costante Terrore derivava il Rifiuto dell’Obbedienza, per l’Amore di Dio, generati in lui per essere suoi figli, diventando Nostro Padre che è nei Cieli, la Legge del Terrore ha lasciato il posto alla Legge dell’AMORE, in modo tale che ciò che era impossibile all’uomo: «l’Obbedienza dettata dal Terrore della Punizione», grazie all’ Amore dei figli verso il Padre Divino, questa Obbedienza emerge liberamente senza essere soggetta a scrutinio. E nell’incontro con la Paternità Universale Divina:

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«Gesù Cristo ci riconcilia tutti in un unico corpo con Dio attraverso la croce, ponendo fine in se stesso all’inimicizia».

 

«Il Genere Umano». Tutti noi facciamo parte di questo Corpo Universale, di questo Albero della Vita delle Nazioni, esposto, per circostanze non predestinate né volute da Dio, a un ambiente ostile, scatenato dalla Morte per causare la nostra distruzione.

La storia di Caino e Abele è la storia del genere umano. Da seimila anni siamo in guerra fratricida mondiale. È ora di seppellire l’ostilità e rinascere all’amicizia di coloro che sono nostri fratelli. Innanzitutto per natura, essendo nostra madre la Terra, e poi perché abbiamo come Padre di tutti lo stesso Dio che l’ha creata. Per questo il Figlio di Dio si è fatto Uomo:

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«E venendo, ci ha annunciato la pace a chi è lontano e la pace a chi è vicino»

 

Agli occhi del Creatore di tutti non c’è alcuna differenza tra una famiglia e l’altra. Esiste forse, tra un ramo e l’altro dello stesso albero, qualche differenza per quanto riguarda la natura del sangue che nutre l’intero albero? L’Albero del Genere Umano ha un unico Sangue, il Sangue di Cristo, grazie al quale tutti diventiamo figli di Dio. E grazie a questo Sangue:

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«per mezzo di Lui sia gli uni che gli altri hanno il potere di avvicinarci al Padre in uno stesso Spirito»

 

Grazie a Gesù Cristo partecipiamo tutti al Mistero della Santissima Trinità: «Tre persone e un solo vero Dio». Così, pur essendo molti e avendo tutti lo stesso spirito, possiamo comprendere attraverso l’Amore ciò che con la Ragione ci è impossibile: la Perfetta, Eterna e Infinita Unità delle Persone Divine in un unico Essere: «Dio».

Pertanto, essendo tutti parti dello stesso Essere, «l’Essere dell’Uomo» in cui vive lo Spirito di Cristo, partecipiamo in tutto a Dio, nostro Padre.  

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«Perciò non siamo più stranieri né ospiti, ma concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio»

 

Se siamo tutti figli di Dio, tutti fratelli, e se siamo fratelli, la legge che scorre nel nostro Sangue è la Legge dell’Amore, non quella del Terrore né quella dell’Inimicizia, non quella dell’Orgoglio né quella della Vanità. Lo stesso Padre di tutti nutre tutti con il suo Amore; così che nessuno possa vantarsi del proprio sangue davanti a Dio. Essendo il Sangue di Cristo quello che ci genera alla vita eterna, tutti partecipiamo degli stessi fondamenti:

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«Edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, essendo la pietra angolare lo stesso Cristo Gesù»

 

Da ciò si vede che il Cristianesimo non rompe con l’Israele biblico; ne è il compimento, l’orizzonte verso cui hanno camminato i Profeti da Adamo a Cristo.

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«In lui, ben salda, si erge tutta l’edificazione come tempio santo nel Signore»

 

Il Primo Tempio fu costruito per rimanere in piedi fino all’arrivo del Redentore. E in ragione di questa attesa, il Tempio era una Porta invalicabile per tutte le famiglie del genere umano. Ma Dio creò tutte le famiglie della Terra. E poiché tutte le nazioni erano state esiliate dalla Presenza del loro Creatore, grazie alla Redenzione questo Esilio sarebbe giunto al termine.

A causa dell’ignoranza i sacerdoti dell’Antico Tempio si opposero all’apertura del suo interno a tutti gli uomini, la necessità della sua distruzione e della costruzione di un Nuovo Tempio aperto alla pienezza delle nazioni fu evidenziata dagli stessi profeti, i quali, pur appartenendo alla casa d’Israele, videro questa ignoranza insorgere per sbarrare il passo alla saggezza del Dio di Mosè.

Tale fu il Nuovo Tempio, la Chiesa, edificata sulla Resurrezione di Gesù Cristo:

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«in cui anche noi siamo edificati per essere dimora di Dio nello Spirito».